Il selvatico emigra…e i guai pure.

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un incidente nel bolognese

Una volta, negli anni ’70 del secolo scorso,  i cinghiali, i caprioli e altre specie ungulate nel nostro Appennino erano “merce rara”.

Ma si sente dire che i cacciatori, alleati con i naturalisti, d’accordo con le varie amministrazioni provinciali, introdussero questi animali un po’ ovunque in prossimità dei nostri crinali promettendone un serio controllo…avete capito bene: un serio controllo. Nessuno hai mai confermato queste notizie …e nemmeno smentite ufficialmente. Poi a un certo punto qualcosa deve essere andato “storto”… per non dir peggio e ora ci sono i problemi. Continua a leggere “Il selvatico emigra…e i guai pure.”

Castagne e salute a km zero…in valdarda .

il castagnaro di Marco Giacomini
il “castagnaro” di Marco Giacomini (bellissima foto)

IN GIRO PER I BOSCHI

Siamo andati a fare un lungo giro per boschi della valdarda. Abbiamo scelto di recarci un po’ a Luneto (confine tra Piacenza con Parma nei pressi del comune di Bore, passando per Castelletto) e un po’ al Parco Provinciale del Moria (passando per costa d’asino da Lugagnano v.a.) per ri-esplorare questi  grandi castagneti che si estendono  per tanti km quadrati  sui monti Lucchi, Palazza, Mu e Moria. Un giro durato un giorno, con sosta, durante lo spostamento automobilistico da Vezzolacca-Luneto al Moria, in un buon ristorante.  Continua a leggere “Castagne e salute a km zero…in valdarda .”

Fare agricoltura in montagna non è facile ma c’è chi ci prova!

bruzzi stefano 369Ieri il nostro quotidiano libertà proponeva questa notizia a firma Malacalza (ottimi i suoi servizi!): «Perde il posto di lavoro, e apre una stalla in uno dei comuni più piccoli e sperduti della regione. Ma è pronto alla nuova sfida. Perché in montagna ripartire è ancora possibile. Accade a Cerignale, un pugno di un centinaio di abitanti, un tasso di invecchiamento che sfiora il 60 per cento, ma un’aria che, si dice, sembra quella che si respira in Liguria. Qui il sindaco Massimo Castelli, da sempre legato alla sua terra, ha puntato tutte le poche risorse rimaste sul “sociale creativo”: taxi sociale, distribuzione di farmaci a staffetta, il postino che ogni mattina consegnando Libertà controlla che gli anziani stiano bene e, porte spalancate a chiunque voglia insediarsi sul territorio con una nuova attività. La storia di Carlo Ertola, per tutti Carluccio, è questa. «Il nostro nuovo imprenditore lavorava in una ditta e viveva a Piacenza, nonostante le sue origini fossero di Cerignale», spiega Castelli. «Ha perso il posto di lavoro a causa della crisi ed ha pensato di tornare a casa, dove aprirà una stalla, entro l’estate. Continua a leggere “Fare agricoltura in montagna non è facile ma c’è chi ci prova!”

Gli anziani in agricoltura e il ritorno (?) dei giovani…

valtolla-valdarda innevata...
valtolla-valdarda innevata…

A causa dell’elevata eta’ di chi ne conduce le aziende, nei prossimi anni in Emilia-Romagna sono a rischio ‘successione’ quasi 200.000 ettari di terre coltivabili. E’ il dato che emerge dal sesto censimento dell’agricoltura, che vede comunque un consolidamento del settore maggiore in Regione rispetto alla media nazionale. Ma considerando il numero di agricoltori over 70, il rischio e’ che a breve 195.340 ettari di superficie utilizzabile rimangano ‘orfani’, un numero pari al 18% del totale.

Un km² di superficie=100 ettari di terreno; come a dire che in Emilia sono a rischio “gerbido e abbandono” una superficie pari a tentatré comuni di Fiorenzuola d’Arda oppure una superficie pari alla  metà dei comuni piacentini: sono dati spaventosi.

Per far tornare i giovani in agricoltura servono norme chiare e sostegno vero e non balle. Continua a leggere “Gli anziani in agricoltura e il ritorno (?) dei giovani…”

Una mucca sola al comando….

una mucca sola al comando...(clic per ingrandire)

Solissima! Questa vacca da latte solitaria di razza bruna stamani pascolava da queste parti…solitaria e incurante dei curiosi e delle polveri….

Aveva l’intero campo a disposizione e forse anche l’intera montagna. Possiamo dire di aver avuto una visione…d’altri tempi.

Ora nella valle domina la fabbrica, l’agricoltura non esiste quasi più e queste scene immortalate sono una rarità. Continua a leggere “Una mucca sola al comando….”

Le patate del Vescovo…

patate della nostra montagna...

«Una persona mi ha portato un sacchetto di patate dalla collina, mi ha spiegato come sono state coltivate….» dice  il nostro vescovo S.E. Ambrosio «… mi ha detto che con quelle patate lì occorre mettere meno farina per fare gli gnocchi. In quel momento ho pensato che il lavoro è la cooperazione al progetto di Dio. Non dobbiamo avere il cuore di pietra, ma l’occhio che va in profondità e non si accontenta della superficialità. Se pretendiamo di essere padroni di tutto, ci autodistruggiamo……Il cuore è il primo terreno da coltivare, i valori del “sistema cibo” sono da recuperare attentamente, il cibo deve tornare ad essere sinonimo di socialità. C’è bisogno di una nuova cultura rispettosa dei valori del Creato e di Madre Terra…….Il cuore – ha proseguito il nostro vescovo S.E. Ambrosio – è quel motore che ci porta a guardare avanti, a stringere la mano, a stringere un patto». Grazie Eccellenza per queste belle parole!

[raccolto da libertà in occasione della manifestazione “adotta la terra” svoltasi nei scorsi giorni a Piacenza, promossa da coldiretti e Provincia]

Come affrontare la crisi..(2)

patate di montagna

Pretendere di fare programmazione territoriale senza coinvolgere lo stesso territorio è sbagliato come lo è fare piagnistei. In quest’ultima specialità in realtà sono campioni alcuni amministratori di tutti i colori politici e non sempre per interessi della montagna e alta collina.

Al primo punto, per uscire dalla crisi, per noi occorre mettere l’agricoltura e l’ambiente e non l’uno o l’altro tema separatamente! Sappiamo che tanti non la pensano come noi ma forse è meglio che riflettano…

Senza indugi diciamo subito che i parchi sono utili a prescindere!  Non altrettanto, come conseguenza, lo sono i “carrozzoni” previsti per amministrarli nella recente legge regionale ( per ora bozza di…?).

Quando si andranno a definire gli ambiti d’intervento più stretti di tali “carrozzoni interprovinciali” il rischio è che, in certe aree, non si riesca più a fare agricoltura e questo sarebbe un “grave errore”! Un errore che potrebbe costarci caro in termini di assetto e di tenuta sociale dello stesso territorio.

I parchi sono importanti e sono fondamentali per la conservazione delle naturalità e biodiversità ma altrettanto fondamentale, in collina e montagna…qui più che altrove,  sono l’agricoltura tanto agronomica quanto zootecnica.

Si deve poter coltivare e allevare, si deve favorire  il metodo naturale, ove occorre …metodi conservativi ma….. si deve poter fare agricoltura e selvicoltura. Non sicuramente agricoltura tipo quella che vediamo in pianura a livello estensivo e industriale che di danni ne ha già causati abbastanza. Continua a leggere “Come affrontare la crisi..(2)”