In giro per la valtolla, per le valli piacentine…appassionatamente e pericolosamente!

clicca per ingrandire (valtolla iPhoto)

Oggi abbiamo  passato la giornata a vagare per la valle e abbiamo ricavato alcune brevi impressioni.

Quello che più ci ha fatto piacevolmente sorridere  è stato un colloquio che abbiamo avuto con una signora anziana che stava riposando nella sua casa nel parco provinciale ( nel territorio del…).

-signora non si allarmi stiamo solo  facendo fotografie …– ovviamente ha sorvolato e ha replicato

-pensavo foste del comune, perché avevo un paio di “raccomandazioni” da fare-

-cosa le ha combinato il comune signora?– abbiamo chiesto.

-vede questa strada che avete percorso e che dalla via principale asfaltata porta nel nostro paese ( ndr: lunga circa un km)?….E’ privata e la curiamo noi, compreso l’inghiaiamento annuale  e non vogliamo che neppure vengano a sgomberare la neve in inverno perché ci tolgono la ghiaia e ci rovinano la strada-

-forse lo fanno per fare un servizio al vostro paesino- abbiamo commentato!

-non ci interessa lo sgombero neve e sarebbe meglio che si dedicassero di più alla strada principale che a noi serve per davvero (ndr: quella che da Velleia Romana porta al parco provinciale oppure a Lugagnano)-.

Tutto il colloquio brevemente riassunto è avvenuto in rigoroso dialetto.

Siamo quindi andati a verificare lo stato di questa strada che  salendo da Velleia Romana conduce, attraverso un bel paesaggio e la vista della Pianura padana, al parco provinciale del Monte Moria oppure a Lugagnano.

La strada, poco prima di confluire con quella che partendo dalla Madonna del Piano raggiunge il parco, è interrotta e  ben segnalata una grande frana autunnale ma….c’è un piccolo sentiero che ….

La gente si arrangia come può e di fronte alle calamità, ai ritardi delle autorità (non vi sono colpe degli amministratori locali tantomeno della direzione del parco…anzi quest’ultima continua a sollecitare interventi..) si “inventa” un piccolo passaggio precario per necessità.

Significa che la strada serve, che non è utile solamente per i frequentatori del parco ma anche per la popolazione indigena, che le autorità competenti (stato e regione) non possono ignorare il problema che tale frana crea… che occorre risolvere rapidamente.

Volevamo verificare se nella zona vi fossero altre situazioni simili…..

Certamente…..e la gente, per l’ennesima volta, si arrangia come può..con maggiore buon senso di quello che spesso hanno le autorità.

Ma la valtolla, per fortuna, è grande e bella come il suo meraviglioso parco provinciale… e nonostante qualche frana di troppo (che attendiamo di poter vedere “cancellate”) ci aspettano  un estate e un autunno di relax, passeggiate, feste popolari, gastronomia, avventure, cultura, spettacoli, mercatini…. dal Borgo di Vigoleno, a Castell’Arquato, da Velleia Romana al crinale di Morfasso….dai Boschi di Vezzolacca, alla rocca dei Casali….

FRUTTA ANTICA….natural valley

Nelle scorse settimane, il 18 e il 20 novembre 2009, abbiamo parlato diffusamente di alberi da frutto centenari presenti in valtolla…precisamente a Vezzolacca.

BRUTTE MA BUONE...dolci e saporite!

Abbiamo anche precisato che, se a Vezzolacca esistono quelli “più vecchi della provincia”, altri ne esistono in tutta la valtolla.
Abbiamo, in quell’occasione, parlato delle piante mentre ora ci concentreremo su due frutti selvatici ampiamente diffusi in tutto l’Appennino : la Castagna e la Mela.
Occorre anche precisare  che mentre un tempo vi era tanta attenzione alla frutta selvatica e addomesticata ora, per diverse cause che spesso abbiamo affrontato con il nostro blog, questa frutta è abbandonata alla natura.
Solamente la Castagna e solo molto parzialmente, viene raccolta…..da alcuni proprietari e da parecchi appassionati che uniscono l’utile al dilettevole.
In autunno, nei nostri boschi, si incontrano centinaia di persone, intere famiglie, che raccolgono questo frutto per il loro consumo occasionale e per il puro piacere ludico del “gesto” .
L’albero, che può elevarsi fino a 30 metri con ampia chioma, fruttifica in Autunno un   riccio (il vero frutto) che si apre e libera da uno a tre acheni con una buccia color bruno scuro contenente una polpa dolce giallo chiaro paglierino.
Il Castagno produce frutti anche dopo centinaia di anni e la prova sta proprio in Vezzolacca dove un albero di 500 anni produce ottimi frutti.
Il Castagno non ha solo costituito la riserva di legname per lavoro, con il quale si sono costruiti travi, infissi, attrezzi per il lavoro….ecc..…, ma ha soprattutto costituito, con i suoi frutti, una importante base alimentare per diversi secoli.

Il Melo selvatico invece, anch’esso ben presente in valtolla, è un albero di dimensioni molto più modeste e i suoi frutti sono grandi come una piccola palla dal diametro di pochi centimetri ( da 12 a 15 cm. circa)…in poche parole come come una grossa noce.
Il melo selvatico, quello che troviamo tanto sul crinale quanto sulle alte colline boscate della Borla è un albero preistorico ed è anche il ceppo del Melo domestico…da qui il nostro interesse!
Camminando nei boschi, in Autunno, si notano spesso queste piante di Melo con i loro piccoli frutti di color verde o giallo …spesso arrossati se esposti in zone soleggiate……di sapore aspro, se non maturi, sono poi dolciastri alla maturazione e molto rustici.
Nella valtolla, nella zona di Vezzolacca, l’uomo abilmente aveva creato un giardino di frutta rustica, antica, buona che…diciamo così….per mutate necessità ha abbandonato.
Impensabile, per ora, tornare indietro ma…recuperare le piante ancora sane….preservarle…introducendo miglioramenti…collegandosi con le istituzioni preposte al mantenimento di tale biodiversità …..la mela carraia….al pum vardon, al pum salam  oppure al per spadon….

L’uomo è sempre stato un raccoglitore di frutta selvatica e di frutta antica ma oggi si mangiano mele super belle che non san di nulla e la castagna si mangia saltuariamente.

La Provincia di Piacenza ha istituito un osservatorio per la frutta antica (dott. Libè).

frutti di melo selvatico del monte lama

VALTOLLA LIBERA!

NUVOLE ....

La nostra montagna sarà sempre più “on-line”……la valtolla usufruirà di tale servizio attraverso (pare) un sistema tipo wireless.
Avere la possibilità di accedere a internet veloce è, in questa società, necessario per ” superare ” certe barriere fisiche e permetterci di essere cittadini del mondo e non degli isolati montanari o campagnoli.
Badate che a noi va bene essere montanari o campagnoli ma NON isolati.
CHIARO?
Le notizie, tante notizie, ci possono giungere con tale sistema e non vediamo perchè la VALTOLLA  dovrebbe esserne tagliata fuori.
Vi sono, poi, professioni che con internet veloce si possono svolgere ovunque poichè non hanno bisogno di scrivania e uffici ma semplicemente della nostra testa……che se poi è in un contesto che la aggrada …è più stimolata a tirar fuori ” il meglio”.
Internet ci permette di accedere anche ad altri servizi indispensabili che, sempre più, avanzano e si raffinano per evitare brutte sorprese agli utilizzatori: bancari, postali, scolastici, anagrafici, commerciali, professionali.

Come potremmo costruire un comprensorio turistico senza internet veloce ( ne abbiamo già parlato diffusamente in altri post)?

Come potremmo pretendere che un giovane formi stabile famiglia qui in VALTOLLA se poi dispone della metà dei servizi del coetaneo di Piacenza?

L’accordo tra Provincia, Regione e comunità montane porterà la copertura nella zona dell’alta Valtrebbia e in alcune comunità della Valdarda come Lugagnano e Rustigazzo ancora scoperte dal servizio.
In valtolla la cosa dovrebbe riguardare  alcune zone di Vernasca e Morfasso.

I tempi? ..entro il 2010.
Si tratta di una buona notizia!

Vigileremo e vi informeremo!

Anche questo è un piccolo pezzo dei diritti di cittadinanza che ci spettano…..un piccolo pezzo di libertà!

GALLERIE & SOGNI


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AMBIENTE E SALUTE IN ALTA VALDARDA: QUALI CORRELAZIONI?

 

 

Il sindaco di Castell’Arquato è entrato di forza nell’annosa problematica relativa all’attraversamento del suo territorio comunale del traffico pesante diretto alla ex unicem e ex rdb di Lugagnano e Vernasca.

IL traffico di mille camion  attraversa tutti i giorni il territorio arquatese, converge sul capoluogo, lo lambisce per poi  dirigersi in alta valdarda.

I problemi sono reali e anche le ricadute in termini di traffico, sicurezza, inquinamento e altri probabili danni da verificare.

Problematiche sollevate nel corso del recente convegno “ ambiente e salute “ ,svoltosi a Lugagnano, che ha visto la partecipazione dell’assessore provinciale all’ambiente, del presidente della commissione ambiente della camera dei deputati, dei Sindaci, di numerosi consiglieri comunali, di medici e di numerosi cittadini.

La relazione presentata dal presidente dell’ordine dei medici di Piacenza non lasciava dubbi, sugli effetti che si produrranno sull’uomo, se non si controlleranno efficacemente le problematiche connesse all’alta concentrazione di emissioni di polveri fini nella zona.

Lugagnano, è stato detto, è al centro di tale zona che vede coinvolti, pesantemente, anche Vernasca e Castell’Arquato.

Occorre vigilare, prevenire, correggere il tiro!

Occorre che il registro tumori diventi realtà; che lo screening della popolazione valdardese si concretizzi; la prevenzione è un nostro diritto ….dopo, se occorre, anche la cura.

Innanzitutto la prevenzione…la salute, la nostra e quella dei nostri figli e nipoti!

Farebbe bene il Sindaco di Castello a ripetere l’iniziativa lugagnanese o a promuovere un’audizione del principale relatore del convegno citato in seduta pubblica del consiglio comunale.

Per scongiurare tali problemi è stato rispolverata la proposta della galleria che dalla vallongina (stradone di Genova)  sbucherebbe a ridosso della ex rdb in Lugagnano.

Costo: oltre 20 milioni di euro ( circa 40 miliardi delle vecchie lire).

Una considerazione da assoluti profani: ma non sarebbe meglio iniziare a pensare a delocalizzare  gli impianti che creano i problemi?

Con 20 milioni si potrebbe anche assegnare una sorta di indennizzo che ci liberi dal problema almeno in maniera molto consistente.

Quanto alla possibilità, di realizzare tale mega galleria, abbiamo forti dubbi che si riesca….

Tale opera non è nel piano provinciale, non in quello regionale, sono contrari i comuni di Vernasca e probabilmente anche quello di Alseno.

Allora che fare?

Intanto serve subito monitorare e porre l’attenzione sulle emissioni, sulla produzione industriale ammessa e sulla realizzazione di opere che attutiscano l’impatto locale.

Servono più piante, ne servono un bosco intero tra Castello  e Vernasca! Servono un bosco di piante di essenze che assorbono le polveri …servono le piante anche per ” isolare ” le ferite del territorio……

Poi le altre opere sulla viabilità che, se va bene, potrebbero vedere la loro realizzazione tra molti anni ma…. Noi non possiamo aspettare.

In poche parole: vi sono da risolvere problematiche contingenti e poi tutto il resto.

Castello non può limitarsi a fare (in questo momento solamente a dire) solo quello che lo interessa sul traffico pur sapendo che, per ora, non gli “ realizzeranno” nessuna grande opera.

Intanto sappiano i Sindaci della zona che l’inquinamento esiste e combatterlo concretamente è un dovere..SUBITO!.

 

 

IL PANE DI PATATE (viaggio gastronomico in valtolla)

 

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VISITATE LA VALTOLLA ( promo)

 

 

Non vi abbiamo ancora parlato del pane di patate; in pratica un pane ” casereccio ” con aggiunte le patate.

Di tradizione montanara, in valtolla è molto apprezzato e lo producono diversi fornai un paio di volte alla settimana.

Rientra nel c.d. ” pane di una volta” e si cuoce nel forno a legna….ogni 500 gr di farina circa 200 gr di patata cotta a vapore o bollita.

Poi ci vuole acqua buona… quella della nostra valle è ottima! La ricetta è assolutamente personale.

Dove lo abbiamo trovato molto buono? A Bore dai fornai che servono anche la valtolla.

Alla domenica lo trovate fresco solo dal primo fornaio sulla piazzetta che incontrate appena in paese provenienti da Luneto.

Non lo fanno loro direttamente ma un antico fornaio che non ha negozio…che ha una sua ricetta e un bel forno dove brucia legna delle essenze giuste per imprimere quel gusto che ci vuole!

E’ un pane che vendono in micche….e che dura qualche giorno.

Due fette di pane di patate con due fette sottili di pancetta …..oppure con un formaggio montanaro.

Se poi volete ” rovinarvi” con un bello spezzatino di manzo ( di manzo) con qualche patata …con tanto sugo da ” puccicare “……

Se arrivate dalla pianura passate da Lugagnano, salite verso Morfasso, deviate verso Bore al termine del lago di Mignano.

Da Fiorenzuola mezzora di viaggio! ….

 

 

REGISTRO TUMORI….primo atto.

Avevamo dato notizia che a Lugagnano si era svolto un convegno sulle connessioni tra ambiente salute durante il quale la consigliera provinciale e vice sindaco del Paese sig.a Danila Pedretti aveva annunciato quanto andiamo a registrare.

Ne avevamo dato conto in un post pubblicato il 1° Novembre.

Apprendiamo che Lunedì 9 Novembre 2009 in consiglio provinciale la consigliera citata sig.a Danila Pedretti ( gruppo leganord) ha presentato una mozione che richiede, alla Regione e alla ASL, l’ istituzzione del registro provinciale dei tumori.

Un registro che serve per classificare e studiare i casi, zona per zona, per prevenire, per adottare misure preventive…..per salvare una vita in più.

Un osservatorio scientifico epidemiologico per tracciare l’andamento del triste fenomeno nella popolazione locale ai fini della diagnosi precoce e delle cure.

Il consiglio provinciale ha approvato unanime.

Questa notizia l’attendavamo da anni…in valtolla vogliamo sapere….siamo in una zona ” ad alto rischio “!

Brava signora! Noi siamo con Lei.

Bravo il consiglio provinciale! Noi ci vogliamo credere.

LA SENTINELLA DELLA VALTOLLA

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ATTENTI....LA SENTINELLA VI OSSERVA!

Sulla strada provinciale per Morfasso c’è la sentinella….la sentinella che sta al suo posto!

Prima di arrivare al ristorante Ranch sulla destra salendo avrete notato che vi è un grande “totem”, una scultura in legno.

Avvicinatevi…non chiede la parola d’ordine, non spara ma…suggerisce, fa riflettere….

” non permettere che questa bella valle sia rovinata ” sembra volerti dire.

” non lasciare che trasformino la valle in una discarica, in un luogo di incenerimento dei peccati della pianura ricca e industriale”……” se ti rubano anche l’aria buona, i bei paesaggi e distruggono i boschi con delle  false centrali elettriche a bio masse ti han fottuto per sempre “…….” quando parlano di biomasse vogliono dire che taglieranno tutti i boschi per far andare i forni per produrre energia elettrica per qualche bell’impianto industriale della zona…..cosa credi che lo facciano per te?..” questo ti sussurra la discreta guardia della valtolla.

NOI SIAMO CON LA SENTINELLA !

Noi vogliamo realizzato ” veramente ” il progetto Natural Valley ( era forse uno slogan?…fumo negli occhi?);

noi vogliamo veramente lo sviluppo del parco provinciale;

noi vogliamo veramente vivere, lavorare, riposarci e divertirci in montagna;

noi vogliamo essere  ” pari” dei nostri amici di pianura e non una ” pattumiera”….un rifugium peccatorum.

Attenti amministratori locali, provinciali e regionali Noi vi osserviamo ……non vogliamo altri disastri ambientali ……vogliamo lavoro pulito, il tributo della valdarda/ valtolla è già pesante, molto pesante…abbiamo già dato.

Se Caorso ha dato il sito per una centrale atomica noi, nella nostra piccola valle, abbiamo in casa 3 mega impianti che hanno cambiato la fisionomia della valle.

Quando passate salutate la guardia e ……rammentate…rammentate.

UN PAESE PER 100 €….( cento euro!)

 

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RISTRUTTURATO! RISISTEMATO!

Ha iniziato il Sindaco Vittorio Sgarbi a Salemi ( in Sicilia ) che ha trovato subito altri imitatori in Italia e non solo.
Lo slogan è più o meno questo: venite nel paese… comprate una casa diroccata e abbandonata per un euro ma vi impegante e ristrutturarla e ad abitarvi almeno nel periodo delle vostre vacanze estive.

L’inviato del Los Angeles Times…

Mister Sgarbi famoso critico d’arte…..e primo cittadino a Salemi ( piccolo paese alto collinare siculo) ha avuto l’idea geniale di catalizzare l’interesse internazionale con una trovata semplice quanto originale: cedere a un euro (un dollaro e 35,  spiega diligentemente l’articolo (del giornale USA) le case del centro storico a vip e nomi noti che si impegnano a ristrutturarle e riportarle in vita. Un successo, che ha portato acquirenti da mezzo mondo nel trapanese.  Sottolinea che tra i nuovi proprietari di case c’è persino Peter Gabriel…… ecc….ecc….

Poi, come si diceva, è stato seguito da altri imitatori.

Oggi apprendiamo che in uno sperduto paese del Piemonte confinante con le prov. di Piacenza e Genova ( zona crinale alta valboreca ) un sindaco pone in vendita le case diroccanti, anch’egli,  per  € 1,00 ( un euro).

Si tratta di un piccolissimo comune con un impiegato tuttofare, un servizio postale e un paio di esercizi turistici dove, in inverno, vivono in quatro gatti….un paese con tante case abbandonate da almeno 50 anni, diroccanti.

questo mini municipio di compone di una manicata di frazioni alcune delle quali piccolissime con 10 case.

Quindi con 100 € possiamo comprare un paese.
Ovviamente sono giunte, come a Salemi, tante richieste.
Carrega ligure ( prov. di Alessandria)  98 abitanti ( novantotto) posto a  1098 mt. s.l.m.,  paese sperduto tra i monti dei nostri ” profondi appennini” si si affida a questa iniziativa per salvaguardare il proprio patrimonio storico culturale abbandonato da anni e, in parte, diroccante.
Sono iniative forti! molto forti!
Ma, al di là delle esagerazioni, una legge che costringesse a mettere in sicurezza gli edifici potrebbe far bene anche in certe nostre zone.
Abbiamo edifici rurali bellissimi che lentamente e inesorabilmente cadono solamente perchè i proprietari sono chissà dove e se ne disinteressano.
Questo stato di cose danneggia anche chi, invece, è intervenuto con cura e intelligenza.
quante case ristrutturate sono attaccate a vecchi ruderi che potrebbero cadere da un momento all’altro…solo per dirne una.

il patrimonio edilizio rurale non può essere lasciato all’incuria del tempo…
I comuni dovranno pur fare qualcosa!

I comuni aspettano solo di aggiustare frane? Di riparare disastri?

I comuni progettano la rinascita dei loro territori?

CONSULTA PER LA MONTAGNA…? serve davvero?

 

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PAESI DELLA VALTOLLA..

 

 

Oggi apprendiamo dal quotidiano Libertà che il candidato in pectore alla carica di Presidente della comunità montana dell’ Appennino Piacentino,  con sede a Bobbio,  nonché sindaco  del comune di Cerignale in alta Valterebbia avrebbe proposto, tra i suoi punti programmatici, l’istituzione di una ” consulta per la montagna”.

Badate bene …consulta per la montagna …per la ….e non già consulta della montagna.

Il significato è diverso e, si spera, anche la valenza che questo organismo potrebbe assumere.

La proposta è quella di farla essere ” trasversale ” tra le due comunità  montane: quella citata ( alta valtrebbia e valdaveto) e quella che CI comprende ( alta valnure e alta valarda).

Servirebbe a qualcosa o rischierebbe di rappresentare l’ennesima ” commissione ” dove si fanno dei gran bla..bla…e poco più?

Innanzitutto chi la propone: un amministratore di grande esperienza qual’è  Massimo Castelli…e non è poco!

Vengono riportate alcune proposte che intenderebbe proporre come prima attività della consulta: la revisione della Legge regionale n° 25, che oggi prevede che dal 3 al 6 per mille di tutto il bilancio idrico integrato venga speso in montagna, richiedendo che sia riservata un’ aliquota maggiore tanto da poter disporre di un milione di euro da spendere, in montagna, in prevenzione.

Il discorso non fa una grinza…e poi perché non dovremmo richiedere di poter disporre di maggiori risorse ? Giusto provare.

Il problema è un altro! ….ma chi progetterebbe gli interventi e chi ” controllerebbe ” che si spendano BENE sti soldi ?  …Bene vuol dire bene e basta!

Abbiamo troppi esempi di spese molto discutibili… e interrogativi per opere realizzate che ci fanno pensare molto ( e anche male!) …..strade asfaltate da poco tempo che sono franate quasi subito alla prima acquetta ( regimazione? …no grazie!); finanziamenti ad agriturismi o ricevitori di turisti che non hanno mai avviato ” davvero ” l’attività; ecc…..

In  poche parole abbiamo l’impressione che si sia trattato di spese un po’ finte ( è solo un impresione?)  tanto per spendere i finanziamenti ricevuti.

Insomma non è che dalle comunità montane siano stati licenziati, in questi anni,  grandi Progetti e grandi realizzazioni….piccolo cabotaggio tanto ma radicali interventi nessuno.

Staremo a vedere anche questa.

Staremo a vedere cosa ne pensano Lugagnano, Vernasca e Morfasso.

In ogni caso in bocca la lupo sig. Castelli …….. e in bocca al lupo anche a noi cittadini della valtolla/ valdarda.

 

 

 

PIU’ SOLE…..IN VALTOLLA

 

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ENERGIA...ANTICA

 

 

 

Libertà del 29 ottobre riferiva che a Morfasso la storia si è ripetuta: dopo un anno circa un secondo impianto fotovoltaico entrerà in funzione presso un azienda agricola locale.

I raggi del sole ( anche quando è nuvoloso) vengono catturati da un grande impianto cellulare che trasforma tali catture in energia elettrica ” pulita ” …senza produrre alcuna emissione in atmosfera! In poche parole non inquina per nulla e, non si limita a produrre la canonica acqua calda bensì energia elettrica ….per ” far funzionare ” quello che serve.

L’inaugurazione avverrà il 7 novembre alle 10,30,  a Rocchetta di Morfasso,  ma pare stia già funzionando! Non è una notizia splendida?

Attendiamo un terzo, un quarto, 100, 1000 impianti fotovoltaici in Piacenza e provincia.

A SAN MARTEIN ….mëtta la lègna in sal camein

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A San Martein mëtta la lègna in sal camein ( a San Martino metti la legna nel camino ………che inizia a fare freddo).

I proverbi locali su San Martino si sprecano…..il giorno di San Martino (11 novembre) lo rammentavano bene…molto bene TUTTI!

..Ti faccio fare San Martino! Urlava  il padrone di casa a chi non pagava l’affitto o ne aveva, a suo dire, combinata una grossa….

..sta facendo San Martino….sussurravano con voce sommessa ( solidarietà) i vicini di casa e gli amici di una famiglia che stava traslocando o gli era imposto di traslocare.

Certo che detto in dialetto  ( …at fag fé San Martein ….) aveva un senso che non richiedeva nessuna spiegazione e traduzione.

Sinonimo di trasloco, il giorno di San Martino,  era anche il giorno in cui si pagava il fitto al padrone di casa.

Questa giornata, prima che la ” moderna burocrazia” uccidesse tutto era anche il giorno in cui iniziava la nuova annata agraria, si rinnovavano i patti agrari….insomma era un giorno importante per l’agricoltura ( pensate  a quanto poteva esserlo quando l’agricoltura rappresentava il 30-40 % dell’economia del Paese….anche il 70-80 % dell’economia della VALTOLLA……riferendoci solamente alla fine degli anni ’60 ).

Non più di 60 anni or sono era anche il giorno in cui si mandavano a svolgere l’attività di  ” famei o famei da spesa” ( il famiglio…il ragazzo che aiutava il padrone nei lavori dei campi e della stalla)  i ragazzi delle povere e numerose  famiglie contadine…ma anche cittadine-operaie.

60 anni fà non eravamo nel medioevo ma l’arretratezza e l’ignoranza era ancora tale che questi poveri ragazzi erano ” venduti ” per una stagione, per qualche anno ….venduti per un tozzo di pane….il fato è che spesso questo tozzo di pane neppure era garantito a casa …ma la libertà di casa tua scalda il cu…e la coda…..

San Martino è anche sinonimo di estate ……l’estate di san martino ( un fatto  meteorologico …ma chi vuole approfondimenti li può cercarli su wikipedia).

Non possiamo, infine,  dimenticare il grande  poeta GIOSUE’ CARDUCCI!….Suvvia…la famosa poesia  ” San Martino” ….

la nebbia agl’irti colli

piovviginando sale,

e sotto il maestrale

urla e biancheggia il mar;

ma per le vie del borgo

dal ribollir de’ tini…..


…NA MUSCA …. intant as mangia es beva!

ottobre ultimi fiori in valtolla..poi l'autunno

Par san Simon na musca la väl un milion per san Simone  ( 28 ottobre) una mosca vale un milione…..nel senso che a fine Ottobre le mosche sono rare per il freddo e quindi ” valgono ” molto.

Si tratta di un vecchio detto contadino che decreta che in pieno autunno ( il 28 ottobre) le temperature calano drasticamente…compaiono le prime vere gelate…le nebbie fitte e si terminano i lavori in campgna.

Ormai in valtolla non vi sono più tanti campi arati per le semine…solo molti prati stabili  ma….. si inizia a ” pulire ” il bosco, a riparare le strade per evirare che le piogge possano provocare frane, si gira più volentieri per mercati … ma si passa anche molto tempo anche davanti al fuoco del camino e della stufa o all’osteria a fare un briscola.

L’autunno è la stagione delle chiacchiere, dell’ascolto, dell’osservazione dei colori, della ricerca del cibo che ci piace.

In molte osterie e trattorie locali si può gustare della buona polenta con la frittura del maiale, gli zampetti, i ciccioli, le costine…con un buon bicchiere di vino novello…di solito bianco …quello che si usava un tempo spillato dalla botte ancora in fase di fermentazione ( diciamo quasi vino).

La variante più nota è la polenta con il merluzzo …quello secco sottosale che si lascia in ammollo due giorni e poi si cucina con la cipolla …che delizia!

Comunque attenti alle mosche, quelle che son rimaste, che si riparan dal freddo in casa vostra!

CONVEGNO …in valdarda valtolla

Venerdì 27 ottobre alle 21 a lugagnano si parla di ambiente e salute.
Nel teatro comunale ( scuole medie… nel viale d’ingresso del paese)  con relatori molto qualificati.

sono previsti anche le presenze di onorevoli, consiglieri regionali, sindaci..

Quali correlazioni tra l’ ambiente dove sono presenti due grandi fabbriconi e la salute dei cittadini?
Partecipate!valtolla photo IMG_0187

AL TABAR DLA VALTOLA

Maestro di danza popolare antica tradizionale, falegname, contadino, boscaiolo.

Ha recuperato una bella casa in sasso che era del bis, bis …nonno e l’ha resa funzionale con camini, stufe, antichi oggetti e vecchi mobili restaurati.

Di chi stiamo parlando? ma del Gipi ( o Gippi ?), ….il Gipi dei Malvisi in valtolla.

Abile intagliatore del legno, costruttore di mobili unici tradizionali, restauratore dei sassi.

Ospitale, loquace, simpatico ti racconta tante cose….legge molto…non ha il televisore per scelta.

Dorme su di un letto antico…quelli che erano in voga nei primi del novecento…alti con materasso di piume.

In ogni stanza un camino o una stufa e sul tetto……camini unici ristrutturati come erano un tempo…

Conosce Enerbia e un sacco di altri gruppi di musica tradizionale….un personaggio questo gipi!

Porta  ” al tabàr “.

la sala del gipigipi davanti alla sua casa in sasso.valtolla photo IMG_0209

 

COLORI DELLA STAGIONE

da flickr una bella foto a colori sull’autunno che, inesorabile, avanza.

Le felci ingialliscono, le foglie arrossiscono, la natura si prepara a riposare…..gli stagni d’acqua si ricoprono di foglie morte leggere…leggere che presto affonderanno….

 

Posted by ShoZu