Alta Valdarda, alta Valnure: niente pale eoliche a Prato Barbieri!

vista sulla valnure dal crinale nei pressi di Prato Barbieri (zona Colombello, Montelana)...una meraviglia della natura.
vista sulla valnure dal crinale nei pressi di Prato Barbieri (zona Colombello, Montelana)…una meraviglia della natura.

Una buona notizia: l’Eolico a Prato Barbieri, comune di Bettola, non si farà! Il comitato ottiene la prima vittoria. La società parmense Oppimitti Energy ha ritirato il progetto di due pale eoliche, con potenza pari a 500 Kw, presentato per la prima volta nel 2009. Continua a leggere “Alta Valdarda, alta Valnure: niente pale eoliche a Prato Barbieri!”

VALTOLLA: IL PAESAGGIO CHE BARBA!!!

Con tutti i problemi che abbiamo ci manca anche che andiamo per il “sottile” sulla questione del paesaggio!
Qui i verdi non vogliono questo ….., dall’altra parte la Soprintendenza vieta di….., poi ci si mettono pure Italia Nostra, Legambiente e ….. non si fa più nulla!
Tutti parlano di energie alternative, di risparmio energetico, di energie rinnovabili, di ridurre le emisioni di CO²… ma poi quando vengono proposte soluzioni nessuno è più d’accordo.
Intubare l’acqua di certi corsi di montagna, a ferriere,  per fini energetici trova contrarietà grandissime; eppure l’energia idro-elettrica è pulita!
Fare un bel parco di torri eoliche a Prato Barbieri o a Pianazze, per produrre energie pulite sfruttando il vento trova grosse contrarietà; realizzare impianti fotovoltaici nei nostri campi di montagna, in valdarda,  non va bene…..ma allora che fare?……Come uscirne?

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mega eolico?...no grazie!

Innanzitutto non bisogna lasciarci prendere in giro!…..Non lasciarci prendere in giro dai falsi ” benefattori ecologisti”!

Vi ricordate la proposta di realizzare una bella centrale ” biomasse ” a Morfasso ?….Si disse che avrebbe bruciato legna locale, che avrebbe prodotto tanto reddito locale, che avrebbe prodotto energia da fonti rinnovabili, dal bosco, dai rami dei boschi…! Così venne detto!

Erano bufale! Grandi e grasse bufale!

Localmente, in Valtolla ( ma neppure in nessun luogo della provincia) NON abbiamo boschi in grado di …. Continua a leggere “VALTOLLA: IL PAESAGGIO CHE BARBA!!!”

Vorrei un kilo di paesaggio!

In questi giorni di inizio Marzo ne abbiamo approfittato per ” gironzolare ” in lungo e in largo ” tra Castello e Morfasso passando per la valchiavenna.

Ci siamo resi conto che se entrassimo in un negozio per comprare ” un kilo di paesaggio locale ” potrebbero risponderci….

signori ho questo ma va mondato ” è stato raccolto molto grezzo…..ci son dentro impurità..ma è molto buono, ancora molto naturale…”

Con santa pazienza, prima dell’uso del nostro acquisto,  ci dovremmo armare di un setaccio per far emergere tali le impurità rendendoci subito conto che  avremmo acquistato e  pagato un kilo di merce per poterne disporre di almeno un buon 20% in meno.

Fuori dalla ” metafora “: la valdarda e la valtolla sono bellissimi prodotti ma pieni di impurità!

Non vediamo azioni per ” settacciarle ” alla fonte!

Perchè?

Non vi è un perchè!….ve ne sono tanti nuovi e antichi!

Non c’è mentalità  e consapevolezza sulla conservazione del centenario  paesaggio  agrario, non c’è mentalità sul decoro! Sul bello e sull’ ordinato!

Ci accontentiamo…troppo! Ma così sarà molto difficile far decollare integrazioni economiche di ampio respiro in breve tempo.

Lo ripeteremo fino alla noia: perchè mai un turista, un investitore, un visitatore dovrebbe ” scegliere ” di venire da Noi?…Quando con gli stessi soldi potrebbe andare a…….

Il turista viene qualche volta poi si stanca! L’investitore non approda neppure!

Quelli che ci sono sono meritevoli…molto!

Qui si vendono centri storici, eno-gastronomia e cultura ma senza iniziare a vendere anche paesaggio agrario, riserve naturali, escursioni, territorio……in un contesto armonioso….

Allora, con pazienza, con molta pazienza, con l’interesse vero delle amministrazioni comunali, delle associazioni, delle organizzazioni professionali bisogna ” promuovere ” anche la cultura del bello, del decoro, dell’accoglienza, dell’armonia dei paesaggi per offrire il meglio! Perchè solamente il meglio viene ricordato.

Alcuni di noi sono stati in Camargue ( Francia del Sud ) e si sono resi conto che gli operatori turistici in realtà ” vendono ” il paesaggio ( ti riempi la bocca con ..C a m a r g u e …. e sei felice e contento con poco…);  la Camargue, la bella Camargue era sottosviluppata ma aveva un gran bel paesaggio naturale che hanno gelosamente custodito.

Da zona depressa è divenuta ….come in Toscana…in Umbria, nelle Marche… una meta per milioni di turisti che la percorrono a piedi , a cavallo, in campagna, nei centri storici, nelle “farme”, negli  ” chambres d’hôtes”

Noi non siamo in Camargue, nelle Marche ma abbiamo molto da offrire.

Nel nord Italia il più bel centro storico ( pardon i più bei centri storici ), l’unico sito archeologico romano di vero interesse, l’unico museo naturale geologico di grande pregio mondiale,  prodotti eno-gastronomici in quantità non industriale ( un vantaggio!), paesaggi con micro-vallate uniche ( la valdarda alta, la valchiavenna, Bacedasco……)  sono in valtolla/valdarda!

Ma non possiamo vendere un prodotto ” sporco ” …ancora troppo sporco ( poco decoroso…poco decoroso!!!).

Il decoro è anche ordine, gusto, rispetto degli altri….amor proprio!

Amiamo il nostro territorio, aiutiamoci a migliorarlo: 10, 100,  pro-loco, associazioni del volontariato,  della cultura, del tempo libero…..

VALTOLLA: IL PAESAGGIO AGRARIO E LE FRANE ( 5 conclusioni)

di Sergio Valtolla

Con oggi ( 23 febbraio) pubblichiamo una serie 5 di brevi post sul paesaggio agrario.

L’idea ci è venuta dopo mesi di osservazioni sugli ” scempi ”  del nostro territorio ( vigoleno in primis) che abbiamo colto osservando  i TG nazionali e locali.

Il nostro è un grido d’allarme, per fare presa sulle coscienze di tutti, Sindaci e amministratori in testa ( che può fare d’altro un blog se non informare e cercare di suscitare interrogativi e interessi ?).

IL PRECEDENTE POST n° 3-4 E’ STATO PUBBLICATO IL 27 FEBBRAIO 2010.

POST 5) PAESAGGIO AGRARIO E VITA FUTURA.

La realtà è che siamo in una situazione dove è ormai assente, dalla testa dei nostri politici, il concetto di paesaggio agrario ( vedi articoli 1 e 2 ), quello dei padri fondatori…quella di Emilio Sereni, il più grande studioso di tutti i tempi, un padre ” costituente del 1948 ” che forse non immaginava tanto scempio in così pochi anni!

Noi dobbiamo, Noi glielo dobbiamo alle nostre genti questo riscatto.

Il recupero é la dignità, é il riscatto fatto per centinaia di emigrati, di nostri contadini, dei nostri vecchi contadini per il loro ” elementare”  ingegno, un tributo alle loro semplici conoscenze e alla fatica!

Dobbiamo rappacificare Noi stessi con la natura…che non è ostile…ma non ama essere ” violentata”.

Il paesaggio agrario deve ritornare ad essere un ” paradigma “, un modello, un termine di paragone sul quale basare le nostre attività odierne e future.

Questo paradigma ci viene dal paesaggio agrario e dalle sue comunità locali.

Case in sasso ristrutturate e da recuperare, recupero agrario, recupero dell’edilizia rurale, piani paesistici, produzioni biologiche, salvaguardia dei “patriarchi da frutto”,  agriturismi, B&B, monumenti, arte, turismo sostenibile, energie pulite, divertimenti, servizi  moderni, comunicazioni efficienti, mercati agricoli locali a km zero, …..

Questa è la vita nel paesaggio agrario!

L’alternativa: dissesti, disastri, ancora maggiori abbandoni, distruzione del più grande patrimonio naturale mondiale.

IN VALTOLLA DOBBIAMO FARE LA NOSTRA PARTE! E’ ORA!

(5-fine)

VALTOLLA E VALDARDA: due parchi in uno?

Tempo fa abbiamo dato la notizia delle ipotesi di fusione dei parchi Stirone ( per la valtolla: zona Vigoleno e poco più) e la riserva del piacenziano ( l’area di grande interesse naturalistico trasversale tra alcuni segmenti dei comuni di Vernasca, Lugagnano, Castello, Carpaneto e Gropparello  e poco più).

Ovviamente di ” progetto si parla ” e nulla è ancora operativo.

I pareri, dei protagonisti della scena politica locale, sono discordanti ma netti: Molto possibilista l’ex Sindaco di Lugagnano, contrarissimo il Sindaco di Vermasca, dubbioso il presidente della comunità montana locale nonché Sindaco di Gropparello.

piacenziano ( clicca sulla foto per ingrandire)

Vernasca: non d’accordo! Nel territorio non ci sono risorse per fare tutto e non è pensabile pensare alla gestione di un parco su larga scala; il parco dello Stirone non ha nessuna risorsa figuriamoci se vogliamo allargarlo! I pochi soldi servono solamente per pagare gli stipendi!

Comunità montana: é un progetto della vecchia amministrazione provinciale e purtroppo il piacenziano è troppo piccolo per poter accederea contributi…molto bello ma piccolo ( chi lo dice???) ; importantissimo recuperare un rapporto con gli agricoltori locali nei parchi coinvolgendoli…

Tutti convengono solamente sulla razionalizzazione delle gestioni amministrative unitarie.

Per Noi non sono questi gli argomenti!….I parchi elefantiaci non porterebbero a nulla, ma neppure un po’ più grossi rispetto a quelli attuali….porterebbero risultati…..piccoli o grandi carrozzoni?….Vecchie mentalità stataliste, costose e auto-referenziali.

Un parco se è tale è anche un prodotto: serio e certificato.

Se non fosse così  si tratterebbe di inutili invenzioni!

I primi a trarne vantaggio, in cambio della giusta e sacrosanta salvaguardia ambientale, devono essere gli agricoltori e gli operatori del turismo…non i dipendenti dei parchi o le burocrazie varie.

Per fare le cose fatte bene ci vuole tempo…La vicenda SIC non ha proprio insegnato nulla??

Ma la Regione pensa allo  Yellostone national park? ..Pazienza….. pazienza che tra un po’ la presenza dell’uomo sarà talmente ridotta…poi faremo un parco dall’ alta Valtidone fino a San Giovanni Marignano.

Ma venderemo cara la pelle!!!

Intanto si cominci a concentrarci sulle emergenze viciniorie: dalla mega frana di Vigoleno a quella del monte Moria fino ai gravissimi dissesti sparsi nella nostra cara a ferita vallata.

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VALTOLLA: IL PAESAGGIO AGRARIO E LE FRANE (post 3 e 4)

di Sergio Valtolla

Con oggi (23 febbraaio)  pubblichiamo una serie 5 di brevi post sul paesaggio agrario.

L’idea ci è venuta dopo mesi di osservazioni sugli ” scempi ”  del nostro territorio ( vigoleno in primis) che abbiamo colto osservando  i TG nazionali e locali.

Il nostro è un grido d’allarme, per fare presa sulle coscienze di tutti, Sindaci e amministratori in testa ( che può fare d’altro un blog se non informare e cercare di suscitare interrogativi e interessi ?).

IL PRECEDENTE POST n° 2 E’ STATO PUBBLICATO IL 25 FEBBRAIO 2010.

e questo che c'entra con la bellezza?
POST 3) PAESAGGIO AGRARIO E I SUOI CUSTODI.
Un altro effetto perverso indiretto è la riduzione della superficie agraria utilizzata (da 15 milioni di ettari nel 1990 a poco più di 10 nel 2009), indotta sia dalla cementificazione (urbanizzazione diffusa e politica delle infrastrutture), sia dalla marginalizzazione economica e sociale dell’agricoltura in generale e di quella delle aree agricole periferiche, specie in alta collina e in montagna, in particolare.
L’espulsione dai campi dei contadini, considerati un retaggio del passato, ha fatto il resto: contrariamente ad ogni evidenza, ancora oggi i contadini sono considerai anacronistici, un retaggio del passato….quasi da cancellare.
Noi abbiamo subito un attacco grave da parte di culture non nostre!
Noi abbiamo sempre fatto riferimento alla comunità, a quella cristiana ( ma qualche bella colpa anche gli uomini di chiesa…..).
Per oltre 40 anni, da 1950 al 1990, è stato così negato, alla radice,  il ruolo dei produttori agricoli contadini di montagna e collina, negato di fatto il loro ruolo ineliminabile di produttori di alimenti sani ( spingendoli su massificazioni disastrose che ci stanno costringendo a rapidissime retromarce), custodi del territorio e creatori del paesaggio agrario, che definisce la loro e la nostra identità.
Siamo arrivati quasi a far pensare, alle nuove generazioni, che il cibo sia…… Continua a leggere “VALTOLLA: IL PAESAGGIO AGRARIO E LE FRANE (post 3 e 4)”

Valtolla e Valdarda: valenza dei paesaggi agrari in prospettiva turistica! Mi piace la zona!

L’autore ha in pubblicazione altri post sulla percezione del territorio a fini turistici sul sito federato ” valtolla country houses ”

di Sergio Valtolla

Noi, le nostre aree citate, le dobbiamo far piacere sempre di più!

Amministrazioni pubbliche, imprenditori che hanno interesse a nuovi insediamenti umani, operatori commerciali uniti hanno tutto l’interesse a ragionare così…altrimenti chi vorrà mai venire qui? Chi verrà non ne resterà attratto!

Pensate a quanti bei posti vi sono in Italia! Con gli stessi soldi a disposizione perché investirli qui piuttosto che nell’appennino modenese o marchigiano o cuneense…o…..?

Chi viene da Noi sa che troverà il bello, che costa ancora poco, che ci sono condizioni socio-economiche che vanno bene ( che le possano percepire positivamente).

La zona piace perché, nel comprensorio,  vi sono Castell’ Arquato, Vigoleno, la Valchiavenna, Veleia (Romana), un’ ottima enogastronomia locale, iniziative culturali e ricreative, paesaggi unici e ben curati…..

In poche parole, chi decide di passare da queste parti, occorre sia molto attratto!! Come lo fu Ulisse con le sirene …ma senza catene.

Occorre che i luoghi rigenerino il  corpo e lo spirito ( e qui ci siamo in pieno) !!

Qui i paesaggi agrari devono continuare  ancora ad offrire identità ( anche qui ci siamo ma non abbassiamo la guardia) !!

Questi luoghi, i nostri luoghi, devono ristorare ( eccome se devono ristorare…devono  dissetare!)!

Noi stiamo parlando di... Continua a leggere “Valtolla e Valdarda: valenza dei paesaggi agrari in prospettiva turistica! Mi piace la zona!”

VALTOLLA: IL PAESAGGIO AGRARIO E LE FRANE (2)

di Sergio Valtolla

Con oggi ( 23 febbraio) pubblichiamo una serie 5 di brevi post sul paesaggio agrario.

L’idea ci è venuta dopo mesi di osservazioni sugli ” scempi ”  del nostro territorio ( vigoleno in primis) che abbiamo colto osservando  i TG nazionali e locali.

Il nostro è un grido d’allarme, per fare presa sulle coscienze di tutti, Sindaci e amministratori in testa ( che può fare d’altro un blog se non informare e cercare di suscitare interrogativi e interessi ?).

IL PRECEDENTE POST n° 1 E’ STATO PUBBLICATO IL 23 FEBBRAIO 2010.

POST 2) PAESAGGIO AGRARIO E SCEMPIO IN VALTOLLA.

Ma se ” trasferiamo ” il problema su scala nazionale (in Italia) quanto affermato  nella prima parte si comprende ancora ancora meglio: in soli 50 anni abbiamo fatto scempio di territorio considerandola campagna e non paesaggio agrario per cui fabbriconi e capannoni erano una variabile indipendente rispetto al paesaggio agrario ( bastava costruire in nome del progresso e di una effimera manciata di posti di lavoro).

natural valley: cartello o realtà

Ma la semplificazione ” campagna” ha anche prodotto una trasformazione del paesaggio agrario per cui si sono fatti accorpamenti assurdi e utilizzo di tecniche non idonee al territorio ( vi ricordate l’inquinamento della falda acquifera da Atrazina? Vedete quegli schifosissimi tralicci dell’alta tensione che sovrastano la collina di Monterosso a Castello ? Vedete come dalla presenza di un vecchio mulino cerealicolo, al servizio dell’agricoltura locale e per le vere esistenze della gente, si sia insediato un cementificio megagalattico?

Questo tipo di agricoltura e quel tipo di politica hanno determinato effetti perversi a largo impatto sul paesaggio (agrario e rurale) e sull’ ambiente tutto: dissesto idrogeologico, con grandi frane;  perdita di biodiversità; inquinamento….; erosione dei suoli; inquinamento delle acque; cambiamento climatico; desertificazione ( deserto anche umano!).

(2-segue)

VALTOLLA: IL PAESAGGIO AGRARIO E LE FRANE (1)

di Sergio Valtolla

Con oggi ( 23 febbraio) pubblichiamo una serie 5 di brevi post sul paesaggio agrario.

L’idea ci è venuta dopo mesi di osservazioni sugli ” scempi ”  del nostro territorio ( vigoleno in testa) che abbiamo colto osservando  i TG nazionali e locali.

Il nostro è un grido d’allarme, per fare presa sulle coscienze di tutti, Sindaci e amministratori in testa ( che può fare d’altro un blog se non informare e cercare di suscitare interrogativi e interessi ?).

POST 1) PAESAGGIO AGRARIO O CAMPAGNA ?

Negli ultimi dieci anni si è fatta strada una concezione sul paesaggio agrario che vede strettamente correlati due aspetti del problema: la storia e la natura.

Quindi è avanzata la concezione di un paesaggio agrario il cui il valore  non sta  solamente nell’estetica ( bello, brutto, ordinato, armonioso, disordinato, ecc…) e nella sua  connotazione artistica ( le realizzazioni infrastrutturali e strutturali apportate dall’uomo)  ma anche in quella sociale come identitaria per le popolazioni.

paesaggio agrario in valtolla (clicca sulla foto per ingrandire)

Tradotto ai minimi termini: per parlare di paesaggio agrario, del quale ci riempiamo  tanto la bocca quando si deve fare promozione del territorio ai fini turistici ( per inciso i paesaggi agrari più famosi al mondo sono quelli toscano-umbro e dolomitico …in Italia…solo in Italia!), oltre a non distogliere la nostra attenzione dalla connotazione che l’uomo gli ha dato con i paesi, i ponti, le strade, le siepi, i campi, le fabbricazioni rurali,  occorre che ci si immagini ( che si tenga conto) del come noi percepiamo tutto ciò …ovvero se ci identifichiamo nelle relazioni tra noi stessi e il nostro famoso paesaggio agrario.

Il nostro habitat locale ( il famoso paesaggio agrario) come porzione di un territorio su cui è radicato il patrimonio delle relazionali delle nostra comunità.

Il “paesaggio” della valtolla e della media  valdarda dobbiamo quindi sforzarci nel definirlo non “ campagna “ bensì a tutti gli effetti “rurale o agrario”.

Il termine “ campagna” non coincide con “agricoltura” e noi in valtolla lo sappiamo bene. Fin troppo bene!

(1-segue)