La mia terra dov’è?

LA MIA TERRA DOV’È? (fotoarticolo* di Sergio Efosi)

2016-04- alto riglio-21Il mio nome è Sergio, sono da generazioni, forse da sempre, della regione padana.
I miei bisnonni paterni si sono conosciuti a Lusurasco di Alseno, dove lavoravano fin da ragazzi al servizio di qualche possidente locale.
L’uno proveniva dalla sponda lombarda del Po, dalla bassa pianura cremonese, l’altra da quella emiliana, dall’alta collina della Valdarda; e si stabilirono nei dintorni di Castell’Arquato a Case Arse e infine a San Lorenzo, dov’è nato mio nonno, il secondogenito della famiglia.
Mia bisnonna paterna rimase vedova a soli ventisei anni.
Mia nonna paterna era di Pallastrelli e i suoi avevano terre anche alla Crocetta; terre arquatesi con vocazione viticola fin dai tempi più antichi; terre percorse dal principio dai Ligustini-Liguri.
36115044816_2d1a958aaf_zPoi sono arrivati anche i Celti delle regioni lontane del nord, nord ovest dell’Europa, si sono stabiliti nel bacino del Po e tutto si è mescolato, anche nella nostra valle dell’Arda e nei suoi dintorni.
Qualcuno che s’intende di storia ha scritto che prima ancora nelle nostre terre più basse, vallive, c’erano le terramare; e gli uomini vivevano costruendo villaggi sulle palafitte accanto a torrenti, laghi e fiumi.
Infine sono arrivati i romani, altra storia, altra provenienza, altra mentalità, e han fondato la colonia di Piacenza; e a più riprese hanno iniziato una grande opera di centuriazione (e bonifica) dei terreni, realizzando grandi infrastrutture civili e militari.
Dopo molti secoli ancora, dopo Ligustini-Liguri, Celti e Romani, son giunti in successione i popoli del nord, nord-est, son giunti i Goti, i Longobardi, i Franchi e con loro una nuova era.
21953176350_492f0680c9_z

Quando giunsero i Longobardi gran parte delle infrastrutture romane erano ormai abbandonate, quando non completamente devastate (compresa la Via Emilia, la consolare più importante del nord); e la popolazione superstite della lunga guerra gotica, delle frequenti e conseguenti epidemie e carestie, era ridotta al lumicino, al minimo quasi assoluto. L’agricoltura era distrutta e le terre delle valli e del piano invase dalle acque dei numerosi torrenti che scendevano verso il Po, con il bosco che nuovamente si era ripreso gran parte del territorio; e tutto divenne nuovamente boscaglia, a volte profonda e cupa. Poi iniziò una lenta ripresa, poi giunsero i frati civilizzatori e fondarono la grande Abbazia di Tolla…
Foto 04-08-12 22 20 39E il rapporto con l’Arda, da parte dei valligiani, non è mai venuto meno: amata, ampiamente percorsa e frequentata, maltrattata, depredata, e infine quasi del tutto asservita agli interessi, non sempre limpidi, dell’uomo.
Intere generazioni, a cominciare da mio nonno e mio padre, han percorso il torrente da una sponda all’altra, tra un “pozzone” e il tratto di scorrimento più veloce, tra le ghiaie e le siepi temporanee per cacciare e pescare o semplicemente per trascorrer qualche ora lieta lontana dalle faccende quotidiane del vivere e del sopravvivere di quei tempi difficili.
Ma mentre mio padre percorreva l’Arda anche per guadagnarsi il pane come ragazzo-garzone del carrettiere, trasportando sassi dalla Ca’ Matta (Castell’Arquato) a Cremona, compiendo due-tre volta alla settimana un lungo viaggio notturno, io mi divertivo a pescare e a far sfoggio di acrobazie in quelle estive, pulite, acque correnti; e quasi mai approdavo alla sponda sinistra, quella di S.Cassano. Restavo dalla mia parte che ora è un inguardabile discarica, regno di pongoni, tollini arrugginiti, plastica sporca e forse amianto.

IMG-20150419-WA0014
Il vizio dell’uomo moderno: inquinare (da Il Piacenza, quotidiano online)

La mia grande valle, quella del cuore, resta sempre quella dell’Arda, quella che al principio dovette essere un immenso acquitrino, dalla pianura alta fino al Po.
Quella valle che era grondante di sale marino e che i secoli han dilavato lasciandone tracce tra Bacedasco e Cstell’Arquato; e anche fino al monte, almeno fino a Salino di Morfasso.
La mia Valdarda è quella dove il filo della corrente, quello che governava il lento e sinuoso scorrere delle acque superficiali verso nord, che per secoli si spostava da una sponda all’altra, grattando terra e riva, ha finalmente creato un proprio alveo che ancora conserviamo…male.

36151630275_039e6e9e52_z

Nella mia valle le sagre erano l’occasione più importante per frequentare i paesi; e ricordo quelle di Santa Apollonia, di San Giuseppe, della Santa Croce e quella del luglio, quella del caldo, della fine della mietitura, quella che si festeggiava facendo qualche giro sul calcinculo, mangiando anolini in brodo, l’anatra arrosto e partecipando al ballo paesano.
Era il giorno in cui le ragazze si potevano corteggiare nella balera, alla luce del sole…ma senza esagerare.
Le sagre erano la costante da tanti secoli, uguali e diverse allo stesso tempo in tanti paesi della valle e del Paese; e quasi tutte scomparse e sostituite da improbabili fiere della paccottiglia e dello scherzetto.
Tuttavia non ho imparato a frullar nelle balere, nossignore sono rimasto un padano anomalo, di riva e di boscaglia; e mi piace andar dove cresce spontanea la robinia, dove c’è il castagno, il faggio e il ciliegio selvatico.

Questa è la terra per la quale racconto le mie storie, una terra dove son nato e vissuto, che vorrei ancor più bella e rispettata, più raccontata e celebrata, per ridarle quel prestigio che merita; per ridare voce agli antenati liguri e longobardi, i perdenti della storia che pure han lasciato tante tracce da scoprire e far conoscere, iniziando da Veleia e dall’Abbazia di Tolla…

La mia terra è quella di tanti di noi, come lo è la mia storia.

La mia terra è la Valle dell’Arda.

* le foto dell’articolo (salvo diversa indicazione) sono tratte dal repertorio di valdarda foto

2017-03-10-polesine con angelo -1DM4B3483
L’Arda raggiunge il Po…

image

 

Camminare a Morfasso, tra bellezze naturali e storia.

Camminare a Morfasso, tra bellezze naturali e storia* (fotoarticolo di Sergio Efosi)

2017-10-28-morfasso la penna-1IMG_5472-ModificaBoschi, torrenti, piccoli ruscelli, lunghi sentieri, alberi secolari, vecchi casali in pietra, pascoli d’alta quota e ripide salite rocciose sono la caratteristica principale della naturalità dell’alto territorio appenninico della Valle dell’Arda, delle terre di Morfasso; terre dove camminare, senza fretta, osservando la bellezza della sua natura incontaminata, vero paradiso per chi ama la vita all’aperto, lontana dal traffico, dal rumore e dallo smog. Continua a leggere “Camminare a Morfasso, tra bellezze naturali e storia.”

Valdarda: quanti sentieri e Vie Francigene poco conosciute…

2016-10-15-santa-franca1-12016-10-15-santa-franca-1524-modificaValdarda: quanti sentieri e Vie Francigene poco conosciute… di Sergio Efosi.
I profumi dell’Appennino, i suoi panorami, un po’di movimento tra i sentieri nei grandi boschi di Castagno, di Faggio o di Roverella e poi l’Ofiolite, il Diaspro Rosso, i sassi, le salite e ancora le discese, i piccoli guadi torrentizi prima del riposo, una festa tra amici e di nuovo in giro a curiosare tra i panorami eccellenti della Valdarda, quella che incontriamo dopo Mignano. Continua a leggere “Valdarda: quanti sentieri e Vie Francigene poco conosciute…”

Castell’Arquato: quando lo spettacolo assume le sembianze della storia…

2016-09-10-medioevo-6485_fotort_fotor1-copia
Le foto di questo album sono visibili e scaricabili cliccando qui!

Testo di Sergio E. Valtolla per Valtolla’s blog©

Da undici anni Castell’Arquato rivive un week end settembrino nel medioevo.  Centinaia di figuranti e di artisti,  di volontari locali (che, per inciso, sono impegnati ben oltre lo spazio dei due giorni della manifestazione…) e importanti collaborazioni istituzionali permettono la riuscita di “Rivivi il medioevo”, manifestazione che sfiora la storia, veste i panni del folklore migliore, garantisce spettacolo e divertimento per migliaia di visitatori che affollano il Borgo dove, da quest’anno, si è svolta l’intera manifestazione. Continua a leggere “Castell’Arquato: quando lo spettacolo assume le sembianze della storia…”

Un giro sul Menegora…

IL LAMAUN GIRO TRA LAMA, DINTORNI  E   MENEGORA…

Brigante della Valtolla

Sono seduto osservando il bosco da una radura, che in questi giorni si colora di continue fioriture; decine e decine di specie floreali si alternano, regalando ai nostri occhi un altro grande spettacolo della natura. Continua a leggere “Un giro sul Menegora…”

Fiorenzuola d’Arda: come sarà il San Fiorenzo 2014?

fiorenzuola di sergio valtolla (una delle immagini più diffuse nel web)
fiorenzuola di sergio valtolla (una delle immagini più diffuse nel web)

QUELLO CHE TROVEREMO

Che San Fiorenzo meriti qualche sforzo in più lo affermiamo da tanto tempo.

Nulla da eccepire sulle iniziative che quest’anno con largo anticipo sono previste o già svolte al momento della pubblicazione del nostro post.

Tutto ohhhhh…! Dalle iniziative “istituzionali-religiose” a quelle “culturali”, celebrative e ricreative. Bene il mercatino, bene le iniziative delle diverse associazioni. Continua a leggere “Fiorenzuola d’Arda: come sarà il San Fiorenzo 2014?”

Castell’Arquato: sempre alto il livello…

2014-09-14-MEDIOEVO LR -0724_Fotor copiaTerminata l’edizione 2014 dell’evento “rivivi il medioevo” di Castell’Arquato  vi mostriamo alcune foto tra le tante che abbiamo catturato.

Sono ormai  state effettuate nove edizioni di questo straordinario evento e l’accoppiata prolocogens innominabilis  continua a produrre bene e a far divertire tanta gente.

I visitatori più fedeli ci sembrano sempre i giovani e le famiglie con ragazzi e bambini,  segno questo che vi sono alternative alle pur valide feste gastronomiche tout court. Continua a leggere “Castell’Arquato: sempre alto il livello…”

Viaggio fotografico (breve) verso Castell’Arquato e…

IMG_7420 _Snapseed_Fotor copiaUn pomeriggio della scorsa settimana, complice un tempo soleggiato, siamo partiti per un breve viaggio fotografico   verso Castell’Arquato passando per il centro e proseguendo per il Cristo…con ritorno serale verso San Protaso…

Le nostre sensazioni le puoi vedere qui!

Una radio, un concerto, la musica popolare, tanti giovani per la valdarda

clicca per ingrandire; valtolla iPhone

 

La notizia è stata confermata: 50 giovani, dai 18 ai 35 anni, dei comuni di Castell’Arquato, Alseno, Morfasso, Vernasca, Lugagano val d’Arda potranno entro il 30 aprile chiedere di partecipare ad un progetto ANCI riservato alle nuove generazioni  che vogliono dedidarsi alla ricerca delle tradizioni popolari e del folklore valdardese.

Se questa è una “nuova stagione” dedicata ai giovani e alla valorizzazione della nostre tradizioni storico culturali …benvenuta Primavera !!! Continua a leggere “Una radio, un concerto, la musica popolare, tanti giovani per la valdarda”

Linea verde ci promuove…da Vigoleno (provincia di Piacenza)

 

vigoleno...archivio valtolla (clicca per ingrandire)

Stamattina alle 10 su Rai uno la trasmissione “linea verde orizzonti” ha promosso, a livello nazionale, Vigoleno in comune di Vernasca.

Il bellissimo borgo medioevale piacentino  è stato visitato dalla troupe condotta dallo chef  Vissani che in mezzora [ tempi televisivi] ha dovuto concentrare tutto quello che si poteva dire .

Una breve videata sulla bellezza del borgo ha fatto da introduzione alla trasmissione che si è concentrata sull’eno-gastronomia locale,   sulle preparazioni della sig.a Elsa del Ristorante- Taverna “Al Castello” [ Tel- Fax.0523/895146 ] che ci ha mostrato la fattura dei Pisarei e Fasö, della torta fritta e della torta di patate [ qui sono state citate, come ingrediente base, le patate di Vezzolacca….che è una delle altre frazioni del comune di Vernasca, in valtolla].

E’ stato ben evidenziato che qui si produce il vin santo DOC di Vigoleno, per produrre il quale si raccolgono le uve in Settembre e si pigiano nella settimana santa di Natale e …… Continua a leggere “Linea verde ci promuove…da Vigoleno (provincia di Piacenza)”