Valtolla: tempo di bilanci comunali

clicca sulla foto per ingrandireNon abbiamo nessuna intenzione di tediarvi con i numeri dei bilanci di previsione che i consigli comunali stanno discutendo.

Per questo è sufficiente partecipare alle sedute pubbliche degli stessi consigli, leggerne resoconti sui quotidiani locali o semplicemente informarsi presso il Sindaco del paese ( o presso l’assessore al bilancio).

Noi vogliamo fare solo……delle considerazioni generali.

I comuni di montagna e di collina per i servizi che devono rendere, per il costo di questi dovuti alla conformazione orografica dei territori, per la fragilità delle aree declive o fortemente declive dove il fenomeno delle frane è, purtroppo, una dato di fatto dovrebbero disporre rapidamente di somme adeguate doppie rispetto ad un comune semplicemente rurale della bassa.

Invece, l’assessore al bilancio di Castell’Arquato, ha dichiarato che i suoi concittadini pagano circa 21 milioni di tasse (senza irap e ires) e il comune se ne vede ritornare solo 1.

La stessa situazione la vivono tutti i comuni…pianura compresa.

Ma allora dove vanno a finire i restanti 20 milioni di castello?

Ma anche questo non è il punto,  poiché la nostra idea  è quella di far prendere coscienza che le tasse e la spesa devono essere più vicine alla gente.

NON E’ UN DISCORSO DI DESTRA, CENTRO O SINISTRA!

Solamente buonsenso che permetterebbe agli enti locali ( enti locali in senso lato) di poter disporre di maggiori risorse per intervenire  e modellare servizi adeguati, per far fronte a investimenti adeguati alle necessità e far fronte alle emergenze e…. cose simili.

Ma un “gioco” di equilibrio Stato/ enti locali sarebbe sempre necessario e qui si deve discutere cosa significa equilibrio.

Gli esempi di autonomismo locale nella spesa ( non è detto che siano però replicabili) in Italia ci sono  e alcuni sembra anche che  funzionino.

La provincia autonoma di Bolzano si trattiene 9/10 delle tasse e spende, in un territorio difficile,  molto bene….non altrettanto si può dire della regione autonoma della Sicilia…..quindi fissare le regole del gioco è fondamentale al fine di evitare sorprese ( le sorprese in ITALIA sono le tasse  “una tantum ” …).

In montagna e collina, come si diceva, servono molte risorse e il rischio che non ci possiamo permettere è che certi piccoli comuni, con il federalismo “autonomista”,  producendo poche tasse ricevano pochi ritorni  per far fronte a tante competenze attribuite ( le stesse, pur in diverse proporzioni, tra Fiorenzuola e Morfasso).

Questo sarebbe un bel guaio e allora altro che sceriffi che scovano automobilisti indisciplinati….per ripianare i bilanci….

Noi crediamo nel governo del territorio (con ciò che ne consegue in termini di risorse disponibili) ma questo governo si deve muovere per NON farsi trovare impreparato.

Come fare ? Ci sembra che troppo poco si dibatta per attivarci rapidamente  sui servizi unificabili, sulle unioni comunali….sullo sviluppo intercomunale perché, federalismo o non, in valtolla la coperta sarà sempre piccola…troppo piccola per le grandi esigenze concrete che incontreremo in un territorio così bello, così fragile, così poco sviluppato…….per questo serve un “equilibrio”.

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