Cronache arquatesi del 1710…( eran 300 anni fa…) ( parte 1)

Tratto [ e adattato liberamente al blog ] da un mirabile saggio  tradotto da Ippolito Rigolli intitolato [ CASTELLARQUATO 1710: LA TEMERARIA INTRUSIONE DEI BIRRI ALLA TORRE GAVINA. (1) e pubblicato sulla rivista ” quaderni della valtolla” [volume IV, anno 2002], una miniera d’oro di notizie storiche per la valle…racconti, resoconti, ricostruzioni, ricerca storica….un grande lavoro che la rivista compie da 13 anni e che, sabato scorso, a vigoleno ha pubblicato il volume XII° che presto troverete nelle edicole locali … Queste son cose da non perdere; questa era la valtolla/valdarda del 1700. ( l’articolo completo lo potete leggere sul blog della rivista, pubblicato il 9 settembre 2010,  inserendo nella barra degli indirizzi del vs. browser: http://quadernivaltolla.wordpress.com )

——————————parte 1  la zona ove successe il  fatto  —————————-

Quel tratto di strada che scende dall’alta Val d’Arda ( dalla val di tolla )  a Piacenza, e dopo aver lasciato Castell’Arquato, giunto al bivio che immette nella Comunale per S. Protaso, procede a sinistra e salendo prosegue il suo percorso che si concluderà nel Capoluogo Cittadino [ a Piacenza], attraversa qui una zona posta ai margini del Territorio comunale castellano rimasta per secoli appartata e isolata, i cui abitanti avevano rare occasioni d’incontro e comunicazione

[In questi luoghi, per farvi meglio comprendere,  è esistita una località che era chiamata ” la furesta “……la foresta…..pensate un po’!!]

La strada attuale, costruita intorno ai primi del 1900 come sede delle Ferrotramvie allora in esercizio per il trasporto dei materiali inerti dalle cave del Monte Vidalto alle industrie cementiere cittadine, venne a congiungere, passando per la zona di cui parliamo,   le valli dell’Arda e del Chiavenna recando grande vantaggio ai luoghi toccati.

Poi fu costruita una strada nuova, quella che passa di fianco alla chiesa di Sant ‘ Antonio che contribuì a  ravvivare un territorio fino allora isolato nel quale si trovavano solamente alcune grosse case costruite fino dai tempi più remoti…..

“Una parte di questa contrada, controllata dalle case della Gavina, era un tempo l’ultimo lembo a settentrione pertinente alla parrocchia della Collegiata di Castell’Arquato, e probabilmente è quella terra a coltivo, pascolo e vitata, che negli antichi documenti è nominata Barbaxorra, compresa tra il rio Rigrande e il rio S.ti Antonij de Padua ossia Costa de Orzale, dove, nel 1612, sono segnati terreni di consistente estensione di proprietà degli Heredi del Capitaneo Gavino, milite Ducale…..in una mappa del 1776 al n.7, tra le nove più grandi possessioni elencate del luogo, ancora è indicata la proprietà nominata: “La Gavina”, dotata di una grande pozza d’acqua limpida per l’abbeverata degli animali da pascolo e da cortile di tutto il distretto…..” …..La vecchia strada che passava in questa zona, una carrereccia ” fu poi sostituita dall’odierno tracciato di strada vicinale che dalla Provinciale, alla curva della Gavina, conduce alla Torre Gazzola, quindi per S.Protaso alla Via Emilia

Ancora negli anni Cinquanta del secolo appena trascorso, questo percorso era frequentato da pedoni e da mezzi trainati da cavalli provenienti dalla pianura: il lunedì passavano i commercianti dei Doppi con polli, conigli e uova per il mercato di Castello, poi a primavera e in autunno, dopo le piogge, era la volta di coloro che andavano per funghi nel Bosco grosso [ al buscon], quindi, nel periodo venatorio i cacciatori con torme di cani, poi carri agricoli e quant’altro.

L’evento più atteso era l’arrivo del carretto dei gelati e del basolone di San Protaso; in agosto, molte volte, giungevano fin qui le Suore di Fiorenzuola vestite di blu con i grandi copricapi bianchi a larghe tese inamidate, che erano attese dalle madri di famiglia padrone di casa, come atteso era il Frate questuante di Cortemaggiore che arrivava seduto sul barrino alle cui stanghe era un cavallino bruno, chiedeva frumento, avena, orzo per il Convento e vino per la Santa Messa, distribuiva ai bambini immaginette con le preghiere………

Passava ogni anno, quando non veniva le madri restavano in pensiero; era anziano, poi non venne più. In questo piccolissimo angolo di mondo ogni avvenimento era raccontato e diffuso a voce, ma molti fatti hanno avuto il privilegio di venire perpetuati nelle   registrazioni scritte, quasi un diario di tutto quanto succedeva a quei lontani nostri antenati.  In un reparto dell’Archivio antico del comune di Castell’arquato sono raccontate le grandi e piccole malefatte commesse anticamente nella giurisdizione, e nel Libro dei crimini dell’anno 1710 è registrata una vicenda accaduta allora alla Gavina…..( 1- segue )


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