Le ruine di Veleja ( le rovine di velleia romana) nel 1800 (1).

Nel giornale di letteratura, scienze ed arti compilato da vari autori e pubblicato tra aprile e giugno 1819 nella capitale del ducato di Parma e Piacenza a pag. 156 è riportata la descrizione delle ” rovine ” di Veleja* secondo il professore di architettura Giovanni Antolini.

* gli autori di saggi e i cronisti del tempo riportano sempre la toponomastica ” veleja ” e non il moderno Velleia….

Noi ne riportiamo una traduzione “libera” utilizzando anche termini originali perchè, il saggio,  ci sembra molto interessante.

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La scoperta della tavola alimentaria di Trajano diede occasione agli scavi intrapresi sotto gli auspici del duca di Parma (Filippo), con i quali si vennero a scoprire le ruine (rovine) della città di Veleja, alla quale la tavola citata apparteneva.

Ma mentre quella tavola era stata da dottissimi uomini illustrata, queste “ruine” non erano state mai accuratamente misurate, disegnate, né descritte, e questo è ora il servigio che alla erudita curiosità ha “renduto” il professore e architetto Antolini.

Compare ora solo la prima parte di questo lavoro, il cui testo doveva essere accompagnato dalle tavole rappresentanti gli “edifizi ruinati “ (edifici rovinati) di quella città fon ora dissotterrati, e nello stato in cui si trovano oggidì ( è il cronista che parla nel 1819).

Si è però variato alcun poco quest’ordine, sostituendo a quella dei mosaici, ed a quella di vari  frammenti d’incerta rappresentazione, la prospettiva del foro, e la tavola delle statue ( in sostanza si dice che Antolini ha compiuto una rappresentazione prospettica del foro e rilavato la posizione delle statue li ritrovate).

Queste tavole di Antolini, dice il cronista, le esporremo nella seconda parte del giornale mostrandovi i principali edifici come dovevano essere nel loro stato originale prima della distruzione di Veleja.

Nella prima parte della cronaca Antolini inizia ad  esporre alcune notizie storiche di Veleja; si accenna ai progressi che arrivarono sotto il dominio romano per opera di Fulvio Nobiliore nell’ anno 595 dell’ era di Roma;

Gli storici del tempo romano non ci aiutano molto perché definiscono Veleja un Oppido [Plinio] e altri città…

Nell’epoca dell’ Antolini si pensa che tra il 4° anno di Tiberio e l’8° anno di Vespasiano Veleja divenne città e la prova starebbe in alcune lapidi ritrovate dove si capisce che il luogo era stato innalzato a Municipio ed ascritta alla tribù dei Galeria [ liguri ?].

Questi onori indussero i suoi abitanti [i Velejati] ad abbellire la città con statue ed edifici pregiati [pubblici e privati]; dai resti ritrovati, dagli avanzi dissotterrati delle ruine [rovine] e in parte conservati aParma e in parte ” distratti ” [ leggi rubati].

L’Antolini passa poi a ricercare l’epoca in cui avvenne l’evento ” disastroso ” [ luttuoso] che portò alla distruzione totale  di Veleja al punto tale da farla “dimenticare ” per secoli. ( 1-continua )

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