L’anello del Falcone, del Giogo e del Salame


img_3096L’anello del Falcone, del Giogo e del Salame
(con fotografie e tracciato)

Scritto da Sergio Efosi Valtolla, fotoamatore, blogger escursionista e narratore

In questi giorni di post Epifania, fin che le condizioni climatiche lo consentono, si possono fare delle belle escursioni sui “piccoli monti” della Val d’Arda oppure…abbandonarsi al riposo malinconicamente depressivo dell’ozio non creativo.

Naturalmente ho scelto la prima soluzione.

La scusa, l’esca, erano i luoghi particolarmente belli da rivedere e un pranzo al sacco con Gutturnio, salame DOP di Piacenza, torta di patate e dolcetti vari.

2019-01-13-monte giogo1-img_4149Con Anna, Annalisa, Carina, Ornella, Rosanna, Fausto, Furio e Pinuccio son partito da Castell’Arquato, scarponi e zaino in spalla diretto alla cima più alta della collina che separa le valli dell’Arda con quella del torrente Chiavenna.

Per farlo occorre superare il Cristo di Castell’Arquato, puntare a sud verso gli Zilioli, seguendo la strada che s’inerpica lentamente verso l’Appennino e continuare per qualche km fino a intravvedere la prima cresta del Monte Falcone.

E qui viene il bello…

2019-01-12-monte giogo1-img_4156Si può seguire la strada (bianca) a destra oppure tirar diritto verso la cima del monte Padova.

Diciamo subito che la distanza da percorrere per raggiungere l’attacco all’ultima salita del monte Giogo è, metro più metro meno, la medesima.

A destra si segue una carraia per poche centinaia di metri e poi si entra nel sentiero del bosco a sinistra, un percorso anche per MtB, fino a transitare nella zona delle vecchie grotte tufacee, superarla e ricongiungersi con l’altra strada che invece al primo bivio “tirava diritto…” valicando il monte Padova.

Di fatto ci si ritrova, nell’un caso e nell’altro, nella sella tra i monti.

Nel tragitto il Corbezzolo con i frutti maturi, il Calicandro precoce, il fiore profumato dell’inverno, la piccola libreria del viandante della Cinghialina, le Camelie del monte Giogo, in piena fioritura, poche case, tante belle viste e, sulla costiera esposta a est le Viole selvatiche già in piena fioritura, segno di un’anomala passata tarda stagione autunnale e anche di un inverno poco freddo…per ora.

Inevitabile transitare accanto alla casa di Angelo con i suoi asinelli e le vacche bianco-rosse per affrontare l’ultimo strappo del sentiero che, inerpicandosi più decisamente, conduce alla sommità del Giogo.

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Risalendo son superato da due ciclisti, due campioni di quelli veri, in allenamento, che salutano in acrobazia e se ne vanno.

Poi…ecco apparire sul sentiero il Beppe, il Beppe Lambri, con un “cannone” Canon a caccia di immagini da catturare; una gran bella sorpresa incontrare un fotografo di gran classe.

2019-01-13-montegiogo con beppe lambri1-img_4168Più avanti si scopre che “la grotta dei bambini” è ormai inagibile e che di essa non resta che il racconto fantasioso che insegna della nascita dei bambini di Lugagnano in tal grotta anziché “portati” dalla cicogna.

La strada è quindi quella sommitale che richiede attenzione per goder dei panorami più belli della valle.

img_3123E intanto Furio “libera” un pannello informativo della Riserva Geologica, uno dei pochissimi rimasti, dalle “rasse” e si prosegue fino all’area pic nic ai piedi del grande “crocione” sommitale.

È qui che la fiaschetta del Gutturnio viene in aiuto al pari del termo di caffè.

Sì perché da quassù il gusto del Gutturnio cambia, migliora, risente della mia immaginazione allucinogena da vino, del mio immaginario storico che torna alle ere geologiche milionarie dell’antico fondale dove “spiaggiarono” le balene e si aggirarono, in seguito, i rinoceronti e altre fiere fino all’obblio della nuova mutazione appenninica con la comparsa dell’uomo cacciatore, poi agricoltore…e ora escursionista e buongustaio.

2019-01-12-monte giogo1-img_4171E il cibo da quassù non trasuda solo storia, come il vino, ma contempla anche il piacere per le papille gustative.

La sosta al crocione ha dunque rafforzato l’immaginazione del viaggio che ora prosegue…

Il rientro è un vero capolavoro di panorami e di bellezza, di viste a strapiombo sulla Val Chiavenna fino a sbucare nuovamente nel sentiero della “sella” e far ritorno sul filo di costa dei calanchi più belli di tutta la provincia, sull’ampia Val d’Arda.

È qui che ci viene in soccorso il salame, quello Dop di Piacenza, perché camminare stanca ma aumenta l’appetito.

E così sul tavolone della veranda di Roberto, nella balconata baciata dal tiepido sole del primo pomeriggio, a quest’altezza tra i Monti Padova e Giogo, poco distante dalla strada del “Rio Martino”, abbiamo commesso il peccato…di gola. Quel salame evocato si è materializzato, estratto dalla bisaccia di Furio con “assa”, pane e coltellaccio Opinel di prima categoria, lungo come una mano, tagliente come un rasoio, quel che ci vuole per tagliar la fetta fina.

E ancora si materializza il Gutturnio dalle fiaschette e dalla bottiglia da sorseggiar con delizia tra salame, torte e caffè della “Peppina”…pardon della Carina.

Ma il viaggio non è finito e ripieghiamo sulla costa del Falcone per scendere alla Buttina, fino a sbucare nuovamente al Cristo, nel crocevia delle terre del Monterosso Val d’Arda, non prima di aver percorso suggestivi sentieri nella boscaglia e nelle ex aree agricole “gradonate” divenute boscaglia, attraversato vigneti e ammirato l’infinita geografia che si apre verso la pianura del Po che, nei giorni più limpidi, consente di gettar l’occhio lontano sulle grandi montagne.

Un giro di circa 16 km, collinare tra Castell’Arquato, Lugagnano V.A., i vigneti, la Riserva Geologica, a fil di calanchi. Un sentiero non segnalato e, per lunghi tratti, adatti ai soli escursionisti adulti…armati di volontà, allegria e buon cibo della tradizione piacentina, a partir dal salame DOP e dal Gutturnio (guarda il tracciato, clicca qui!).

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C’è un personaggio politico valdardese…

2016-08-11-veleia delbono-5229 copiaLe ultime elezioni amministrative piacentine hanno evidenziato, fondamentalmente, tre cose.
-Ha perso, e anche tanto, il PD, ha vinto, e anche tanto, il centro destra; la disaffezione degli elettori è sempre crescente e l’astensione è molto, molto alta. Continua a leggere “C’è un personaggio politico valdardese…”

Le strane lucertole del monte Giogo

Foto 04-08-12 22 21 15Le lucertole del monte Giogo non sono come le altre, sono rare e (forse) non vengono dal fondo dell’antico mare padano. Sono un’eredità del giurassico; si aggiravano per questi Appennini quando il golfo era il paradiso dei cetacei e dei pesci; e quando l’immensa distesa d’acqua si ritirò, e le balene rimasero nell’antico golfo senza più voglia di vivere, scoprirono quanto fosse bello stare dove una volta c’era il profondo del mare, quello sconvolto dalle alluvioni. Continua a leggere “Le strane lucertole del monte Giogo”

Lugagnano: in quel bosco sacro si venerava…

Monte Giogo (lugagnano) visto da Mignano IMG_1058
Monte Giogo (lugagnano) visto da Mignano (clic per ingrandire)

UNA PREMESSA PER RAGIONARE

Sul toponimo Lugagnano si son spesi alcuni tra i migliori ricercatori di storia locale e nazionale ma il dubbio sull’autentica origine dello stesso resta; e sicuramente non posso competere a quei livelli.
Non mi resta pertanto che seguire un ragionamento diverso… Continua a leggere “Lugagnano: in quel bosco sacro si venerava…”

Notizie “favolose” sulla montagna o favole dei politici…

2015-05-05-mulino provini  LR-7918Tutte le volte che passa un politico di “alto rango” in montagna il nostro quotidiano libertà pubblica uno o più articoli con titoli sensazionali.
Si tratta di notizie apparentemente favolose, da restare a bocca aperta: “In Alta Valtrebbia e Valboreca si navigherà con la banda larga”.

Ma il progetto, chiarisce il quotidiano, andrà in porto entro il 2020. Lo avrebbe affermato il presidente della nostra Regione in visita in alta Valtrebbia/Valboreca a Zerba.

Per ora, e da molto tempo, la situazione è questa: utilizzare smartphone e internet è problematico, vi sono ampie zone (dell’intero Appennino piacentino) totalmente scoperte dalla più elementare “copertura del segnale” e altre dove c’è solo “internet lumaca” e pochissime dove a malapena si raggiungono un paio di “mega” di velocità.

La promessa relativa al miglioramento di tali servizi telematici citati la sentiamo da quasi 10 anni ma non è successo granché; tempo fa si era parlato dell’attivazione entro il 2010, poi di anno in anno si è rinviato…e ora siamo alla promessa del 2020.

Eppure sempre di più questo moderno strumento di comunicazione serve per lavorare, per attrarre più visitatori e turisti, per le attività produttive e commerciali locali(ristoratori, commercianti, artigiani, agricoltori, ecc…) e per tutti i citttadini che volessero studiare o lavorar da casa, comunicare con amici e parenti, ecc…

Allora più che notizie “favolose”, in questo caso, forse si tratta  ancora una volta di “favole”?

I problemi irrisolti della montagna e alta collina sono ormai tanti che lo scetticismo è d’obbligo. In queste aree manca tutto e si va avanti a rattoppi e riduzioni dei servizi…in pratica si resiste!!!

Ma ancora una volta i politici di “alto rango”, vengono sui monti a decantar la bellezza dei monti e dei borghi (della quale in realtà non gliene può fregar di meno!), a mangiar prodotti buoni “a sbafo”, ospiti nostri, in cambio delle solite promesse…”faremo…”, “abbiamo previsto per la montagna…”, “realizzeremo in montagna entro il ….” come si fa con i bambini per farli star buoni.

Nel corso di queste visite non dimenticano mai (tali politici) di sottolineare quanto tali interventi siano “imminenti”, quanti grandi interventi si effettueranno sulla forestazione, sul turismo, sull’agricoltura, sulla viabilità e sull’assetto del territorio. Ma son sempre le solite solfe da 30 anni!

Questo mentre, e questo è purtroppo reale, la montagna frana, i boschi degradano, le strade sono colabrodi instabili, insicure e spesso impercorribili… e i giovani scappano prima per studiare e poi per vivere altrove.

Questo mentre la “politica dell’annuncio” va avanti come niente fosse.

Domenica 25 settembre abbiamo letto l’annuncio di cui si è parlato sopra; il 27 settembre, sempre “libertà”, mette in risalto gli echi della promessa del presidente della Regione alla quale i nostri parlamentari locali di maggioranza ne aggiungono altri. E tutto questo mentre nella pagina successiva si dà ampio risalto alla notizia, alla tragica notizia, che un piccolo paesino proprio lì vicino alla zona visitata dal Presidente della Regione, nel comune di Ottone, deve essere evacuato totalmente perché c’è l’imminente pericolo che frani a valle l’intero abitato. Ma di queste situazioni ne potremmo raccontare decine…

Questi sono i risultati delle politiche che hanno spinto tutti ad abbandonare L’Appennino, i politici a ignorare le problematiche che questo avrebbe comportato…e a fallire miseramente con i loro interventi “tampone” a frana avvenuta, a dissesto in corso…a tragedia consumata.

Proviamo a credere che stavolta i politici di “alto rango” si ricredano e si mettano veramente a fare qualcosa di concreto per la montagna? Proviamo ancora a credere…!

Proviamo perché la montagna è bella, quella piacentina anche di più.

Proviamo perché vogliamo rendere onore ai “resistenti” (agricoltori e commercianti, pensionati e giovani studenti…) che si aggirano da queste parti e presidiano il territorio.

Ma non dimentichiamo che siamo quasi alla frutta e il 2020 è ancora molto lontano. Adesso e subito occorre aggiustare strade, aggiungere e stabilizzare i servizi e rendere i nostri territori liberi dalle tasse…liberi dalle tasse e dai balzelli tributari.
Altrimenti siamo alle solite: la montagna è favolosa in campagna elettorale (e guarda caso tutto questo succedde alla vigilia del referendum nazionale che si svolgerà il 4 dicembre…) e poi tutto passa e i politici scappano.

E allora son favolose o favole le notizie di questi giorni sulla montagna?

Editoriale di Sergio Valtolla 

Ps1: invece le tasse e i tributi aumenteranno ancora e, in media e alta Valdarda pagheremo anche la bonifica…ma in cambio di cosa?

Ps2: “libertà ” riportava anche la proposta dei politici di rendere “zone franche” alcuni comuni montani (tipo Livigno e altre cose del genere) ma anche questa l’abbiamo sentita da almeno 15 anni e  non si è mai fatto nulla di concreto.

Ps3: noi in valdarda di concreto e poco favoloso dai politici di alto rango abbiamo avuto il carbone da rifiuti, il carbonext.

Estate 2016: quello che ci regala la Valdarda…(foto-articolo*)

2016-07-22-capossela-4348In questa strana estate, iniziata da poco, calda e umida di giorno, fresca e spesso ventilata di sera la Valdarda ci regala tanta cultura, teatro, musica, divertimento e buon cibo… Continua a leggere “Estate 2016: quello che ci regala la Valdarda…(foto-articolo*)”

Cara Valdarda, ma come ti han ridotta?

imageCara Valdarda, forse una volta eri molto bella e naturale, ma pochi di noi ti hanno conosciuta a quei tempi. Hanno iniziato circa 90 anni fa con una diga e poi hanno continuato con una bella cementeria che poi, pochi decenni fa, si è fatta più grande e più forte di “prima”. Per portare un’ industria insalubre di prima categoria in una valle così piccola,chissà come hanno potuto, chissà…
Ma non è finita qui: quando la ampliarono ci sarebbero voluti, come minimo, un serio controllo delle emissioni attraverso una fitta rete di centraline e invece…c’è lo hanno fatto credere ma non lo hanno mai fatto. E il traffico pesante che ha portato in valle che sfiora, in certi periodi, mille passaggi di mezzi pesanti al giorno? Pensate forse che abbiamo posto rimedi? Si, una piccola e anche poco efficiente circonvallazione (tipo fette di prosciutto sui nostri occhi di ingenui valdardesi) che evita l’attraversamento di Lugagnano ma non di Castell’Arquato dove il traffico pesante fa molti danni. Cara Valdarda abbiamo l’impressione che troppi amministratori locali si siano accontentati al posto di controlli e dinieghi di qualche “merce di scambio”: l’aiuto per una strada da asfaltare, per allestire uno spettacolo, per qualche metro di calce…e forse chissà cosa d’altro.
Ma la salute no, questa non importava a nessun politico o sindacalista.
Ma tu cara Valdarda che sei ancora bella, potresti essere bellissima con quel Castello splendido, con quei calanchi del Piacenziano…e quei monti come il Moria; per non parlare dei monti del crinale come il Lama e il “dolomitico” Menegosa, della vitivinicoltura collinare di alta qualità e di tanti monumenti…e cose del genere che ti danno lustro.
Pensa, cara Valdarda, potresti essere la terra ideale per residenzialitá, anche di alto profilo, e per un gran turismo, per arte e artigianato …e invece a ridosso delle tue zone più belle ti han costruito un mostro e han commesso, e sono in atto, tanti scempi ambientali. Ma perché, ma perché tanto accanimento? Resisti, cara Valdarda, resisti, hai superato anche prove ben più dure, resisti che ti amiamo in tanti.
A questo punto però non resta che dire, parafrasando amici di altre vallate piacentine, “grazie amministratori locali degli ultimi 40 anni…, grazie per questi esempi di scempi… Grazie, per averci portato i fabbriconi e qualche posto di lavoro in cambio della nostra salute, della salute delle generazioni future. Tanto alcuni di voi neppure abitano o abitavano in Valdarda; siete pure dei benefattori e vien proprio da chiederci come, senza di voi,  avremmo potuto rovinare tanto…”.
E allora, cari amministratori permetteteci un ultimo saluto: “baciamo le mani”.
(Ogni riferimento a cose, persone o fatti è puramente casuale, tutto inventato…frutto della perfida mente di un amante “geloso” della Valdarda alla quale è unicamente dedicata questa lettera).

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Valdarda: siam tutti topi…da cavia. 

topo corbis_42-15475579La notizia é questa: pare si voglia autorizzare l’uso del carbone da rifiuti presso le cementerie locali e contestualmente avviare (da parte delle istituzioni preposte)  un controllo a tappeto sull’effetto che farà.

Avete capito bene?  Le Cementerie bruciano questa “mendacia”, ma visto che neppure le nostre istituzioni sanno che effetto potrebbe fare sugli esseri viventi  allora si monitorano le conseguenze su di noi e sui nostri ambienti di vita.

In poche parole: siamo ufficialmente tutti topi da cavia!

E speriamo che almeno i mici abbiano pietà di noi; ma se si vogliono vendicare di qualche sopruso subito da qualche umano-topo cavia facciano pure.

Era la notizia che ci aspettavamo…o meglio quella che non avremmo mai voluto dare.

Nonostante le rassicuranti parole di qualche tecnico pro-carbon…e qualche politico istituzionale locale, regionale e nazionale,  tutti sanno che quella “mendacia” che qui bruceranno  aggraverá l’inquinamento provinciale ma, per contrappeso e per gettarci un po’ di fumo negli occhi,  si avvierà un controllo sulle persone e sull’ambiente per verificarne l’effetto che fa.

Evviva, ci mancava anche questa! Prima si autorizza, si brucia e poi si controllano le ricadute sulla salute! Questo è il futuro che attende i nostri ragazzi e bambini?

Siamo certi che i solerti controllori incaricati del mega screening di massa  ci dicano poi la verità? Chi controllerà il loro lavoro, i soliti politicanti?

Non si bruci nulla se non si è accertato preventivamente che il nuovo combustibile non provoca danni a tutti noi!!!

In ogni caso “benvenuti nel futuro cari amici-topi da cavia”.

Valtolla: ieri in mille per dire No al carbone da rifiuti (foto articolo)

2015-05-24-no carbonext web 1 LR-3739Mille dovevano essere e forse erano di più! Tanti sono stati ieri, domenica 24 maggio 2015, i partecipanti alla marcia per dire NO al Carbonext nella cementeria della Valdarda. Perché “la Valdarda ha già dato” e con questo impianto si aggraverebbe la situazione ambientale, hanno sostenuto i promotori della grande manifestazione popolare, forti di una petizione popolare che, in poco tempo, è stata firmata da oltre  5000 persone della vallata da Fiorenziuola a Morfasso e da tanti valligiani emigrati all’estero. Continua a leggere “Valtolla: ieri in mille per dire No al carbone da rifiuti (foto articolo)”

Valdarda e Valtolla: tra proteste, bandiere e ferite aperte …

mille bandiere ...LA PROTESTA DI MAGGIO

Domenica 24 Maggio p.v. si svolgerà una manifestazione popolare per la tutela della Salute e dell’Ambiente della Val d’Arda.

Il ritrovo è fissato alle ore 14:30 a Lugagnano (in Piazza Casana) dove partirà un grande corteo di donne, uomini, famiglie, bambini, associazioni, agricoltori, imprenditori, lavoratori e chiunque voglia difendere il proprio futuro in questa valle. Continua a leggere “Valdarda e Valtolla: tra proteste, bandiere e ferite aperte …”

Tasse: ma quanto paghiamo ai comuni?

contornato in arancione i comuni di media e alta valdarda.
contornato in arancione i comuni di media e alta valdarda.

Oggi il quotidiano locale “la Cronaca”, a firma di E.Iacono, pubblica un lungo articolo sulle tasse comunali piacentine così abbiamo pensato di riproporre una delle tabelle allegate e un breve estratto del resoconto. Sarebbe interessante capire chi applica le aliquote massime e chi no. In ogni caso ci limitiamo a informare…

«Non c’è dubbio: le tasse comunali sono aumentate. E spesso alle famiglie non bastano neppure gli 80 euro in più in busta paga per coprire le maggiori spese. Ma quante sono le tasse comunali dirette, quelle che tutti i cittadini devono, o dovrebbero, pagare? In questo servizio, sulla base dei dati contenuti nella banca dati Siope, controllata da Bankitalia, sono state prese in considerazione soltanto le tasse sulla casa – Ici e Imu – la Tasi, che riguarda i famosi servizi indivisibili offerti dall’amministrazione locale, l’addizionale Irpef che tutti si ritrovano tra le voci della busta paga, la Tares, cioè la tassa per lo smaltimento dei rifiuti, la tassa per l’occupazione di suolo pubblico, i diritti sulle affissioni e tutti quei tributi che rientrano fra le entrate tributarie proprie di ogni amministrazione comunale. Una vera e propria giungla che nessun ministro è ancora riuscito a semplificare, nonostante le sbandierate buone intenzioni. La tabella relativa ai Comuni del Piacentino riporta le somme incassate dai singoli enti locali negli ultimi due anni di riferimento, il 2013 e il 2014…». 

La ricetta dei buslanèin…

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Ieri ci siamo diffusi sulla storia di questo dolce tradizionale e ora vi svelo la ricetta…

Ricetta è secretata e, dicono a Lugagnano v.a., riposta in una busta dentro la cassaforte del Comune. Io comunque ho cercato altre vie e dovete sapere che per ottenere questa ricetta ho dovuto fare cose inconfessabili, che se le divulgassi, magari per vantarmi, parecchie famiglie sarebbero rovinate e io stesso dovrei emigrare come minimo di là dall’Emilia. Continua a leggere “La ricetta dei buslanèin…”

Lugagnano: Podestà Gandolfi e…

lugagnano
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Lugagnano negli Stati di Parma, Piacenza e Gustalla nel periodo tra 1836 e 1840…*

POPOLAZIONE: la popolazione del comune è riconosciuta di 4331 abitanti(16 novembre 1840).

AMMINISTRAZIONE COMUNALE:  Nomina di Giovan Battista Gandolfi a Podestà  e di Giovanni Guarnieri a Sindaco.  Nomina a Sindaci di Luigi Molinari e di Biovan Battista Calderoni (16 novembre 1837). 

COMME(I)SSIONE DI SANITA’ E SOCCORSO: Giovan Battista Gandolfi e Pietro Romani membri della commisisone in vece de’ defunti Cristoforo Gandolfi e Giovanni Ciregna (10 settembre 1836).

NOTAI: Nomina a Notaio di Gaetano Rossi. Egli potrà esercitare il notariato anche nella Pretura di Castell’Arquato siccome i Notai di questa pretura potranno esercitare il loro ministero in quella di Lugagnano (19 novembre 1839). Nomina a Notaio di Luigi Vincini; Questi pure potrà esercitare il notariato nella pretura di Castell’Arquato (26 luglio 1840).

SCUOLE: Don Giuseppe Armelonghi Ispettore in vece dell’esonerato Don Antonio Ferrari (20 gennaio 1838). Don Francesco Prati Ispettore in luogo del dispensato Armelonghi (4 settembre 1840).

OPERA PIA VINCINI: E’ dichiarato che in ragione della sua istituzione non è ad essa applicabile la disposizione del Decreto de’ 19 luglio 1821 intorno alla cancellazione delle ipoteche (21 gennaio 1837).

*(S.Fattorini, Indice analitico ed alfabetico della raccolta generale per gli stati di Parma Piacenza e Guastalla degli anni 1836 al 1840, volume sesto, stampato a Parma nel 1843).

Vino in Valdarda: quest’anno sarà buono!

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vigneti della valdarda ( per info e degustazioni: enoteca comunale di Castell’Arquato)

Dopo un autunno 2012 tra i più caldi degli ultimi 25 anni, l’inverno è iniziato con un brusco abbassamento delle temperature con forti nevicate ( le più intense degli ultimo 50 anni) e alta piovosità tra Gennaio e Marzo 2013. La primavera è stata particolarmente fredda con forti precipitazioni i  maggio e giugno (ricordate?).

Questo ha comportato difficoltà nell’ effettuazione dei trattamenti fitosanitari contro oidio e peronospora che sono indispensabili in quella stagione. La ripresa vegetativa è stata fortemente ritardata ma l’allegagione alla fine è stata buona e il calo di produzione contenuto.  l’ultima decade di Luglio e la prima metà del mese Agosto sono invece stati molto caldi ( con punte di 40°C e minime non inferiori a 23/24°C).

Nell’ultima fase le notti fresche e le giornate calde hanno risolto i problemi di un andamento stagionale bizzoso. Risultato: una buona sintesi aromatica e una buona maturazione fenolica. Chi avrà raccolto “bene”, rispettando i tempi di maturazione avrà prodotto del buon mosto. Forse in taluni casi eccellente. Sicuramente buone erano le uve di Barbera e Croatina, di Ortrugo e Malvasia di Candia…di conseguenza come potrebbero non sortirne degli ottimi Gutturnio, Ortrugo e Monterosso dell’annata 2013 ?

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vigneti in valchiavenna ( tra Castell’Arquato e Lugagnano)
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la Torricella, sede dell’esposizione dei vini della valchiavenna ( seguite il calendario degustazioni sul sito internet dell’associazione viticoltori della valchiavenna )

Veleia: convegno internazionale di studi …dopo 50 anni!

Impressionante vedere come tanta gente affollasse il foro di Veleia che aveva questo aspetto "nudo" senza piante..(clic per ingrandire)

Erano 50 anni che non si effettuava un convegno a livello internazionale su Veleia.

Considerata la “Pompei del nord Italia”, ha sempre richiamato l’attenzione di esperti e studiosi di archeologia e storia antica ma un approfondito convegno di studi mancava da troppo.

Ora ci ha pensato l’amministrazione comunale di Lugagnano con le università di Bologna e Padova, la Soprintendenza per i beni archeologici dell’Emilia Romagna in collaborazione  con il comune di Piacenza, il circolo culturale “Valtolla” e l’associazione culturale “Via dei Monasteri Regi”. Con la partecipazione della Provincia di Piacenza e del Ministero dei Beni Culturali.

Durante il convengo, venerdì 20 e sabato 21 settembre presso i locali della rinnovata canonica veleiate (di fianco al sito archeologico medesimo), è anche allestita una importante e unica  mostra di poster e di audiovisivi dedicati al sito e ai recenti studi archeologici d’Italia.

Il convegno è veramente ricchissimo di importanti  comunicazioni di esperti provenienti da Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Canada.

Durante il servizio funziona un servizio ristoro.