Un amico scrive a Libertà lamentando lo stato disastroso in cui versano gran parte delle strade della media e alta valdarda, provinciali comprese affermando che senza strade non si ferma la gente in montagna, che senza servizi i giovani scappano,  ecc……..[ “Libertà”, il giornale delle opinioni, del 28 marzo 2011 ” La montagna non si svuota se le strade sono buone ” ]

Il lungo articolo provoca la  reazione ufficiale da parte dell’assessore provinciale Sergio Bursi il giorno successivo, il 29 marzo, che molto pacatamente risponde e informa [ questo è importante] sulle prossime iniziative da parte della sua amministrazione per  migliorare alcune arterie provinciali valdardesi.

L’assessore, come era ovvio attendersi, afferma che ben prima di tale opinione le sue forze erano attivate.

Se l’amico aveva lo scopo di  attirare attenzione sulla valdarda [ un po’ dimenticata]  l’obiettivo è stato raggiunto e bene ha fatto l’assessore a rispondere.

Ma, a noi,  è interessata  molto anche la semplice osservazione di Sara che riportiamo integralmente.

Sara scrive all’autore dell’intervento citato su libertà del 28 marzo….

” Ho letto la tua lettera su libertà, concordo con la tua posizione perchè per quanto riguarda i lavori pubblici e i servizi in montagna molte sono le carenze dello stato.

Devo però anche dire che scegliere di vivere in montagna significa prendere atto dei disagi che questa possa comportare.

Spesso mia mamma, che vive a Milano, quando le mostro qualche casa un po’ isolata mi domanda “e se poi nevica?”, la mia risposta è sempre la stessa ” se nevica si sta in casa”. Vivere la montagna, per me, vuol anche dire vivere in sintonia con le stagioni, con il tempo, con il territorio e le sue asperità, non solo con le sue bellezze. E’ facile apprezzare un campo fiorito a primavera ma bisogna saper amare anche una giornata di pioggia che ti costringe a stare in casa e paradossalmente anche la frana che ti costringe a fare il giro da un’altra parte.

Quando si sceglie di vivere in montagna, si sceglie anche di rinunciare alla freneticità e alla quotidianità sempre uguale della vita moderna e di lasciarsi cullare dal bioritmo ondeggiante della terra.

Non si può sempre avere la botte piena e la moglie ubriaca.

Spero che tu abbia capito il mio punto di vista….

A presto”

COMMENTO DEL BLOG….

Bella vero?

 

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Un pensiero riguardo “La lettera di Sara sulle strade e sulle scelte di vita….

  1. Esatto molto bela ma quanti la pensano così?
    Forse solo noi che ci abitiamo.
    non è solo un problema di strade, ci sono molti altri problemi come la banalissima spesa,il dovere avere bisogno di servizi(posta ,banca,medico) gli orari di lavoro che ci portano a casa tardi. Abitare in montagna non sempre vuol dire abitare in un paesello ,magari ci si trova a 5, 10 km dal primo agglomerato di case per noi è normale chiamare “vicino” anche se abita a un chilometro di distanza.Per vivere la montagna bisogna esserci nati oppure fare sacrifici sapere che il cinema è a 30 km da casa,che la palestra non è fatta di attrezzi di acciaio ma di pura natura,che le vasche davanti alle vetrine non si fanno che magari come passa tempo si ZAPPA l’orto (salutare ed economico) .Quì il tempo non corre ….

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