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AGGIORNAMENTO DELL’ARTICOLO DEL 16 giugno 2011  [clicca sul link  per leggerlo….  Valtolla-val d’arda: la mosca che mangia il castagno. ]
Allo stato attuale l’infestazione della mosca cinese che attacca i castagneti è ormai diffusa in quasi tutta la provincia di Piacenza.

In queste ultime due settimane sono state  censite i castagneti di Groppo Ducale – Ca’ del Monte e Boschi d’Aveto e sono, purtroppo, state  riscontrato che le larve sono già uscite dalle galle e presto deporranno altre uova.

Anche a Sariano di Gropparello [zona molto vicina a noi] sono state rilevate piante infestate.

Per quanto riguarda il censimento in Val Tolla non abbiamo notizie ma siamo informati che le “autorità” forestali e le amministrazioni   sanno che la situazione è da monitorare attentamente  anche a Vezzolacca – Luneto – Castelletto [ al servizio fitosanitario regionale e ne sono già a conoscenza].

La lotta biologica [unico sistema possibile…insetto “buono” mangia quello cattivo] sta dando buoni risultati, ma ci vorrà qualche anno [ anno!!] perchè la situazione rientri  nei limiti fisiologici. Il danno di questo parassita si concentra prevalentemente sull’aspetto produttivo del castagno, riducendo drasticamente la fruttificazione per qualche anno, poi il sistema di regolazione delle popolazioni della natura provvede a riordinare la situazione.

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Per gli interventi di lotta biologica attualmente la Regione ha dovuto dare la priorità alle zone castanicole più vacate e economicamente rilevanti  (appennino bolognese – imolese ecc..) e sopratutto  concentrando gli interventi alle aree dove è possibile fare una programmazione di gestione degli interventi, cioè aree consorziali [qui in valtolla di aree private consorziate non ne esistono….peccato! Non potremmo mai usufruire nemmeno di un finanziamento per curare una foglia di castagno].

L’estrema  frammentazione delle  proprietà dei boschi e dei castagneti della valtolla  è un fattore limitante per ogni iniziativa e pertanto la Regione si concentra dove può intervenire con efficacia (è logico!).

Comunque appena vi saranno a disposizione una quantità sufficiente di imenotteri parassiti della vespa cinese, la Regione  e i consorzi fitosanitari,  li diffonderanno in tutte le provincie [ ma noi siamo pronti ad accogliere tali programmi?].

C’è da considerare che anche le regioni confinanti stanno muovendosi in questa direzione e, per una volta, l’essere terra di confine potrebbe favorirci di riflesso. Speriamo bene!

[redatto con il rilevante contributo di Marco dal lest]

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