Parco eolico? Un parere favorevole e un commento.

eolico-pontremoli
la maggior parte dei nostri campanili non superano  40 metri di altezza, una pala eolica è alta tra 75 e 105 metri…un mostro.

Parere di Andrea Negri (portavoce di ” AGITE”)  apparso sulla libertà del 12 aprile 2013

Il territorio del comune di Farini, ed in generale di tutto l’Appennino Piacentino, è caratterizzato da estesi fenomeni di dissesto idrogeologico che rappresentano un notevole rischio per la sicurezza delle popolazioni locali e per le popolazioni che vivono nei territori della pianura sottostante.

Il disseto idrogeologico non consente lo sviluppo sicuro e costante delle attività umane, costringendo all’emigrazione ed al conseguente abbandono della montagna che rappresenta la causa principale di questo dissesto.
La condizione di generale abbandono ed incuria in cui versano le nostre vallate, dove sono venute a mancare tutte quelle attività agro-silvo-pastorali che per decenni hanno assicurato la manutenzione capillare e costante del territorio, può essere affrontata solamente garantendo possibilità di reddito e quindi di permanenza delle attività agricole predette.
E’ tempo di impiegare tutte le risorse disponibili per ricostruire una agricoltura di montagna che ritorni a coltivare la terra, ad allevare il bestiame, a “coltivare” i boschi con cure culturali costanti e tagli regolari.
Servono maestranze in grado di rimediare tempestivamente alle micro frane, che intervengano all’ ordinaria manutenzione dei corsi d’acqua fino dalle sorgenti, rimuovendo gli ostacoli al libero deflusso delle acque e provvedendo alla manutenzione degli argini e delle opere idrauliche.
Occorre inoltre creare una forza lavoro attiva che si occupi della creazione e manutenzione di una viabilità adeguata alla ottimale meccanizzazione di questi interventi ed alla manutenzione ordinaria e straordinaria della rete di strade vicinali, interpoderali, mulattiere e sentieri.
In sintesi si ritiene indispensabile ritornare a gestire in forma attiva il territorio montano, assicurandone la presenza costante di popolazione al fine di non disperdere definitivamente la cultura contadina, la coscienza storica e la dignità del lavoro manuale.
Bisogna riaffermare la rispettabilità della condizione rurale, liberandola da complessi di inferiorità nei confronti della condizione urbana, creando la figura dell’agricoltore gestore del territorio a cui va riconosciuta la rilevanza sociale della attività di prevenzione e salvaguardia dell’ambiente montano.
Ottima è stata l’iniziativa della nostra amministrazione provinciale con il progetto “Adotta la terra” mettendo a disposizione fondi per la “manutenzione” del territorio che a parere nostro dovranno servire per opere idrauliche di prevenzione (che quasi sempre possono realizzarsi con pochi soldi se spesi per tempo).
Questa associazione si prefissa lo scopo di di favorire lo sviluppo economico del territorio montano attraverso una moderna imprenditorialità in grado di proporre un’offerta “multifunzionale”.
All’interno di questa multifunzionalità si configura la “coltivazione di energia” che potrà divenire un ottimo volano per proseguire nelle attività prettamente agricole.
Nelle frazioni di Mareto, Bolderoni, Molinari e Nicelli sono rimaste circa 10 aziende agricole dove la maggior parte sono condotte da titolari prossimi o addirittura già “felicemente” pensionati.
Pertanto restano 4/5 aziende agricole che devono necessariamente trarre un reddito per consentire ai titolari e familiari di vivere o meglio di sopravvivere.
Fatte queste considerazioni, il progetto proposto dalla società Eolico Nicelli riveste un ruolo fondamentale di rilancio di un territorio prossimo all’abbandono perché:
– riqualificazione del territorio destinato al parco eolico attraverso interventi di regimazione delle acque superficiali con creazione di piccoli invasi per l’accumulo di acqua per l’abbeveraggio delle mandrie;
– riserve idriche per l’attività di anticendio boschivo;
– ammodernamento della viabilità rurale che consenta ai mezzi agricoli di raggiungere facilmente i pascoli;
– integrazione al reddito delle aziende agricole concedenti i terreni utili alla realizzazione del parco;
– contratto di manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere realizzate stipulato con l’associazione agricoltori locali per la durata del parco eolico;
– realizzazione di impianti di innevamento artificiale e tappeti di risalita acquistati dalla soc. eolico nicelli e concessi in comodato gratuito agli operatori turistici di Nicelli e Mareto.
In sintesi l’investimento da parte di un soggetto privato porterà una ricaduta economica importantissima per una valle destinata ad un continuo spopolamento da parte di soggetti che non hanno o che hanno perso il lavoro.
Abbiamo un lasso di tempo brevissimo per interrompere l’emorragia del nostro “paziente” (la montagna), pertanto il progetto eolico è concreto e tangibile in tempi brevissimi, se sarà volontà da parte dei soggetti coinvolti di permetterne la realizzazione.

COMMENTO DEL BLOG: su molte questioni le nostre opinioni non divergono. Come si potrebbe non essere d’accordo con il progetto “adotta la montagna”? Come si potrebbe non essere d’accordo sul fatto che per restare a lavorare la terra  in montagna occorra garantire reddito adeguato? La “cura” eolica, in ogni caso,  non ci convince affatto! In pianura la stessa “cura” comporta che estensioni enormi di buona terra agraria venga ricoperta da pannelli solari invece di produrre cibo o alimenti per il bestiame. Una cosa assurda! Noi pensiamo che non sia assistenzialismo fare della prevenzione  idrogeologica, come sta tentando di fare “adotta la terra”, un punto forte della difesa del territorio. Costa l’80 % in meno sostenere un simile al posto di “buttare soldi per aggiustare frane” che,  nel frattempo, hanno prodotto danni economici, materiali e morali irreparabili. Ma le scorciatoie,  come lo sono i parchi eolici,  non sono la soluzione. Cosa facciamo,  riempiamo di torri gigantesche i nostri monti? Meglio riempirle di animali e “detassare totalmente” l’agricoltore montano che vitelli utilizzando i pascoli.  Non c’è paese evoluto al mondo che non sostenga la sua agricoltura…solo in Italia non ci capiscono queste cose. Non è assistenzialismo facilitare l’agricoltura montana e concedere agevolazioni serie e durature sulle utenze, sui carburanti, sull’Iva, sui contributi, sulle tariffe per i servizi comunali, abolire IMU e imposte di bonifica.

Il parco eolico è un ulteriore regalo che la montagna concede alla pianura in cambio di caramelle…che succhiate finiranno rapidamente…

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6 pensieri su “Parco eolico? Un parere favorevole e un commento.

  1. Iinizio dal commento del Blog con il quale concordo pienamente! l’intervento del Sig, Negri a mio parere risulta assolutamente inadeguato e censurabile sotto diversi aspetti : è ormai noto a tutta la popolazione di Nicelli e Mareto che la costruzione di un parco eolico sull’Aserei comporterebbe solo ed esclusivamente un danno ulteriore, infatti non è con le pale eoliche che si frena il dissesto idrogeologico, specie , come nel caso dell’Aserei se le stesse verranno posizionate su frane, corsi d’acqua e crinali .. La Regione dopo aver visionato il progetto presentato dell’Eolico Nicelli s.r.l lo ha con ogni evidenza ritenuto INSUFFICIENTE ed ha pertanto formulato BEN 73 RICHIESTE DI INTEGRAZIONI di cui la maggior parte talmente approfondite da richiedere studi , monitoraggi ed indagine che impegneranno i tecnici per un notevole lasso di tempo.
    E’ inutile fingere di non sapere che sotto le pale eoliche non si produce nulla, che gli animali per lo più non ci stanno e che anche gli umani….. se ne vanno e allora.perchè tanta fretta nel voler distruggere un monte? Da ultimo una considerazione anche rispetto alle recenti indagini della magistratura sui parchi eolici siciliani, tutto ciò induce ad una riflessione molto attenta ( specie le amministrazioni interessate) circa l’opportunità di cadere nelle mani di associazioni malavitose.

  2. Non posso evitare un ulteriore commento alla fretta del Sig. Negri volta a salvare la montagna dal dissesto idrogeologico attraverso la celere TROPPO CELERE COSTRUZIONE DI UN PARCO EOLICO, sorge il dubbio che tutta questa fretta sia figlia della nercessità di ottenere ancora incentivi molto alti, perchè com’è noto dal 30 aprile 2013 gli incentivi saranno molto più contenuti e con ogni probabilità gli interessi dei proponenti in tal senso inevitabilmente dovranno essere ridimensionati.
    Basta verificare quello che è successo per l’impianto già approvato di Zeri per la fretta di posizionare le pale hanno distutto l’ambiente circostante con i mezzi che non riuscivano a superare le strette curve di montagna. Tutto ciò è ridicolo!!! per fortuna è stata ottenuta una sospensiva così si è fermato questo meccanismo assolutamente perverso. Ben gli sta!!!

  3. La solita demagogia…..
    Davvero il sig. Negri pensa che la riqualificazione della montagna passi attraverso la costruzione di un parco eolico per la ” coltivazione dell’energia” ? Qui c’è bisogno di concretezza e non di poesia mista a politichese.
    Lo sviluppo è impedito dal dissestamento idrogeologico ??? ma mi faccia il piacere !
    “Bisogna riaffermare la rispettabilità della condizione rurale, liberandola da complessi di inferiorità nei confronti della condizione urbana” . Mi scusi ma io non mi sento nè inferiore e nè non rispettabile. PARLI PER LEI !

  4. Il Sig. Negri,che intende coltivare energia ed allo stesso tempo “curare il dissesto idrogeologico” con l’installazione di un parco eolico crea come ho già detto confusione: Sarebbe interessante sapere se tale interesse per la condizione contadina in montagna . per il dissesto e… questa fretta nell’Agire rimarrebbe invariata qualora le pale invece che sul SUO terreno fossero posizionate sul terreno di altri.
    Per quanto concerne il dissesto idrogeologico basta una lettura delle domande di integrazioni formulate dalla Regione per capire che il dubbio dei funzionari è proprio quello di evitare che il parco eolico produca un ulteriore e più grave dissesto idrogeologico.

    INFATTI mi limiterò a riassumere le più “corpose” nel progetto manca:
    -il calcolo dei volumi di scavo e riporto per ogni pala
    -mancano le planimetrie e sezioni del tracciato dell’elettrodotto, della viabilità di accesso, delle piste di cantiere, non è stata calcolata la portata dei manufatti delle stade comunali e provinciali
    -manca un piano di sicurezza ai sensi del D.Lgs. 81/08 Tutto ciò in generale, considerando che per non annoiare troppo ho riassunto molto.

    Per quanto riguarda il “QUADRO AMBIENTALE” LE RICHIESTE DI INTEGRAZIONI SI ARTICOLANO IN 33 PUNTI:
    La relazione geologica presentata dal proponente è carente ed inadeguata, manca del tutto una dettagliata e puntuale verifica di compatibilità ambientale e della stabilità dei versanti (quindi .è vero che le pale curano il dissesto? si può costruire una pala alta 150 mt. su di una frana?) ), manca una relazione geologica e geotecnica e sismica su tutto il progetto
    -manca “la relazione definitiva delle fondazioni e la relativa relazione geologica-tecnica-sismica in ottempèranza al D.M.14 gennaio 2008
    -manca uno studio idrogeologico
    -manca, in relazione alle fondazioni profonde di alcuni aerogeneratori la valutazione dei rischi e degli effetti negativi sulla qualità delle acque sotterranee
    PER QUANTO RIGUARDA IL RUMORE.
    -Le elaborazioni tecniche e le valutazioni predittive debbono essere completamente riviste infatti” non è possibile, IN QUANTO TECNICAMENTE SCORRETTO” , UTILIZZARE dei fonometri riferibili a contesti geografici,… diversi da quelli dove s’intende insediare ikl nuovo parco eolico”
    -Viene confuso il rumore residuo dal rumore di fondo!!!!
    -nelle valutazioni di impatto acustico sono errate le distanze delle abitazioni dalle case più vicine
    Non voglio dilungarmi eccessivamente, queste sono solo alcune delle richieste, tra le più importanti e rilevanri ai fini dell’approvazione, per maggiori informazioni basta andare dul sito della regione Emilia Roagma alla voce procedure di VIA in corso.
    Alla luce di tutto ciò una considerazione ancora,mi rivolgo in particolare agli amministratori comunali che posso immaginare, qualcuno di loro ,ha competenze specifiche in materia. Ma come è possibile che si insista così pervicacemente nel volere chiudere gli occhi su di un simile disastro? ma Sig. Sindaco a parte gli elevatissimi danni che tutto ciò arreca alla comunità di Nicelli, risponda una volta per tutte E’ DAVVERO CONVINTO CHE LE PALE CURINO LE FRANE?
    MA CI FACCIA IL PIACERE!!!!!

  5. EOLO: IL VENTO SOFFIA TROPPO PIANO

    Noi abitanti di Nicelli e Mareto, a distanza di più di un anno dalla scoperta (fortuita perché nessuno si era degnato di informarci), del progetto di costruzione di sei pale eoliche da 150 m. proprio vicino alle nostre abitazioni, sappiamo bene che non è tempo di prematuri bilanci poiché l’ombra di questi abnormi giganti continua ad incombere sulle nostre teste, neppure tanto metaforicamente.
    Eppure in questi ultimi giorni ci sentiamo rincuorati per la nuova attenzione a questo tema. A livello nazionale la cronaca recente ha finalmente “aperto il sipario” sulla faccia meno conosciuta di certo eolico industriale in Italia, dove le associazioni malavitose hanno trovato golosi motivi per tentare di insediarsi ed a volte vi sono riusciti.
    Anche sui nostri appennini sono sempre più spesso state smascherate situazioni di prepotente illegalità. Emblematico è il caso di Zeri, dove nonostante la sospensiva concessa dal Consiglio di Stato, la società costruttrice continuava imperterrita di notte nei lavori delle pale industriali per finire la costruzione entro la fine di aprile ed ottenere così i certificati verdi ed i relativi contributi.
    Ora la Procura ha aperto un’inchiesta e messo sotto sequestro la strada in questione.
    Se fino a qualche mese fa muovere una critica a qualunque impianto eolico, per quanto vistosamente assurdo o inutile nel caso concreto, significava porsi in contrasto con l’”energia pulita”, “il progresso”, il risanamento del pianeta”, tabù che hanno saputo sfruttare certi costruttori di pale per aumentare i loro poteri e la loro licenza a non rispettare le regole più scomode, ora non è più così.
    L’attenzione ed il rigore di alcune istituzioni e funzionari sta finalmente ponendo dei limiti alla autoproclamata onnipotenza di alcune società proponenti facendo loro rispettare le norme che tutti gli altri cittadini devono normalmente rispettare.
    Anche noi nel nostro piccolo abbiamo avuto modo di apprezzare il rigore di Enti quali Arpa, Soprintendenza dei Beni Culturali ed Ambientali ed Archeologici, Ufficio Tecnico del Comune di Farini, nonché l’ufficio preposto alla Valutazione Impatto Ambientale di questo progetto della Regione Emilia Romagna.
    Quest’ultimo, su indicazione di tali Enti, ha infatti riscontrato gravi lacune nel progetto presentato ed ha richiesto ben n. 72 integrazioni fondamentali.
    Nel progetto presentato manca:
    Quanto al “QUADRO PROGRAMMATICO” le richieste di chiarimenti, approfondimenti e integrazioni si articolano in 9 punti: in particolare si contesta al Proponente di non aver prodotto idonea documentazione e di non aver dimostrato la conformità del progetto alla normativa vigente.
    Quanto al “QUADRO PROGETTUALE” le richieste di chiarimenti, approfondimenti e integrazioni si articolano in 30 punti: manca una valutazione della complementarietà degli impatti cumulativi tra la pala esistente e quelli in progetto sia a Nicelli che a LaVezzera; il calcolo dei volumi delle opere di scavo e di riporto è errato e per tali motivi è richiesto il “Piano di Utilizzo” ai sensi dell’art.5 del D.M. 161/2012; non è stata valutata nel progetto, l’efficienza, il rendimento e la coerenza degli aerogeneratori proposti né fatta una stima di energia elettrica totale consumata e di energia rinnovabile totale prodotta; mancano i progetti relativi alla viabilità di accesso, piste di cantiere, viabilità utilizzata dai trasporti eccezionali in località Cogno S.Savino e Mareto, non è stata considerata la portata dei manufatti delle strade comunali e provinciali, né le sezioni caratteristiche e i manufatti con relativo studio di verifica idraulica, nei superamenti dei numerosi corsi d’acqua; manca una adeguata proposta che preveda l’assunzione di necessari impegni e garanzie fideiussorie, affinchè lo smantellamento e il recupero finale delle aree avvenga in maniera certa e efficace; manca il Piano di Sicurezza dell’opera ai sensi del D.Lgs.81/08 e s.m.i.
    Quanto al “QUADRO AMBIENTALE” le richieste di chiarimenti, approfondimenti e integrazioni si articolano in 33 punti: manca qualsiasi valutazione dell’impatto ambientale relativo all’elettrodotto di collegamento tra la sottostazione e la stazione di consegna e la stazione stessa nel comune di Ferriere, essendo opere valutate in un’altra procedura di VIA relativo al parco eolico ubicato nelle vicinanze dei Groppi di Lavezzera.
    La relazione geologica a corredo del progetto a firma del Dott. Lepori è carente e inadeguata; manca la “relazione definitiva sulle fondazioni” e la relativa “relazione geologica-geotecnica e sismica” in ottemperanza al D.M. 14 gennaio 2008 in particolare per il dimensionamento dei previsti pali di fondazione.
    Manca del tutto uno studio idrogeologico che definisca le caratteristiche degli acquiferi presenti e le possibili interferenze degli interventi: è richiesto un approfondimento e una verifica idraulica per tutte le opere interferenti con i corsi d’acqua.
    Per quanto riguarda il “RUMORE”, il Servizio Valutazione Impatto e Promozione Sostenibilità Ambientale della Regione Emilia Romagna non concorda con quanto sostenuto dal Proponente: le elaborazioni tecniche e le valutazioni predittive debbono essere completamente riviste: “…non è possibile, in quanto tecnicamente scorretto, utilizzare dati fonometrici riferibili a contesti geografici, epoche, geomorfologie e luoghi totalmente diversi da quelli ove si intende insediare il nuovo parco eolico”;
    ● viene confuso il “Rumore residuo” dal “Rumore di fondo” (!!!!)
    ● nelle valutazioni inerenti l’impatto acustico sono addirittura errate le distanze degli aerogeneratori dalle case più vicine!
    ● sulla base di tutto quanto sopra, “…la valutazione dell’impatto acustico deve essere profondamente rivista”;
    ● inoltre manca la valutazione dell’impatto acustico, polveri e ricaduta degli inquinanti prodotto dal traffico veicolare indotto dagli automezzi sulla viabilità provinciale e comunale specie in prossimità degli attraversamenti dei centri abitati (Farini, S.Savino, Vediceto e Mareto).
    Per quanto riguarda la VEGETAZIONE, LA FLORA E LA FAUNA, le valutazioni riportate nel Progetto sono alquanto carenti e basate sul presupposto che trattandosi di area pascoliva, il valore floristico è scarso; contrariamente a tale assunto, le aree erbose aperte, soprattutto se oggetto di pascolo, presentano un elevato valore floristico-vegetazionale (in molti casi esse si caratterizzano come Habitat di Interesse Comunitario!). Per quanto riguarda l’AVIFAUNA , considerato che il Sito Natura più vicino è il SIC IT4010004 e dista 2,7 km e che la valutazione di incidenza è obbligatoria per gli impianti eolici che ricadono all’interno di una fascia di 5 km dai siti di Rete Natura 2000 (cfr. D.Ass. Legsl. RER 51/2011), è necessario integrare lo studio d’incidenza con numerosi approfondimenti.
    Per quanto riguarda il “PAESAGGIO”, la “Relazione Paesaggistica” non è conforme alle indicazioni previste dal D.M. 10/9/2010 sia per quanto riguarda gli aspetti dell’intervisibilità che per il suo inserimento nel paesaggio; la Relazione Paesaggistica inoltre non identifica chiaramente le aree vincolate paesaggisticamente ai sensi dell’art. 142 del D.Lgs. 42/2004.
    Per quanto riguarda il “BILANCIO AMBIENTALE DEL PROGETTO”:
    ● in riferimento al bilancio energetico dell’impianto e al suo ciclo di vita, è necessario effettuare un’analisi che sulla base delle condizioni anemologiche dell’area valuti l’efficienza energetica degli aerogeneratori previsti e definisca il beneficio ambientale che tale progetto, comprendendo le fasi di costruzione, esercizio e dismissione, produce in termini di mancate emissioni di gas climalteranti;
    ● dovrà essere presentato un documento che valuti la sostenibilità economica dell’intero progetto, in particolare dovrà essere verificata l’efficienza e la sostenibilità complessiva dell’impianto comprendendo tra i costi di investimento anche quelli di smantellamento e di rispristino paesaggistico-ambientale delle aree interessate;
    ● dovrà inoltre essere evidenziato nel computo economico anche il contributo degli “incentivi” attualmente vigenti e quelli in corso di approvazione da parte del Consiglio dei Ministri al fine di valutarne il peso nel bilancio di sostenibilità complessivo.

    Ma il problema determinante rimane l’insufficiente ventosità della nostra zona.
    Come ben ha sottolineato l’Assessore all’ambiente della Regione Emilia Romagna Sabrina Freda ed il consigliere Gabriella Meo, il criterio da utilizzare nel calcolo delle ore di vento richieste dalla normativa deve essere quello effettuato alla massima potenza nominale e non quello delle fuorvianti interpretazioni fornite da molti proponenti di pale, compreso Eolico Nicelli s.r.l. Tali soggetti vorrebbero invece fare riferimento alle ore equivalenti in cui tutti i venti anche quelli non adatti per intensità e direzione vengono conteggiati.
    Questo, come ben si comprende, è preliminare e precludente rispetto a qualunque altra questione, visto che stiamo discorrendo di impianti che producono, e quindi hanno un senso per la collettività, solo in presenza del vento!
    Non si può poi non riscontrare con soddisfazione, in tema di compensazioni per i danni causati dalle torri eoliche, l’orientamento chiaro e preciso del Consiglio di Stato che ha messo la parola “fine” a qualsiasi mercanteggiamento possibile sulle compensazioni ambientali. Tali non devono mai considerarsi una risorsa economica da destinarsi a piacere. Risulta pertanto alla luce di questo chiarimento del Consiglio di Stato abbastanza incomprensibile l’insistenza nel volerci propinare un tapis roulant come compensazione di danni sicuramente non compensabili.
    Alla luce di questa attenzione pubblica in merito ad un tema così importante per tutta la collettività, anche visto che i costi degli incentivi vengono sostenuti in bolletta da tutti i cittadini, auspichiamo che stia finendo l’era del “far west” eolico che tanti danni economici, ambientali e culturali ha causato a livello nazionale ed a piccole comunità come quella di Nicelli spesso costretta a combattere contro i mulini a vento, nel vero senso della parola!

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