Rusteghini (Morfasso-Italy-valtolla classica): un miracolo dalla madonna (di Andrea Bergonzi)

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Extract: 174 ° FESTIVAL OF OUR LADY OF RUSTEGHINI

a miracle has been repeated for 174 years in the town of Rusteghini Morfasso and villagers every year celebrate the grace of the Madonna which they built their church.
July 31, 1836 cholera had already left 17 dead and a drift from downtown to the river Arda Rusteghini to invoke Our Lady …. from that day the dead stopped …

174° SAGRA DELLA MADONNA DEI RUSTEGHINI

di Andrea Bergonzi

Una lontana domenica del mese di luglio dell’anno 1836 (precisamente il 31 luglio), una solenne processione con in testa l’allora parroco di Pedina, don Francesco Pini (originario di Bedonia), partiva del centro di Rusteghini (in alta Valtolla) per dirigersi verso l’Arda. L’intenzione e la preghiera che accompagnavano quella processione erano di assoluta importanza: supplicare ai piedi della settecentesca statua della Madonna di liberare il paese dal morbo del colera che in soli 17 giorni (a partire infatti dal 13 luglio 1836), aveva già mietuto più di 20 vittime. Fu così che il parroco, sconcertato quanto la popolazione del borgo per l’impetuosità di questo morbo (che nel registro dei defunti definirà “male Pestifero degno d’ogni riguardo essendo discordi fra loro i dottori”), decise di organizzare una solenne processione con trasporto a spalle della settecentesca statua della Madonna e di celebrare una santa messa nel luogo detto oggi la Sibìssa (non lontano da Rusteghini).

E’ stato tramandato fino ad oggi che,… una volta giunta in questo campo detto la Sibìssa, la statua della Madonna girò gli occhi in direzione di Rusteghini benedicendolo col suo sguardo. Per quanto questo possa essere inverosimile (per lo meno per i non credenti), una volta che la processione fece rientro in paese, questo fu miracolosamente liberato dal morbo del colera, morbo che, trasmettendosi per via aerea avrebbe avuto modo di acuirsi durante la solenne processione. Un autentico miracolo.

Oggi, 25 luglio 2010, a 174 anni di distanza, la memoria di questo miracoloso evento è ancora viva, custodita con gelosia dagli abitanti di Rusteghini, che sono orgogliosi di ospitare, ogni anno, nell’ultima domenica di luglio, tutta la parrocchia di Pedina che con devozione si raduna nella piccola piazzetta antistante la cappella di Rusteghini, per partecipare alla santa messa e alla successiva processione che rievoca quella miracolosa del lontano 1836. Il clima è quello della festa paesana. Saluti, abbracci, quattro baci ai parenti francesi rientrati a Rusteghini per l’occasione, le corse dei bambini avanti e indietro, una risata. Dopo la celebrazione della Santa Messa da parte dell’attuale amministratore parrocchiale, don Giovanni Giovanelli, quattro volenterosi si recano ai piedi della statua della Madonna e con cura e rispetto la caricano sulle loro spalle e si mettono in testa al corteo composto dalle decine e decine (se non centinaia) di partecipanti al rito. Durante la processione che attraversa le vie del nostro antico borgo, il parroco ed il coro intonano litanie in latino che danno un alone di maggiore misticità a questo importante evento. Quest’anno è un anno pari e la regola (istituita di recente, circa 30 anni fa) vuole che la processione si rechi verso la parte antica di Rusteghini, mentre il prossimo anno (anno dispari) si recherà verso la parte nuova del paese (detta la Perdarella).

Chiaramente in 174 anni lo spirito con cui ci si accosta a questa processione è evidentemente mutato. Nel 1836 i nostri avi vi parteciparono con la speranza di potersi salvare dal flagello del colera (non meno devastante della peste) in un’atmosfera cupa sovrastata dalla paura e dallo sconforto, ma sorretti dal voto fatto alla Madonna di costruirle un tempio se avesse esaudito la loro richiesta. La promessa verrà mantenuta attorno al 1840 quando gli abitanti di Rusteghini costruiranno l’attuale oratorio dove oggi si celebra la funzione religiosa e dove, durante l’anno, trova alloggio la preziosa ed antica statua della Madonna dei Rusteghini e dove viene settimanalmente celebrata dal parroco una messa.

Oggi, 2010, invece, ci accostiamo a questa funzione con la consapevolezza di coloro che portano avanti una tradizione antica, plurisecolare, ma certamente il clima è quello della festa, quello della spensieratezza delle appena cominciate ferie estive. Ferie estive che si consumeranno troppo presto e troppo presto ci allontaneranno dalle nostre terre native, dagli scorci suggestivi che la nostra alta Valtolla sempre ci regala.

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