Velleia Romana e il decadente romanticismo italiano (Velleia decadent Roman and Italian romance)

Domenica, 11 luglio, siamo andati a Velleia Romana ( ne abbiamo parlato nel post “cronache dai monti …” e abbiamo riportato alcune riflessioni che mettiamo insieme alla bellezza del luogo.

Ci siamo seduti a bordo foro, lo abbiamo osservato e ci è sembrato di immergerci in quelle stampe, ben riprodotte nello stesso antiquarium, dove sono rappresentate scene di visite e celebrazioni del sito appena scoperto nel tardo 1700 ( per caso!).

Ci è venuto in mente il Goethe che nel 1786 viene in Italia, come tanti altri grandi viaggiatori-intellettuali del tempo, per vedere la nostra decadenza.

Badate bene che il buon Goethe ( sul cui grande valore nulla da eccepire) non viene per ammirare i grandi artisti rinascimentali o il barocco ma solamente (quasi) per ammirare le nostre “magnifiche ” e classiche rovine del mondo antico, dell’età imperiale romana.

Il settecento rappresenta per il nostro Paese l’apice della discesa, della decadenza e questo affascina tanto gli intellettuali e i viaggiatori del tempo …che viaggiano, in lungo e in largo, nel bel paese per…. Continua a leggere “Velleia Romana e il decadente romanticismo italiano (Velleia decadent Roman and Italian romance)”

Le truppe napoleoniche invadono Lugagnano val d’Arda e poi si spostano a Rustigazzo.

Domani pomeriggio, sabato dell’anno 1799, l’esercito napoleonico (” l’armée d’Italie”) entra a Lugagnano in avanscoperta e incontra la truppa nemica austo-russa …vi saranno scaramucce?

Alle 15,30  in piazza a Lugagnano, domani pomeriggio, sabato si avranno le prime avvisaglie della battaglia che sarà riproposta in grande stile domenica pomeriggio a Rustigazzo ( vicino al sito storico di Velleia Romana) in comune di Lugagnano val d’arda, zona della valtolla.

Imperdibile la ricostruzione storica della battaglia del trebbia …..domenica pomeriggio alle ore 15,30 a Rustigazzo.

Imperdibile domenica mattina la visita al campo militare sulle colline di Rustigazzo….dalle ore 9 .

Poi c’è la grande festa popolare organizzata dai volontari locali….con enogastronomia eccellente come la valtolla sa fare!

La valtolla non finisce mai di stupire!!……Vi daremo altre notizie in diretta dal luogo della battaglia, vi faremo partecipare!

 

Veleja (Velleia romana): dai secoli d’oro, al mistero, al teatro nella valchero e nella valtolla.

lella costa a velleia romana il 25 Giugno

Premessa

Il 25 giugno 2010 alle 21,30,  a Velleia Romana si inizia con una strepitosa Lella Costa che apre il festival con il suo ultimo, irresistibile monologo comico, raccontandoci in modo originalissimo il mito di Orfeo ed Euridice a partire dalle riscritture di autori come Rilke, Cvetaeva e soprattutto Calvino che ci consegna una Euridice “altra” ostinata a voler abbandonare la sicurezza di una casa per avventurarsi ne “le lande desolate del fuori”.

I secoli d’oro e il mistero

Molti di Noi sanno che Veleia… Continua a leggere “Veleja (Velleia romana): dai secoli d’oro, al mistero, al teatro nella valchero e nella valtolla.”

Velleia romana, veleiateatro 2010…val d’arda, val chero….

Ritorna la stagione di prosa a Velleia romana, nel sito archeologico più importante del nord Italia (che noi ci ostiniamo a chiamare “veleja”).

Si comincia con Lella Costa…poi arriva Albertazzi.

Si inizia il 25 giugno e si finisce il 16 luglio…..4 spettacoli alle ore 21,30 in uno scenario unico e suggestivo.

Il sito è stato oggetto di recente restauro……ma il progetto va ancora avanti.

Per il programma, le prenotazioni e altre info si puo accedere al sito degli eventi veleiati citati (veleiateatro.com) cliccando direttamente  sul sottostante codice.

clicca sul codice >>>> #mce_temp_url# <<<<<<

CASTELL’ ARQUATO: BORGO D’ARTE E CULTURA?

Ieri sera, 12 febbraio alle ore 21, si è svolta la prima tavola rotonda organizzata dalla neonata associazione culturale ” Driade ” a Castell’arquato.

Il tema era di quelli importanti e la serata non ha deluso le aspettative; relatori di alto livello, istituzioni presenti e una buona cornice di pubblico.

La serata è stata moderata  dalla brillante e preparatissima  Mara Barbieri validamente supportata dalla dott.a Fabrizia Boiardi.

Presentati gli ospiti, fatto un breve excursus della situazione locale, la conduttrice ha invitato il Sindaco ad intervenire.

Ivano Rocchetta, giovane e brillante Sindaco non ha deluso le aspettative e con passione ( tanta passione) ha illustrato gli obiettivi della sua giunta: collaborazione con le Istituzioni Provinciali e regionali, alleanze strategiche con gli enti viciniori per costruire un comprensorio turistico nell’ambito del prodotto Piacenza che valorizzi le grandi e ancora, in gran parte, inespresse potenzialità arquatesi.

Valorizzazione e massima apertura nei confronti dell’associazionismo locale tutto che è fortemente impegnato per valorizzare al massimo il territorio.

Il Sindaco nella sua breve ma efficace esposizione non ha dimenticato i servizi necessari per i cittadini arquatesi, le scuole, gli anziani, i giovani e lo sport ( nuovo centro sportivo, nuova casa protetta, ecc…..) mettendoli fortemente in relazione con la necessaria crescita del settore turistico.

Via sforza Caolzio (clicca sulla foto per ingrandire)

Maurizio Parma, Assessore al Turismo e Marketing della  Provincia di Piacenza ha illustrato le strategie di attacco al settore per rendere il prodotto Piacenza conosciuto e frequentato.
Ha ribadito che senza strutture ricettive non si fa turismo, senza ragionare per aree e prodotti eccellenti non si va lontano e prospettato anche interventi innovativi per attrarre il turismo dalle nostre parti ( potenziare i club di prodotto, ripensare agli strumenti di promozione, guide turistiche mobili e tecnologiche… la realtà aumentata, ecc…)

Bernardo Baccanti,Vicesindaco, Assessore Attività Produttive – Sport – Attività Culturali e Turistiche – Rapporti con le Associazioni del Comune di Castell’Arquato ha completato il quadro delineato dal Sindaco e, nel corso della serata, ha ribadito la necessità di dover metter mano a nuovi interventi per rendere fruibile l’ostello e potenziare il sistema museale.

Lo stesso sindaco di Lugagnano, Papamarenghi, è intervenuto confermando la disponibilità a lavorare insieme, a mettere insieme le ” eccellenze ” di castello e Lugagnano  e dell’ intera zona (  iniziando con velleia romana, il parco provinciale del monte moria e la riserva del piacenziano)

Sono intervenuti portando la loro esperienza e preziose testimonianze  Alessandro Benvenuti, Presidente Parma Turismi Srl e Luca Bruschi dell’ associazione Via Francigena ( quest’ ultimo ha invitato a considerare il percorso francigeno della valdarda come opportunità anche culturale)

Francesco Timpano,  direttore Master in Marketing Territoriale Università Cattolica del Sacro Cuore ha esposto alcune idee di sviluppo del turismo legato al territorio fornendo dati interessantissimi.

Infine Carlo Francou, Direttore del Museo Geologico G. Cortesi (una meraviglia di museo), ha fatto un breve excursus sulle tappe che lo hanno visto protagonista dei livelli raggiunti dal museo geologico e della nascita della riserva del Piacenziano auspicando, infine,  una grande collaborazione tra i comuni locali per rendere maggiormente fruibili le risorse naturali della zona.

Fabrizia Boiardi dell’associazione driade ha poi  rammentato, al termine della tavola rotonda, che il Convegno ha voluto rappresentare un’opportunità d’incontro e confronto propositivo sulle tematiche del Turismo, del marketing territoriale e del fare sistema.

Per un borgo storico come Castell’Arquato per cui, nel corso degli anni, il “Turismo” è divenuto tema di dibattito e forti discordie è necessario ” ripartire”.

Noi del blog siamo convinti che il convegno e la nuova associazione driade non mancheranno di suscitare ancora dibattito e commenti: questo era anche lo scopo.

Una questione, in ogni caso,  è apparsa chiara a tutti i partecipanti: non si può fare turismo in un paese solo, servono alleanze…..e coinvolgimento di tutti.


CASTELL’ ARQUATO: si parla finalmente di turismo!(2)

Il dibattito sul turismo a Castell’arquato scaturito dalla nostra pubblicazione della comunicazione dell’evento di questa sera , c’era da aspettarselo, ha richiamato molti visitatori.

Oltre ai commenti ( l’ultimo è appena stato approvato e pubblicato) sono registrate oltre 200 visite al sito in 2 giorni e mezzo ( senza contare le visite sul blog federato ” valdarda comunitas blog “).

Sono tantissime per un blog del nostro target!

Oltre a ringraziare tutti i visitatori e i commentatori abbiamo ritenuto utile fare qualche riflessione FLASH sulle vicende arquatesi.

1- il “prodotto” turistico più importante della provincia di Piacenza è Castell’ Arquato (ovvietà?….);

2- se solamente venissero ” rivalutate ”  e messe in circolo, per vendere meglio il prodotto, le attuali eccellenze arquatesi  avremmo raggiunto metà dei potenziali obiettivi turistici attestandoci sui livelli di presenze degli anni migliori;

3- se solamente il “comune” potesse disporre di almeno qualche struttura ricettiva unitaria da 25 camere potrebbe raccoglierer maggiori interessi nei tour operator e aumentare le presenze;

4-un solo gioiello non fa la corona; la corona comprende anche altri luoghi comprensoriali che non possono essere esclusi da una politica turistica territoriale  intelligente e sistemica ( velleia romana, riserva del piacenziano e parco provinciale in primis);

5- solamente un soggetto titolato potrebbe riuscire a ” gestire ” un tale complesso prodotto senza per questo mitigare impegni dell’ associazionismo ( preziosissimo), delle cooperative sociali e di tutti gli operatori messi insieme;

6-Non è vero che costa degli ” spropositi ” gestire turismo e che per fare eventi ci vogliono i ” milioni”; guardate Cortemaggiore!…..senza copiare…senza scopiazzare!

7-E’ vero che chi dispone ( è soggetto istituzionale)  delle strutture e infrastrutture deve renderli fruibili in maniera ottimale ( altrimenti le diseconomie ricadono sui gestori); La Regione e la Provincia sono i veri dominus della vicenda!

8-Gestore forte, gestore debole, idee forti, idee deboli: ciò che serve è unitarietà, senso del ” prodotto” , alleanze a tutto campo!

SOLAMENTE FLASH,  PILLOLE, NOSTRE OPINIONI ( DA NON ESPERTI QUALI SIAMO).

In bocca al lupo driade!

AMICI DAL CANADA: GRAZIE!

Oggi al blog (blog.valtolla@yahoo.it) è giunta la seguente e-mail:

Carissimi, consulto spesso il vostro sito blog e vi congratulo! E a proposito di Veleia, vorrei comunicarvi la pagina del mio sito al seguente indirizzo:

http://www3.sympatico.ca/giorgio-lidia.zanetti/veleia/veleia.html

Avevo pubblicato lo stesso articolo nel settimanale italiano della capitale canadese “L’Ora di Ottawa” il febbraio, 2004.

cordiali saluti

giorgio

P.S. sono anche responsabile del sito della Società Dante Alighieri di Ottawa:http://www.danteottawa.ca/

———————–risposta del blog ————————–

Per  la risposta e i ringraziamenti al sig. Giorgio Zanetti  abbiamo già provveduto a mezzo e-mail.

A mezzo del blog, invece,  vogliamo però segnalarvi il suo sito internet …pieno di amore per l’ Italia, per la provincia di Piacenza, per la nostra vallata, per la lingua italiana.

Nel riportare il testo della e-mail che ci ha inviato abbiamo lasciato anche gli indirizzo dei siti internet ai quali si dedica che, vedrete, sono bellissimi.

La sua pagina su Velleia romana ( oppure come piace,  a noi, chiamarla: Veleja) è ben fatta come tutto ciò che ha scritto sulla provincia.

Per vostra delizia il sig. Zanetti,  per individuare le nostre valli, ha utilizzato le carte da briscola piacentine.

Come poteva contrassegnare la nostra valdarda??.. Con la ” pita “, l’asso di denari.

Nei siti, scritto in più lingue, sono riportati suoi articoli che sono stati pubblicati da giornali canadesi.

Vi segnaliamo l’articolo  S. Fiora- piccolo mondo -grande mondo pubblicato sul periodico ” l’ora di Ottowa ”

Ma ……più che le parole serve la visita… e, di seguito, riportiamo i collegamenti diretti con alcuni articoli che vi piaceranno.

Fegato Etrusco - Piacenza IL FEGATO ETRUSCO DI PIACENZA

  • LA BATTAGLIA DELLA TREBBIA – 218 a. C.
  • FOTO DI ALCUNI MULINI NELLA PROVINCIA
  • ELENCO DEI MULINI NELLA PROVINCIA  (1805-1983)
  • TORRENTI, RIVI, CANALI E LAGHI NELLA PROVINCIA
  • I MARCHI DELLE FABBRICHE DI POMODORO NELLA PROVINCIA
  • LE FABBRICHE DI CONSERVA DI POMODORO NELLA PROVINCIA
  • ITALIA

  • S. FIORA – PICCOLO MONDO – GRANDE MONDO
  • VELLEIA ROMANA… ricominciamo ….

    Il nostro blog ha pubblicato almeno 10 post ( articoli ) con argomento Velleia Romana.

    Per verificare basta inserire nel widget di ricerca ( sulla testata del blog) …velleia oppure velleia romana ovvero veleja e…. voilà!

    Perchè tanto ” accanimento “, direte voi, perchè sempre e tanta Veleja ( lo ribadiamo che questa è la denominazione che preferiamo….che saprà anche di dialettale…ma ci piace e basta!), perchè continuare a parlare delle povere vestigia di quello che fu un sito archeo-turistico?

    PERCHE’ VELEJA NON MERITA DI ESSERE RIDOTTA COSI’ !!!

    PERCHE’ SE UN SITO COME VELLEIA ROMANA  LO AVESSERO IN AMERICA CI ORGANIZZEREBBERO I ” PELLEGRINAGGI” !!!

    veleja antica capitale della valtolla

    Noi, invece, lasciamo andare in malora il più bel sito archeologico del nord Italia, uno dei più belli d’Italia!

    Ora però sembra che le cose possano cambiare.

    Qualche settimana fa (articolo del 26 gennaio 2010  dal titolo “VELLEIA ROMANA: arrivano i soldi!….Arrivano ?? ” ) avevamo dato notizia di un grande progetto archeo-turistico che la provincia aveva inoltrato alla Regione, che lo aveva recepito per finanziarlo…nel progetto ( che avevamo allegato all’articolo) erano anche indicati  i tempi di realizzazione che dovrebbero veder terminare presto i lavori….prima dell’estate 2010 (?).

    Nei giorni scorsi dal quotidiano ” la Cronaca ” apprendiamo attraverso un paio di articoli di Sabrina Terzoni che la questione si è parecchio evoluta…che c’è gran fermento attorno al comprensorio turistico Velleia Romana-riserva del piacenziano-aree limitrofe-.

    CI SIAMO?…….

    Quello che sembra certo è che il giovane sindaco di Lugagnano ci crede!

    Vedremo un nuovo antiquarium, nuove aule didattiche, nuove esposizioni, nuovi eventi….conosceremo un nuovo direttore…..

    Bravo Sindaco!!….anche noi ci crediamo!…….poi ricominceremo a scavare?

    VELLEIA ROMANA: arrivano i soldi!….Arrivano ??

    Da quasi 8 mesi sappiamo dell’esistenza di tale piano che allegheremo in riassunto, a fondo pagina,  ma non volevamo cullarci e cullarvi nelle illusioni per cui abbiamo atteso….

    Ora c’è una nuova amministrazione provinciale e comunale e ci siamo detti….vuoi vedere che è la volta buona?

    anfiteatro di veleja ? (clicca sulla foto per ingrandire)

    La notizia è di quelle buone..non sono grandi somme ma sicuramente utili!

    La Regione Emilia Romagna ha inserito nel proprio POR (Programma Operativo Regionale  2007-2013 del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale ) un vasto progetto che comprende il ” PROGETTO DI RECUPERO A FINI TURISTICI DI VELLEIA ROMANA (VELEJA) E COMPRENSORIO” ( sono previsti interventi a Vernasca, a Morfasso e Groppallo).

    La Provincia di Piacenza ha coordinato, raccolto e deliberato (G.P. n. 360/2008) le manifestazioni di interesse presentate da Comunità Montane e Comuni…. un analisi progettuale dove il  territorio viene visto non come un semplice elemento di efficienza localizzativa, ma come un fattore propulsivo dello sviluppo e del cambiamento attraverso la creazione di ambienti in grado di interagire con gli operatori economici e con la comunità locale  in una prospettiva di tipo turistico.

    Nel gruppo 1 prioritario ( prioritario!!!) sono inseriti : interventi in area montana contraddistinti da un alto grado di coerenza con la programmazione turistica provinciale: Comunità Montana Valli Nure e Arda – progetto Archeologia……ecc……ecc…..

    Quella che emerge, chiaramente, è che il Progetto Archeologia, della Comunità Montana Valli del Nure e Arda ……….ruota attorno a Velleia romana e gli altri siti archeologicigi della Val Nure e Val d’arda.

    Nella relazione progettuale, infatti,  si afferma che …….

    ” ….Velleia costituisce uno dei più significativi siti archeologici dell’Italia Settentrionale ed è l’unico esempio di città romana riportata alla luce ancora chiaramente leggibile nell’impianto urbano, nella distribuzione delle funzioni e nelle tracce dei principali spazi urbani ed edifici (foro, basilica, terme quartieri residenziali), presente in Emilia-Romagna….”……si continua  così ” .…Tutto ebbe inizio nel 1747 quando per caso venne ritrovata una tavola di bronzo iscritta posata su un basamento di marmo bianco anch’esso recante iscrizioni…..”

    SOLAMENTE PER VELLEIA E’ PREVISTO UN INTERVENTO DI 900.000 € PER RENDERE FRUIBILE L’AREA ( ACCOGLIENZA, STUDI, ESPOSIZIONI, ecc…..).

    NDR: per leggere l’allegato clicca sul titolo sottoriportato

    Piano provinciale estratto per valtolla’s blog

    VIAGGIO GASTRONOMICO in valtolla (1° del 2010)

    Ieri sera alle 8  eravamo a Costa di Rustigazzo, nel comune di Lugagnano, nella nostra unica e inimitabile valtolla (la valtolla del lato B del monte Moria: quella della Valchero…)

    Zona di tradizione montanara anche se ubicata in alta collina, vicina a Veleia (pochino lustri fa…Velleia Romana), Rustigazzo e le sue frazioni ci son sempre piaciute…sarà forse per Veleia? Sarà per il buon pane che continuano a produrre nel forno locale? Sarà per il premio della bontà… o perché qui le donne portano i pantaloni?

    Ma sia ben chiaro che qui le donne sono anche molto femminili (politicamente scorretto?)

    salumi da dorino

    Ieri sera siamo andati all’Antica Trattoria “Da Dorino”; storica osteria locale di lunga tradizione familiare iniziata con nonna Angiolina, recita il loro web.

    Il locale, al tempo, era frequentato per mangiare salume e bere buon vino.
    oggi Fausto, uno dei suoi quattro figli, e la  moglie Mariella portano avanti tutto.
    La pasta è interamente lavorata a mano, così come i dolci. Fiore all’occhiello sono i salumi artigianali prodotti da loro (ragazzi che bontà…che bontà!).
    Molto apprezzata è la carne di maiale, infatti, nel periodo di macellazione, si organizzano serate eccezionali più conosciute come “maialate”, in cui l’atmosfera non è solo gustosa ma anche tanto familiare.

    Appena entri in questa trattoria due sono le cose che ti colpiscono…( anzi tre ):

    tortelli da dorino

    1- un inebriante profumo di buon cibo;

    2-una visibile  pulizia e igiene dei locali;

    3- le donne del locale ( belle, gentili e professionali ).

    Ma il bello deve ancora venire!

    Siamo pur sempre in una delle trattorie più rinomate e amate della zona; e conosciuta ben oltre il territorio comunale di Lugagnano.

    Ci han fatti  (eravamo in 6) accomodare nella sala veranda e una delle cameriere, con una gentilezza raffinata ma simpatica e alla mano al tempo stesso, ci ha proposto degli antipasti  misti.

    Salumi misti tra i quali spiccava una coppa piacentina “da volar via “, una soppressata che era irresistibile e la boscaiola, una sorpresa da andare a gustare; e oltre al pane buono ci han portato un vassoio di “burtlëina” calda, poco salata, come deve  essere se accompagnata con i salumi (che per natura sono salati), sottile, leggermente croccante…veramente ottima.

    Vino per quest’occasione: Gutturnio 2007, rosso leggermente frizzante, di una nota cantina piacentina.

    antica trattoria da dorino

    Poi abbiamo ordinato i loro primi della “carta”: pisarei e fasö, tortelli di erbette e di zucca al burro che han portato in quantità sufficiente per 10 persone ( come avevano fatto con gli antipasti).

    “Desiderate un secondo?” giunti a questo punto abbiamo, a malincuore, rinunciato per passare ai dolci e alla frutta.

    Accanto a noi, in una saletta,  vi erano una quindicina di persone  per un anticipo di “maialata” (che normalmente si svolge il venerdì)….che sembravano più che soddisfatti della serata. Pare si siano “accontentati” di mangiare una frittura di fegato, roba da leccarsi le dita per una settimana.

    Un locale per buongustai, per gente che ama il cibo, quello buono.

    Ma  anche un locale per palati meno golosi e più formali perché qui non si scherza: i clienti sono trattati veramente bene!

    Il prezzo normalissimo.

    Una trattoria di campagna a venti minuti da Castell’Arquato, mezzora da Fiorenzuola, tre quarti d’ora da Piacenza ( passando per  Carpaneto).

    Grande valtolla!!

    I VELEIATES E LA VALTOLLA : rincorrendo notizie sulle origini (1)

    Tragico destino della valtolla: l’antica, grande e gloriosa città di Veleja sepolta da frane e oblio; il grande complesso monastico, dove sorge l’attuale Rabbini,   centro nevralgico della valtolla alto medioevale sparito… (smontato mattone per mattone, sasso per sasso, sepolto….?).

    Rincorrendo le origini sono le prime considerazioni che ci sono venute spontanee!…Ma qualche notizia in più l’abbiamo scovata e ne diamo qualche cenno (¹).

    …Veleja, fondata dai ligures veleiates, estendeva il proprio dominio su di una vastissima area collinare – montana che comprende parti delle attuali provincie di Piacenza, Parma, Pavia e Alessandria…forse Lucca per una superficie totale stimata in 1200 km ² ( oggi Parma e Piacenza si estendono per circa 6000 km²).

    Vi era quindi un territorio molto vasto e importante, collinare e montano,  che gravitava attorno alla città di Veleja.

    Territorio costellato da piccoli borghi rurali, con vasti altipiani destinati a coltivazione e pascolo che comprendeva tratti dei fiumi Trebbia, Taro, Arda, Nure…..

    Nella sola città vi abitavano circa 1000 persone e ben 20.000 nel vasto contado montano  e collinare.

    Al tempo la classica città si attestava attorno a 700/800  abitanti con le eccezioni delle allora metropoli, come Milano, che contavano anche  20/25.000 abitanti ( nella cisalpinia si stimava abitassero circa 1.500.000 persone).

    L’ oppidum ligure Veleiates ( il municipio per i romani) sorgeva a circa 50 km da Piacenza e a 20 km circa da Castell’ Arquato.

    Veleja, società collinare-montana, si trovava a ridosso dei monti Rovinasso e Moria a circa 450 mt. s.l.m. e iniziò il suo processo di assimilazione (contaminazione  passiva) delle civiltà che le stavano accanto (latini ed estruschi in primis) dopo l’anno 200 prima di Cristo per essere ” assimilata ” politicamente e civilmente ai romani verso il 90 prima di Cristo……assimilata pur già conquistata!

    DI FATTO VELEJA DIVENNE UN CENTRO DI RACCORDO TRA LA PIANURA PADANA E LA LUNIGIANA…..UN RUOLO DI CERNIERA….LUNGO L’ IMPORTANTE VIA CHE PARTIVA DALLA PIANURA PIACENTINA, RAGGIUNGEVA LA STESSA CITTA’ DI VELEJA E PROSEGUIVA FINO A LUNI PASSANDO PER IL PELIZZONE (?).

    (continua ………)

    (¹): nicola criniti  per le edizioni mup di parma

    I LIGURES ABITAVANO IN VALTOLLA

    Parlare dei liguri antichi abitatori della valtolla è sempre molto difficile poichè, prima di tutto, non hanno lasciato, praticamente, quasi nulla di scritto….qualche manufatto, statua, monili …ma sempre poco.…Gli storici romani ne parlarono ma li dipinsero come dei perdenti, dei rudi, dei “barbari”…..Quello che scriveremo, quindi, lo abbiamo trovato in rete ma consideratelo un pò romanzato.

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    Prima della colonizzazione romana, i liguri abitatori delle nostre aree appenniniche, erano popolazioni che vivevano di fatica.
    Vi sono scritti degli storici del tempo romano che hanno trovato conferme in successivi ritrovamenti archeologici.

    In queste zone…sul crinale dell’ Appennino, secondo tali fonti, vivevano di caccia, di pastorizia e di pratiche agricole.
    Usavano manufatti litici ed ossei, lavorati con notevole abilità e stupende asce in pietra, levigatissime, affilate, molto robuste utilizzate per abbbattere i grandi faggi della nostra zona..

    L’antico ligure era asciutto di fisico ma molto astuto e viveva relegato nella sua montagna in una zona vasta, molto vasta che comprendeva anche la nostra valtolla.

    Erano più piccoli e scarni rispetto al gallo-celti e, con questi, ebbero diversi momenti di forte attrito in seguito alla migrazione di alcune popolazioni celtiche dalla vicina Francia proprio nelle zone prossime ai liguri.

    Alla fine nel nord Italia riuscirono a convivere tanto i celti quanto i liguri……a convivere e niente più.

    Secondo gli storici romani i liguri, rozzi abitatori della montagna, in realtà non si mescolarono con nessuno e ” tollerarono ” i cugini  celti.

    Noi non abbiamo nulla per dimostrare che non erano rozzi abitatori della montagna ma sappiamo che qui vissero per migliaia di anni realizzando città come veleja, sistemi di difesa del territorio e manufatti vari.

    Semmai erano fieri, pur conducendo una vita di tribolazioni dovute anche ai luohi ove si erano insediati nella fase preromana…ma per scelta e necessità e qui restarono poichè fortemente gelosi della loro libertà.

    Gli storici romani parlano diffusamente di una una stirpe, oltre che rozza, anche fiera e indomita che passava la vita tra le foreste, in lotta perenne contro gli elementi e le belve.

    Certamente i Liguri non erano conquistatori di terre e uomini, amavano vivere in sedi fisse dove c’era acqua, coltivando lino e orzo….le tribù liguri vivevano isolate le une dalle altre, come dei “Famigli” autonomi retti da un capo ma…..amavano molto anche la vita sociale e tenevano spesso conciliabula in apposite piazze e in campi di riunione come a Lugagnano.

    La proprietà privata non  era in vigore e nei nuclei familiari esisteva una tendenza al matriarcato, anche se i figli erano riconosciuti dai padri.

    UN FAMIGLIO LIGURESIn caso di grave pericolo i vari famigli si associavano per combattere, ma, finita l’ emergenza, riprendevano la loro vita indipendente.

    Veneravano le vette delle montagne, le piante e, soprattutto, le sorgenti e i loro dei erano in relazione con questi elementi.

    Il culto delle vette era spesso associato a quello dei venti e diverse iscrizioni ricordano la venerazione per il faggio, alto e forte, in grado di sopravvivere a chi lo ha piantato.

    Il legame con la propria terra, quello che spingerà intere tribù a suicidarsi, piuttosto che affrontare la deportazione ad opera dei Romani, appare chiaramente connesso all’ adorazione per gli elementi che di quella terra- madre fanno parte.

    La descrizione della caratteristica ligure viene dai vincitori, coloro che hanno avuto la sorte favorevole, coloro che erano più organizzati socialmente.
    ” Ligures, abituati alla fatica! E dal momento che la terra è coperta di alberi, alcuni di costoro per l’ intera giornata, abbattono gli alberi, forniti di scuri affilati e pesanti, altri, avendo avuto l’ incarico di lavorare la terra, non fanno altro che estrarre pietre… A causa del continuo lavoro fisico e della scarsezza di cibo, si mantengono nel corpo forti e vigorosi….In queste fatiche hanno le donne come aiuto.

    Ca’ Dadomo, Settesorelle derivano forse dal fatto che nel famiglio una grande importanza era riservata alle donne?

    Liguri ( dice lo storico Livio): con capigliatura lunga e irsuta, resistenti alla fatica, agili e velocità nella corsa…… e Cicerone narra di uomini attivi, forti e intrepidi e del medesimo avviso è Virgilio.

    LA VERITA’ STA SCRITTA NELLE PIETRE!

    Quante volte girando per boschi, nei posti più fuori mano ci siamo imbattuti in strani sassi che ci sembrava raffigurasero volti, animali, utensili, puntali.

    L’esperto, sicuramente, avrebbe capito se si trattava di fantasie o di vere scoperte, veri ritrovamenti risorti, chissà come dal bosco, dal folto di un roveto.

    Quello che sappiamo è che prima di noi, prima della romanizzazione (che è stato un processo lungo, durato qualche secolo), in antichità, qui vivevano i Liguri, popolo di incerte provenienze, popolo composto da tante tribù diffuse in gran parte dell’ Italia nord occidentale costretti a ritirarsi ” in queste ed altre zone impervie ” per sfuggire alle prepotenze dei Celti del Nord e della vicina Francia (tra il VI e il V secolo a.C.).

    Liguri anche molto schivi, indomiti spiriti liberi che non vollero, più di tanto, convivere con i celti Galli Boi.

    Liguri descritti (dai romani vincitori!) come rozzi pastori, agricoltori e guerrieri.

    Ma noi sappiamo che non era così, sappiamo che non erano più rozzi di altre “nazioni “, sappiamo che avevano fondato Veleja, che a Lugagnano si radunavano con i loro sacerdoti (i sacerdoti erano molto rispettati) in una grande radura sacra per celebrare i loro riti…pregare i loro dei …..scambiarsi doni e amuleti (reliquie).

    A Veleja è stata ritrovata una statua di uno dei loro dei: il GIOVE ligure ma sappiamo anche che, in generale, condividevano con altre popolazioni celte parecchie divinità tra cui, forse, il dio LUG (ci sarà un nesso con Lug..agnano?) oltre al dio PEN.

    Sappiamo che, probabilmente, in tutta la zona vi erano anche eremiti che vivevano in caverne, in prossimità di grandi querce, di faggi, delle sommità,….ma di gran fonti non ve ne sono e quindi sono solamente supposizioni…e, in questo caso, nostre fantasie (?).

    Come tutti i popoli antichi anche i liguri raffiguravano le loro divinità modellando pietre con pochi segni tanto da farne l’oggetto dei loro riti religiosi…..pietre e sassi anche di poco conto che potevano avere ” sembianze ” che li suggestionassero divenivano, con pochi altri tratti scolpiti, delle “reliquie” legate anche a misteriosissime usanze propagandate da Strie e Strion (sacerdoti dissidenti?).

    A noi piace pensare che nelle radure ora sepolte dalla vegetazione e dalle frane vi siano tracce del loro misterioso passato …perchè la verità, divevano i loro sacerdoti, sta scritta nelle pietre.

    Non dimentichiamo che i liguri ci hanno lasciato ” tracce ” che neppure l’evangelizzazione, in queste zone iniziata vel 500 circa d.C., ha cancellato del tutto……..La stria e i strion sono sopravvissuti a tutto!

    La valtolla offre anche questa possibilità di scoperta….la valtolla è cultura, mistero, tradizione! la valtolla è turismo!

    Noi continueremo a batterci perchè si realizzi il progetto turistico della valtolla.

    GUERRIERO LIGURE

    VELEJA ANCORA VELEJA

    Già Veleja!

    Abbiamo voluto ” scomodare ” un illustre visitatore per scrivere il nostro post su Veleja.

    Il famoso architetto razionalista Giovanni Antolini (1753-1841) visitò le rovine di Veleia e ne tracciò una situazione, già allora, imbarazzante….

    ” ognuno che si rechi a veleia, andandovi o da una parte o dall’altra, giunto che sia al luogo superiore alla chiesa, se mosso non fu dall’amore per le antichità, o se mente e occhi non ha di consumato artista o di sapiente archeologo, ma spinto solo da curiosità, poco o niuna sorpresa gli fanno quelle rovine: e se la speranza non lo mantiene, diviene impaziente……”

    Già circa 200 anni orsono, illustri personaggi,  si chiedevano dopo aver ammirato le scoperte che potevano venirci a fare dei normali visitatori a Veleja.

    Dissero che sarebbero stati disorientati nel vedere solo delle vestigia di fondazioni di case  e poco più, criticarono esplicitamente la qualità degli scavi e quindi coloro che li avevano compiuti.

    Allora raggiungere il sito archeologico non era neppure tanto agevole e arrivando sul posto….constatando che il tutto era ridotto a fondazioni, qualche raro manufatto e poco più, dovettero essere abbastanza indispettiti.

    Ovviamente si resero conto (stiamo parlando di illustri intellettuali)  che si trattava di una ” scoperta” davvero di alto profilo archeologico/storico e culturale.

    La visita di Antolini si effettua pochi decenni dopo dalla scoperta del sito, avvenuta nel 1747, e già di parlava di furti, sparizioni, scavi eseguiti in maniera inaccettabile….si disse che era sparito di tutto…statue, colonne, capitelli, oggetti, monili, ecc.….in poche parole era sparito tutto ciò che poteva giustificare il viaggio di un ” curioso” che altro non è che un turista.

    Ora vi sono maggiori comodità e il nostro sito vale, a prescindere, una visita poiché le vestigia sono molto interessanti e il piccolo..purtoppo troppo piccolo, antiquarium vale la gita…credeteci!

    Ne abbiamo già parlato in questo blog…in articoli vari sul turismo in valtolla e in valdarda.

    segnaletica interna al sito: quasi nulla ……..quasi nulla è un eufemismo…sarebbe meglio dire nulla!

    Senza una precisa segnaletica descrittiva ( tipo percorso guidato) e documentata si va a casaccio e alla fine non si capisce nulla di ciò che si sta visitando.

    Quando abbiamo visitato l’Antiquarium (nel primo autunno) con noi sono entrati due giovani ragazzi ….ammirati i reperti, con molta enfasi positiva, ne sono usciti dopo circa 20 minuti.

    Li abbiamo incontrati nelle vestigia delle terme e abbiamo distintamente capito che non stavano capendo nulla di ciò che stava li.

    Il ragazzo spazientito, erano le 11,30, aveva fretta di ricercare un luogo dove mangiare ( gli suggerimmo da Dorino…pensiamo di aver fatto bene).

    L’antiquarium, di fatto, è un piccolissimo museo.…piccolissimo rispetto ai tanti reperti rinvenuti e chissà in quale scantinato di soprintendenza relegati. Quanti reperti potrebbero essere mostrati! Quanti potrebbero ritornare a Veleja!

    Senza l’ampliamento di questa struttura non vi sono molte speranze! …un sogno? ….un sogno poter ammirare qui la tabula alimentaria?

    Il sito chiaramente dovrebbe essere oggetto di una nuova e importante campagna di scavi e di una riscoperta generale per poter legittimamente diventare un vero polo di attrazione turistica nel quale effettuare (anche) eventi di carattere culturale, artistico ed espositivo.

    Son passati circa duecento anni, dalla visita dell’architetto Giovanni Antolini ma lasituazione com’è?

    Parafrasando le sue riflessioni scritte potremmo dire……” e che mai sono, e quale meraviglia possono suscitare quegli informi e disordinati rimasugli ad eccezione della piazza dove erano i templi sacri…se non ci vengono mostrate come potevano essere antichi palazzi, come potevano vivere in tale città gli antichi veleiati e poi a romani?..”

    Sappiamo che la questione sta a cuore a molti, a molti anche ricoprenti cariche pubbliche.

    Per chi volesse approfondire, nel bel libro “passeggiate archeologiche piacentine” del 2004( edizioni diabasis-belvedere guide) si ritrova ampia documentazione relativa agli scritti di Antolini che sono qui citati.

    TURISMO E BUFALE

    IPHONE ALBUM VALTOLLA IMG_0981
    BIANCO & NERO...O COLORI?

    Articolo scritto per la federazione dei blog   valtolla/ comunitas.

    Il testo intero lo trovate sul blog valdarda comunitas  blog; URL:http://comunitas.wordpress.com

    Da tanto tempo andiamo dicendo che il turismo in un solo paese non  “ porta a casa “ nulla.

    Stamani apprendiamo da fonti ufficiose che i due comuni di Castell’Arquato e Lugagnano val d’Arda starebbero pensando di collaborare proprio su tali tematiche.

    La notizia, per sé, è di quelle epocali per la vallata……talmente tanto che ci sembra  una “ bufala”.

    Le potenzialità inespresse dei due comuni sono talmente evidenti che questa notizia potrebbe essere il motivo conduttore per aprire un dibattito sulla reale portata di una simile opportunità per l’intera vallata.

    Innanzitutto una domanda: perché non allargare la questione a Vernasca e Morfasso? Comuni viciniori e con grandi potenzialità, a loro volta, inespresse?

    Ora limitiamoci ai nuovi ipotetici alleati arquatesi e lugagnanesi.

    L’agenda del lavori potrebbe essere la seguente:

    1. 1- la gestione della riserva geologica del piacenziano e la relativa definizione della querelle sul delfino milionario;
    2. 2- un programma di valorizzazione della vitivinicoltura e la gastronomia locale a fini turistici;
    3. 3- un programma per il collegamento dei due siti eccellenti di Veleja e Castell’Arquato.

    Abbiamo volutamente limitato i punti a tre per evitare di scrivere un trattato ( anche se il tema lo meriterebbe).

    continua …..sul sito ” valdarda comunitas blog ”  …..