CALAMITA’ MONTANA….

Il territorio montano e collinare che, per la nostra provincia, rappresenta circa due terzi dell’intero suo territorio ( circa il 70%) sta ricevendo il  colpo di grazia più micidiale che si potesse immaginare!

Leggevamo del povero anziano montanaro isolato di Artana (conosciamo bene la zona) che rintanato in caso, con le sue scorte, attende il ” disgelo”….leggevamo delle problematiche eccezionali che deve affrontare la coriacea sindachessa di Zerba ( valboreca) che sta lottando con frane, smottamenti e isolamento con una fierezza …che ci commuove! clicca sulla foto per ingrandire

Sappiamo delle problematiche dei comuni dell’alta valtrebbia che resiste con i suoi Sindaci in prima fila ( iniziando dal bravo Castelli)…

Sappiamo delle difficoltà dei comuni montani e di alcuni comuni collinari (per tutti Gropparello e Castell’Arquato alle prese con frane e pericolosi smottamenti)..

Sappiamo tutto delle disastrose frane di Morfasso e Vernasca……e ci scusiamo per non poter citare tutti.

I danni del disastro idrogeologico, accertato, ammonterebbero a circa 70 milioni di euro (riporta oggi il nostro quotidiano libertà) e per la prima emergenza ne potrebbero arrivare almeno 8.

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Si parla di commissari delegati del governo, si proprio ” commissari delegati ”  che nella prossima primavera  verranno per quantificare i danni e predisporre i piani di intervento……tempi lunghi….tempi lunghi!

Allora sorgono spontanee alcune domande.

1- Cosa vengono a quantificare quando si tratta di danni già segnalati e strasegnalati dalla scorsa primavera?…segnalati alla Regione, alla protezione civile, al governo…..

2-Non si fidano delle stime dei danni? Non si fidano che i danni ammontino a 70 milioni? Non si fidano dei Sindaci?  …..ma tanto più di 8 milioni non daranno e quindi perché prolungare delle agonie ben visibili?

Torniamo alla cronaca: una delegazione di parlamentari, sindaci e amministratori locali ” marceranno su Roma ” per chiedere rapidamente i finanziamenti per le cure e, auspichiamo, per prevenire e non solamente per curare!

Se si cura senza, contestualmente, mettere in atto pratiche preventive non si andrà molto lontano.

Noi siamo controcorrente e non crediamo a prevenzioni unidirezionali: ruspe e gabbionature sono cure ma non prevenzioni…o meglio lo sono solamente in parte.

Noi siamo perché si scommetta sulla presenza umana…sui giovani….sul presidio di un territorio  che quando lo era (presidiato) “franava molto meno “; noi siamo per ” pagare socialmente ” chi accetta di fare questi servizi.

Ma non è finita qui! L’inverno è ancora lungo…..e poi dovremo  anche  valutare il disgelo………..

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