Non tocca a noi, non tocca alle valli piacentine, non tocca mai alla valtolla!

clicca per ingrandire (valtolla photo)

Résumé /estratto: nelle valli piacentine, che hanno avuto molta parte della storia di Piacenza, siamo ancora in attesa di un progetto unitario che permetta un vero sviluppo. Non vogliamo altre rapine alle nostre risorse naturali, vogliamo recuperare le nostre risorse agrarie ( case, paesaggi, prodotti tipici…). Ma per ora non è il nostro turno, non è il turno della valtolla!

Extract of a post: in the valleys of Piacenza, who had much of the history of Piacenza, we are still waiting for a single project that allows for true development. We do not want other robberies to our natural resources, we want to recover our agricultural resources (houses, landscapes, typical products …). But for now it’s our turn, it is the turn of valtolla! ( traduttore automatico google)

Non tocca a noi…l’articolo.

Cosa è cambiato in 40 anni nelle valli piacentine? Cosa è cambiato nella… val d’Arda, cosa nella valtolla?

Molte cose, moltissime!

Siamo più soli, le campagne in generale sono più sole. Siamo in molti meno, nel 1970 si emigrava ancora!

Le parrocchie sono desolatamente vuote, sono restate poche le osterie attive nei paesi delle valli piacentine, i servizi ridotti all’osso.

Un prete, dice la sua messa alla Domenica, poi “scappa” a……per celebrarne una seconda e poi una terza……che ritmo!

Le donne anziane, fedeli alla linea, si lamentano che possono parlare poco con il prete…ma sanno che non è colpa sua.

Si lamentano per esercizio! I loro uomini idem.

Dopo la messa (o prima) era bello andare a chiacchierare nell’osteria, un innocente ritrovo davanti ad una bottiglia di vino e un mazzo di carte da briscola.

Ora, quando nel paese c’è, ci vanno anche le donne a bere un aperitivo, un cappuccino, un thè (no, il vino no!…piuttosto una sigaretta) e a far due chiacchiere tra amiche.

Questa grossolana e superficiale analisi serve per introdurre una breve riflessione: quando toccherà a noi parlare di sviluppo?

Quando toccherà a noi non doverci più lamentare perché manca l’osteria, la messa, la farmacia, la scuola, il negozio, la posta….la strada percorribile…..i servizi internet decenti….servizi solo decenti ?

Qualcuno ci diceva che i montanari sono diffidenti, chiusi…. noi rispondiamo ” ma perché fino ad ora che interesse hanno suscitato per potersi aprire” ?

Quando si pensa di ” sperimentare ” una qualche diavoleria, chissà perché, si vorrebbe farlo sempre in collina o in montagna….le montagne cavia e basta!

C’è da trovare il modo di produrre “energia alternativa” è allora si pensa alla montagna per vedere se è possibile distruggere un po’ di boschi, di corsi d’acqua, di panorami…..(non veniteci a dire che un parco di pale eoliche, alte decine e decine di metri, sono un gran bel vedere…..perché se la pensate così fatele in pianura …..dove c’è maggiore uso e spreco dell’energia elettrica). Non siamo contrari alle energie alternative ma niente imbrogli, niente cattedrali…ci vanno bene piccoli impianti fotovoltaici, ci vanno bene ancor più se piazzati sui tetti degli edifici pubblici o privati……forse qualche pala eolica ma niente parchi eolici in montagna non facciamo altre “cavolate” !!!

Sull’uso delle nostre risorse naturali (di cui abbiamo parlato in precedenti post) ci limitiamo a dire che la nostra parte l’abbiamo già ampiamente fatta…il tributo di fonti energetiche è stato enorme: acqua per bere, irrigare, produrre energia elettrica, legname per lavori edili, industriali, energetici……Abbiamo dighe, invasi, centrali idroelettriche…..ecc…..abbiamo cavatori (..e che cavatori!), ” perforatori” per la ricerca dell’oro nero…..ma adesso basta!

Queste realizzazioni non portano ( Noi non ricordiamo!) nessun sviluppo reale, nessun ritorno reale….di reale solo risorse che se ne vanno, qualche posto di lavoro precario e tante ferite permanenti e gravi al territorio.

Nella storia di Piacenza siamo ultimi da una vita ma… abbiamo pazienza! Stiamo prendendo coscienza che la vera risorsa è la nostra valle incontaminata ( con poche e dolorose eccezioni), come tutte le valli piacentine, la val d’arda/valtolla, la nostra grande comunitas di gente, boschi e pascoli.

Recuperare il nostro meraviglioso patrimonio rurale significa non sprecare altro territorio, fare una grande operazione culturale, favorire il permanere di gente…..mantenere viva la comunità.

Mantenere attività agrarie, forestali, naturali, artigianali e commerciali significa mantenere presidio. Presidio uguale meno guai al territorio!

Allora le poche attività presenti vanno sostenute, aiutate, lasciate decollare…..

Non possiamo solamente ” litigare ” con il mondo affinché ci vengano assegnati i giusti finanziamenti per riparare le frane, le gravi ferite del nostro territorio….vorremmo poter usare quei finanziamenti per il nostro sviluppo ma quando mai si potrà…..

Sapete quanti, intanto che attendono che succeda il ” miracolo”, nel loro un piccolo, un  contributo lo danno? Piccolo ma significativo: i pensionati, le pro-loco e i volontari in genere…in montagna c’è ancora voglia di ” viverci”.

Aggiustare una fontana, un sentiero, il sagrato della chiesa, le panchine della passeggiata, l’ altalena del parco giochi, tenere belli i nostri paesi non è solamente compito degli altri, del “comune” perché il comune siamo noi…..e senza abbassare la guardia!

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