Strada castellana: una pericolosa camionale o una strada per tutti?

2015-08-26-baroni-5456UN BORDELLO DI CAMION..

Se diamo retta ai rilievi del traffico registrati pochi giorni fa e pubblicati sul passaggio dei mezzi pesanti, comprese le corriere, a Castell’Arquato c’è da preoccuparsi e anche parecchio*. Ma non è delle corriere che ci si preoccupa, anzi…
Martedì 26 aprile 2016 tra le ore 4,30 e le 20 ci son stati 880 passaggi di cui 632 per la cementeria e 42 autobus. Media oraria: 60,7 ovvero un mezzo pesante al minuto.

Venerdì 29 aprile 2016  stessa fascia oraria: 819 passaggi di cui 609 per la cementeria e 55 autobus. Media oraria: 56,5 ovvero quasi un mezzo pesante ogni minuto.

Lunedì 2 maggio 2016 stessa fascia oraria: 684 passaggi di cui 454 per cementeria e 37 autobus. Media oraria 47,2 ovvero un mezzo pesante ogni minuto e mezzo circa.

In media più di 600 mezzi pesanti al giorno…

Se la Regione autorizzerà carbonext provate a indovinare quanto traffico in più ci sarà nella nostra vallata, senza contare l’effetto “altoforno” dello stabilimento e tutto il resto per le produzioni agricole, l’aria e l’acqua…

Ma quando sapremo la decisione di lor signori? Sicuramente appena passate le elezioni…perchè la pillola amara viene sempre fatta ingoiare dopo le promesse, le buone intenzioni e cose del genere…

Provate anche a immaginare quale potrebbe essere il livello di sicurezza stradale, di inquinamento da polveri fini e finissime per i nostri polmoni già stressati dal fatto che viviamo nella zona più inquinata d’Europa: la pianura padana. 

IO CREDO INVECE CHE…

-nella nostra vallata serva sostenere la viticoltura e l’agricoltura di qualità e non il traffico “dei rifiuti”.

-nella nostra valle serva sostenere il turismo a 360 gradi e non un cementificio.

-nella nostra valle si possa creare lavoro pulito e non bruciare rifiuti e cose del genere generando un traffico infernale…

Io credo nella nostra bella valle!

MA NOI SAPEVAMO…

Non ce ne vogliano gli amici che han fatto o commissionato questa rilevazione ma noi lo sapevamo già da tempo che circolano troppi mezzi pesanti dal momento che si è attivata l’industria cementizia. 

Sapevamo che questo tipo di industrie pesanti, come han rilevato in tante altre parti del mondo,  comporta traffico pesante, aumento delle polveri fini e di un sacco di altri “accidenti” che fanno del male agli esseri viventi…al genere umano, al mondo vegetale e al nostro ambiente di vita. 

Nessun dato tecnico, nessuna garanzia (garanzia data da chi?) può andar bene per giustificare una cementeria in una piccola e stretta valle come la nostra. 

Non serve accanirci con altri dati tecnici, altre ricerche, non serve cercare di dimostrare che carbonext e le industrie insalubri di primo grado non vanno bene per la Valdarda, serve solo ribadire un bel no politico e basta!!! Non serve altro per ribadire che dobbiamo liberare dal traffico pesante la strada Castellana è quella Salsediana e altre ancora da e per la cementeria. 

Sono altrettanto realista nel considerare che i partiti di governo regionale e i consiglieri regionali piacentini (sic!) non mi sembrano veramente contrari a questo stato di cose; sono realista se temo si stia lavorando per farci “dimenticare” questa situazione e farci trovare “la sorpresa”  inceneritore in Valdarda camuffato da…

Quindi meglio non farci  troppe illusioni.

Per me non servono altri dati tecnici, serve piuttosto un ragionamento politico: “in Valdarda per nessuna ragione possiamo accettare questo stato di cose, le potranno imporre ma noi dobbiamo sempre dire no!”. Io non ci capisco nulla di tecnica ma so che qualcuno ben pagato potrebbe sempre cercare di far cadere i dati tecnici dei comitati del No, degli oppositori, e allora non mi metto più su questo terreno. Io dico No grazie, non voglio il  carbonext perché non voglio la cementeria…punto e basta!  E non la voglio la cementeria perché è già stata ammortizzata e ora, come si fa con le auto vecchie, si “rottama”.

Valdarda e Valtolla non sono industria insalubre, sono la meraviglia del paesaggio agrario, degli ambienti piacenziani, del medioevo…sono il bello che ci dobbiamo conservare e tenercelo ben stretto.

Pretendiamo che il nostro ambiente non venga ancora deturpato perché abbiamo già dato abbastanza! Negli anni ’20 le più belle foreste millenarie dell’alta Valdarda per costruire traversine ferroviarie, negli anni ’30 una bella diga con riserva d’acqua per l’intera valle e manodopera per le industrie di mezzo mondo…

Io difendo i paesi della Valdarda e della Valtolla, la mia terra! La difendo dal degrado e dal brutto. 

*Dati ripresi da una pubblicazione delle associazioni Basta nocivita in Valdarda, Aria pulita in Valdarda e Legambiente.

Editoriale di Sergio E. Valtolla©

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