Vagando per gli Appennini tra Valdarda e dintorni…(1a.tappa)

2016-06-03-groppoducale-e-chiesa-groppallo-0803TRA TRA LA PENNA E GROPPODUCALE
Vagando per la provincia piacentina fin nel cuore dell’Appennino più alto della Valdarda, sconfinando a volte nella Valnure e nella Valceno non è raro arrivare in luoghi che sono custodi di un fascino particolare, che provocano emozioni, luoghi del cuore e della memoria. Continua a leggere “Vagando per gli Appennini tra Valdarda e dintorni…(1a.tappa)”

Ciao a tutti, sono il rio san Carlo di Bettola, ovvero come mi hanno deviato il corso…

bettola 2015di Marco del lest

RIO SAN CARLO DI BETTOLA considerazioni sulla umana superficialità….

Ciao a tutti!

Sono il Rio San Carlo, un piccolo anzi minuscolo torrentello e scorro su quelle terre che vuoi chiamate comune di Bettola, ma io con questi nomi recentissimi non ho ancora confidenza, dovete capirmi, mi sembra ieri quando ero un robusto torrente glaciale..

Nonostante le mie ridotte dimensioni ho il vanto di avere due nomi, Il primo toponimo locale è il già citato Rio San Carlo, il secondo è Rio Pozzuolo. Le mie sorgenti si trovano sulle pendici NO del monte Solio, a valle del gruppetto di case di Prato Maiano.

Scorrendo a valle raccolgo le acque di un altro torrentello, il rio dei pozzoli (la fantasia si spreca…) e poco più in basso accolgo un altro rio, tanto piccolo da non meritare neppure un nome sulle carte topografiche.

Nella mia naturale corsa a valle...(clicca qui per leggere l’intera storia)

La buona pizza celebrando la Vallongina…

2015-08-26-baroni-5470Appunti di viaggio di sergio efosi e fausto ferrari

Mentre il nostro tour eno-gastronomico nostrano in valtolla e dintorni, luogo dopo luogo genera il nostro racconto, si risvegliano le memorie.

E qui in Vallongina la memoria si eccita di più, eccita il pensiero della nostra gioventù (nota di sergio: quello di Fausto, il mio compagno di scorribande enogastronomiche), della trascorsa spensierata “freschezza” che con le colline viticole, i calanchi e l’acqua del torrente Ongina è come un narcotico per la mente. Un fluido eccitante  che scorre a valle, attraversa la pianura e poi si unisce al grande fiume.

Guidare da queste parti è come scivolare senza una ritmica precisa dove occorre solo qualche correzione del volante e un po’ d’attenzione …perché la Via che percorriamo e il pensiero sono più forti di noi.

Che lo prendiamo da valle o dal monte lo Stradone, che corre parallelo all’Ongina, non ci tradisce mai e ci lascia ammirare Bacedasco, terra del vino, fino a ben oltre i calanchi della Ciocca, della Riserva del Piacenziano, quasi fino a Vernasca passando per il “botteghino”, fino a superare gli alti colli prima di addentrarsi nell’Appennino Emiliano-Ligure.

Ma anche in senso contrario dopo aver attraversato la Via Emilia verso nord, lasciato lo Stradone e seguendo altre Vie, la Vallongina non tradisce le nostre aspettative. Ci conduce attraverso le terre percorse da san Bernardo di Chiaravalle, quello della Colomba e dei Cistercensi, spingendoci nel triangolo più geniale delle due confinanti province di Piacenza e di Parma, antiche terre ducali.2015-08-26-baroni-5456

Il triangolo del genio musicale, letterario e gastronomico per eccellenza, o meglio per le eccellenze che ci riserva.

Qui, tra Sant’Agata, Busseto e Roncole, visse e operò il “maestro”, quel Giuseppe Verdi mondiale che nato parmense, visse piacentino; e in questa “bassa” nebbiosa e umida, ma molto laboriosa, sorsero e si svilupparono dai tempi antichi, a dispetto della geografia moderna, un po’ sulla riva destra e un po’ su quella sinistra del torrente, il famoso formaggio grana e il Culatello, e quel genio di Guareschi scrisse i suoi capolavori letterari tra umori neorealistici, sapori della terra e passione civile.2015-08-26-baroni-5460

Ma è la nostra Santa che protegge tutto, quella Franca che per vocazione popolare dalla natia Vitalta, a due passi da Vernasca in Valtolla e dalle sorgenti dell’Ongina, raggiunse la sponda emiliana del grande fiume padano proprio dove il torrente si unisce con l’Arda e con il Po. A Santa Franca di Vidalenzo una bella chiesa e un grande bosco ricordano il suo lungo “cammino di pellegrina”, ambasciatrice del pensiero Divino e orgoglio di queste terre.

In Vallongina però questa serata di mezz’estate la trascorreremo, tra gli esaltanti colori del tramonto e dell’annottare valligiano, sul colle a Villa Baroni, proprio di fronte a Vernasca, alla pizzeria-ristorante da Rita e Maurizio, con forno a legna.

Il locale è condotto da Graziano, produttore in proprio anche di grani e vini, e di altro che ci piace tanto.

Ci aspettano amici buongustai che con noi vorrebbero apprezzare la pizza fatta con quei grani speciali che l’oste Graziano semina direttamente qui attorno, tra una riva, un vigneto e il falso piano di queste antiche contrade della Valtolla. E noi la pizza la preferiamo sottile e un po’ croccante, con pomodori, mozzarella di bufala campana, quella Dop, e basilico fresco ma anche bianca o con il prosciutto crudo e l’immancabile origano nostrano.

E così, oltre alla pizza, scopriamo queste “vetuste” varietà di grano tenero la cui farina, macinata a “preda”, è particolarmente adatta alla panificazione tradizionale con fermentazione acida. Scopriamo che il vecchio San Pastore come il Mentana, il San Giacomo e il Gentilrosso, abbandonati ovunque perché facili all’allettamento e/o poco produttivi e sensibili alla avversità climatiche, poveri ma non privi di glutine, altamente digeribili, qui rivivono antichi fasti e vengono appositamente selezionati e poi macinati per far parte della farina base per la pizza di Villa Baroni che in Vallongina-Valtolla è la più speciale; e gustata con del buon vino locale a fermentazione naturale ci soddisfa parecchio. Un vino, a scelta bianco o rosso, dai sapori inusuali non certo convenzionali, che ricorda quelli dei contadini del tempo che può  piacere o non, conquistare o essere rigettato ma sulla cui genuinità c’è da scommettere.

E poi c’è la torta secca casalinga con il Vin Santo…un abbinamento da favola.

Il conto, più che onesto, non si paga prima di aver celebrato la digestione con una “visciola” fatta in casa con quel gusto che forse abbiam dimenticato ma che ritroviamo con piacere ai Baroni nella cara valle dell’Ongina.2015-08-26-baroni-5465

Piacenza expo: nessun turista da queste parti!

Foto 15-07-12 19 39 38Nei giorni scorsi il quotidiano libertà pubblicava un lungo articolo di P.Soffientini dal titolo “Turismo solo andata per expo” dove venivano riportate le ammissioni di parziale fallimento  del progetto che prevedeva di portare un buon numero di turisti expo nella nostra provincia. Il referente del club di prodotto”terre francigene piacentine“, la speciale associazione di scopo fondata da confcommercio, coldiretti, confartigianato piacentini e altri soci  che gestisce i flussi da e per l’expo di Milano ammette che qualcosa non va. Continua a leggere “Piacenza expo: nessun turista da queste parti!”

Montagna: si è costituito un organismo professionale che…

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foto dal sito web dell’associazione imprese forestali piacentine

GLI IMPRENDITORI MONTANI DELLA FORESTAZIONE…

Tra le imprese boschive piacentine si è recentemente costituita l’Associazione delle Imprese Forestali Piacentine con sede in Ferriere. Si tratta di un organismo associativo che intende favorire, come recitano il loro statuto e atto costitutivo,  la valorizzazione sociale, economica, culturale, ambientale, ecologica e protettiva del patrimonio forestale e boschivo, di proprietà pubblica e privata. Soprattutto, tale organismo,  vuole rispondere al bisogno di operatori forestali professionali e di imprese forestali specializzate, che ancora non esistono in Emilia Romagna.

Il loro intento è quello di agire  correttamente nel settore dei tagli boschivi, per preservare il patrimonio forestale e l’economia montana al fine di assicurare il bene “bosco” anche alle future generazioni.

UN COMPITO GRAVOSO

Come ben si vede un compito gravoso e molto impegnativo, un atteggiamento professionale che in questi anni è mancato parecchio. Un atteggiamento che se portato avanti con coerenza potrebbe veramente consentire lo sviluppo di realtà economiche ed imprenditoriali nelle aree rurali/montane della nostra provincia. Se quest’associazione saprà agire  e far comprendere che il bosco è veramente un bene comune, che ora fare “il boscaiolo” non è più come farlo 50 anni fa, che il bosco è, come l’acqua, una risorsa a termine allora avrà compreso tutto. Sicuramente si rapporterà fortemente con il corpo forestale e anche per questo la notizia è molto positiva per cui non resta che augurare successo alla neonata associazione.

il logo della neonata associazione
il logo della neonata associazione

PER SAPERNE DI PIU’ CIRCA LA NEONATA ASSOCIAZIONE CLICCA QUI!

Camminiamo per sostenere le osterie in montagna…

parco-provinciale-1DOMENICA 16 NOVEMBRE : CAMMINARE PER SOSTENERE LE OSTERIE DI MONTAGNA, BALUARDI DELLA VITA SOCIALE.

«Tavolini occupati da anziani giocatori di briscola, il tepore di un camino e la struggente malinconia delle foto ingiallite alle pareti. Come gli amanti dell’escursionismo sanno bene, non c’è nulla di meglio di due fette di salame e un bicchiere di gutturnio nostrano in una vecchia osteria di montagna dopo una giornata di cammino nei boschi e sui crinali dell’Appennino…»* Continua a leggere “Camminiamo per sostenere le osterie in montagna…”

L’alluvione non ha colore e porta solo dolore!

abbiamo scelto, volutamente, una foto drammatica perché tale è la situazione.

La tragedia che sta vivendo Genova è impressionante mezza città sott’acqua, 6 morti, tanti feriti….tanta distruzione.

Un fiume d’acqua [annunciato] che puntualmente si è riversato lungo le pendici dei monti che sovrastano Genova e non trovando altre vie di “fuga” ha invaso le strade ed è defluito verso il mare. Genova e la Liguria, non ricordiamo chi lo ha detto, sono città e regione di montagna anche se gran parte della popolazione è prossima al mare…i monti che sovrastano la costa sono a due passi, sono appenninici e purtroppo, come da altre parti, fragili e in gran  abbandonati…

Ora la macchina dei soccorsi è in piena attività ma le previsioni sono fosche.

Prima di tutto un abbraccio ai Genovesi, ai Liguri e ai tanti amici e colleghi che risiedono e lavorano da quelle parti. Ora è il momento di fare e non di polemizzare o far chiacchiere.

Dopo ne riparleremo!

Valtolla: quale futuro per la montagna e l’alta collina?

falciatrice dal webSOMMARIO DEL POST

Premessa; 1-Agricoltura ko e voti utili;  2- I Comuni potrebbero farcela se…;  3- Esempi positivi e meno: i prodotti e i club;  4- Economia agricola, comuni montani e alto collinari; 5- Non si fa turismo con un paesaggio rovinato; 6- La criticità latente e i rompicoglioni

Premessa

Se ci poniamo la domanda che appare nel titolo del post c’è da star tranquilli?

La riposta è semplice: NO!

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Boschi della valtolla….(qualche appunto)

monastero valtolla

La superficie forestale provinciale [boschi, castagneti da frutto, giovani rimboschimenti, cespugli vari…] raggiunge circa 80.000 ettari, cioè circa 1.000.000 di pertiche piacentine di cui 1200 ettari sono in pianura.

Possibile che non facciano gola a nessuno? Possibile?

In passato, ad inizio 1900 circa, l’appetito fu talmente grande che centinaia di ettari di boschi secolari di Querce e Cerri furono abbattuti per farne traversine ferroviarie promettendo tanto guadagno per i locali…ma nessun montanaro si arricchi. Continua a leggere “Boschi della valtolla….(qualche appunto)”

Viaggio gastronomico nella valtolla all’osteria ” la diga” di Mignano

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Lo scenario del lago di Mignano [vernasca-Piacenza] si coglie dalla sala del ristorante ex Nettuno, ora “ Osteria la diga”, che si insinua nella vallata fino a Case Bonini.

Di giorno i fianchi verdi e ripidi  contrastano l’azzurro del cielo per riflettersi nello specchio d’acqua restituendoci il turchese.

Nelle  notti con la luna piena la vallata e il suo lago sono cosparse di ombre che contrastano con il buio della selva oscura restituendoci un cielo blu scuro.

Qui all’ osteria siamo solamente nell’anticamera della valtolla classica, quella dove sorgeva l’abbazia, quella che termina con il “dolomitico” Menegosa.

Qui inizia il sogno di una vallata tutta da scoprire tra boschi, alte colline, montagne e Continua a leggere “Viaggio gastronomico nella valtolla all’osteria ” la diga” di Mignano”

Valtolla: troppo breve il tempo turistico…

A PROPOSITO DEL POST DEL 17 FEBBRAIO  2011….scrive un amico operatore turistico “ ….Io ci ho provato ad aprire alla collina un piccolo albergo . Ti do solo questi numeri: Preventivo 280.000 euro, finanziamento regione 100.000 (fondo perduto) il resto a mio carico Allora 150.000 finanziati dalla banca restituibili in 15 anni diventavano 200.000……e quanti clienti avrei dovuto fare per ammortizzare…..il nostro lavoro nelle colline inizia a fine scuola e finisce a settembre,  troppo breve il tempo turistico….”

Partiamo dall’ultima, sacrosanta, affermazione: il nostro lavoro nelle colline inizia a fine scuola e  finisce a settembre,  troppo breve il tempo turistico…. Continua a leggere “Valtolla: troppo breve il tempo turistico…”

Viaggio gastronomico in valtolla alla trattoria il botteghino di Bacedasco Basso

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Il  9 Febbraio, Santa Appollonia,  abbiamo pensato bene di recarci nello storico locale del “ Botteghino “ in località Franchini di Vernasca dove la vallata dell’ Ongina inizia a farsi quasi… gola, dove è già valtolla.

Tra vigneti e cantine abbiamo superato  Bacedasco Basso, sullo Stradone di Genova,  fino alla trattoria.

Dalla Via Emilia, incrocio per Fidenza e Fiorenzuola d’Arda abbiamo risalito la vallata in direzione Appennino, verso Vernasca e Bardi, e siamo giunti a destinazione in 10 minuti circa.

Qui si producevano direttamente vino e salumi ed è ancora così!

È ancora la trattoria delle specialità piacentine che preparano con estrema cura e dedizione particolare…… Continua a leggere “Viaggio gastronomico in valtolla alla trattoria il botteghino di Bacedasco Basso”

Abbiam finito di ballare… ora si fa festa!

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Venerdì scorso 5 febbraio, nel palazzo comunale di Lugagnano val d’arda, alle 21 si è conclusa la prima parte del corso di danza popolare tenuto dal maestro GIPI dei Malvisi e organizzato dal Comune, dall’assessora Valeria Tedaldi.

Gran finale allietato dalla presenza degli ottimi musicisti guidati dal maestro Lino Mognaschi della “compagnia del Lorno ” scuola di musica, danza e laboratorio di liuteria di Colorno che con Ghironde, piffero, piva emiliana e organetto diatonico  ci hanno trascinati in Scottische, Bourèe e mazurca francese, intervallandole con spiegazioni sugli strumenti musicali utilizzati e sulle tradizioni musicali locali.

Molti di noi ignoravano [ o quasi ]  che queste musiche antiche [ medioevo-inizio del 1900] fossero  diffusissime anche dalle nostre parti.

I nostri avi ascoltavano, fino a circa 100 anni fa, mazurche, polke, scottische, bourèe, gighe e ballavano accompagnati da Ghironde, pive, pifferi, organetti e…. Continua a leggere “Abbiam finito di ballare… ora si fa festa!”