Terremoto: …e io zitto non ci sto!

Magnitude 6.2 Earthquake In Central Italy Kill At Least 37
PESCARA DEL TRONTO, ITALY – AUGUST 24: (Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images) ripresa dal Web

Editoriale di S.Valtolla©.

Come dice un noto giornalista, in 700 anni la nostra spina dorsale (L’Appennino) di tragedie sismiche gravi ne ha vissute 148.

Ma la guerra sembra destinata, purtroppo, a continuare perché le statistiche nazionali parlano di 28.000 (sic!) edifici pubblici insicuri tra scuole, ospedali, case di riposo, ecc… Continua a leggere “Terremoto: …e io zitto non ci sto!”

Il valore del lavoro …un caso emblematico (in montagna)

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la strada fotografata nel novembre 2014

di Marco del lest

Nel mese di novembre 2014 avevo scritto alcune considerazioni sull’intervento di ripristino della strada che dal passo di S. Franca scende verso Groppallo, in comune di Farini e mi ponevo queste semplici domande:

Continua a leggere “Il valore del lavoro …un caso emblematico (in montagna)”

Dissesto e frane: non basta fare, occorre anche mantenere…

2015-03-marco del lest-dissesto...
foto 1-come si presentava l’intervento appena terminato …(2009)

Foto e testi di Marco del lest

Le foto che seguono sono molto eloquenti… si tratta di un piccola briglia in legno di castagno e pietra locale, posta a monte di un tombino stradale.

L’opera è stata costruita nell’estate 2009 nei pressi di Monte Chino di Gropparello ed è un semplice manufatto realizzato con tecniche di ingegneria naturalistica, in cui gli unici materiali di provenienza extracomunitaria (cioè provenienti da territori all’esterno delle Magnifiche Comunità della Val Riglio e della Val Nure) sono il tubo in plastica, i chiodi ed il filo di ferro zincato.

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foto 2- come si presenta ora lo stesso intervento della foto 1…

 

La briglia ha retto a tutti i fenomeni alluvionali degli ultimi anni ma rischia di non reggere al fenomeno più devastante in assoluto: l’incuria.

Infatti basta vedere le foto successive e si nota come la vegetazione spontanea stia colonizzando tutta l’opera.

Questo indubbiamente è il segnale più eloquente che dimostra il buon funzionamento della struttura, infatti se nascono le piante nella platea significa che questa non è soggetta ad erosione e di conseguenza il torrente non erode le scarpate della strada provinciale.

Ma lasciando sviluppare questa vegetazione a rapido accrescimento (salicone e pioppo tremolo) si avrà lo scalzamento delle pietre della platea e delle traverse in legno dovuto alla crescita delle radici e dei fusti ed il conseguente disfacimento della briglia.

Basterebbe solo un’ora di decespugliatore, qualche colpo di roncola ed un pizzico di buona volontà per scongiurare tutto questo.

Se poi vogliamo proprio strafare potremmo dare una pennellata di impregnante alla staccionata… ma senza esagerare… non vorremmo mai dare l’impressione di amare il nostro territorio presentandolo curato almeno nelle piccole cose…

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foto 3- ome si presentava…
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foto 4- come si presenta ora…
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foto 5-  come si presentava…
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foto 6-come si presenta ora…
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foto 7- come si presentava …
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foto 8- com’è ora…

 

 

 

 

 

 

 

 

Rusteghini e dintorni: c’è qualche frana di troppo!

foto della riunione tratta dal blog "pedina valtolla"
foto della riunione tratta dal blog “pedina valtolla”

Riprendiamo il blog Pedina Valtolla curato dall’amico Andrea Bergonzi

«Nel pomeriggio del 22 agosto 2013*, presso il Bar K2 a Rusteghini di Morfasso, si è svolta una riunione tra gli abitanti delle frazioni di Rusteghini, Perdarella, Dopolavoro, Mulino, Greghi, Casa Turba e Botti per discutere del grave problema del dissesto idro-geologico che da alcuni mesi sta affliggendo la nostra zona.

I problemi di cui si è cercato di sviscerare problemi e soluzioni sono stati i seguenti:

1) Frana presso le località Botti e Casa Turba;

2) Fuoriuscita di acqua presso la località Perdarella proveniente dalla frazione Greghi;

3) Cedimento della strada provinciale presso la Villa Fiorita a causa del mancato scorrimento di acqua nel pozzetto centrale;

4) Cedimento della strada provinciale presso la zona detta Lià;

Ma per fare tutto questo come si può fare? In che direzione ci si può muovere?…»

A noi del Valtolla’s blog è sembrato molto acuta anche la seguente affermazione …

«…Una questione ulteriore, non compresa nell’ordine del giorno che i relatori si erano fissati inizialmente, è stata quella della pulizia delle cunette lungo i bordi delle strade. La cosa potrebbe sembrare di scarso conto, tuttavia le cunette, specie in montagna, svolgono un ruolo fondamentale di allontanamento delle acque piovane dalle strade, ma anche dagli edifici, favorendo il loro convogliamento verso i canali ed i torrenti e risanando così i manufatti. Questo problema è sempre più crescente poiché non vi è pressoché più nessuno che, come invece usavano fare le generazioni di abitanti di queste zone che ci hanno preceduto, si prende la briga di imbracciare la zappa e prodigarsi per la loro pulizia…»

PER LEGGERE L’INTERO E APPROFONDITO ARTICOLO SULLA QUESTIONE CLICCA QUI!

Frana a Lugagnano val d’Arda

Piove su un terreno già impossibilitato ad accogliere altra acqua e, sopratutto  in certe aree, il rischio frane è più che evidente.

Stamani a Lugagnano è caduta una prima frana ( zona Crocione-cimitero) che ha provocato la necessità di evacuare una casa ( per quello che sappiamo noi!).

La frana ha un fronte di circa 100 metri, ha sfiorato due case  e potrebbe rendere difficoltosa la circolazione nella provinciale di fondovalle.

Valdarda e dintorni , come al solito, martoriata dalle frane e…. vi sono segnalazioni anche in Valchero in zona Rustigazzo.

La regimazione delle acque in valtolla…..tempi andati, solo ricordi!

Da marco del “lest” ……riceviamo alcuni commenti  che volentieri trasformiamo in post con fotografie.

Vezzolacca primi del 1900 – sullo sfondo il versante est del monte di Favale con le numerose frane prima della bonifica e del rimboschimento

 

 

“…provo ad inviarti alcune foto relative a lavori di bonifica montana fatti nel periodo 1930/35 che ho “trovato” in archivio….

Ho messo anche la tua foto di Vezzolacca dei primi 900 per fare la comparazione tra lo stato dei  luoghi di allora e  quello attuale sul versante est di Monte di Favale che allora versava in una situazione di notevole dissesto idrogeologico. Oggi quel versante è quasi tutto rimboschito e le  grandi frane sono quasi scomparse (è il versante dove c’è stato l’incendio questa estate)ma da  circa 40 anni non viene più fatto alcun intervento di ripulitura delle pinete e di conversione in  boschi di latifoglie come era stato preventivato nella progettazione originaria.

Le altre foto riguardano lavori di costruzione dei drenaggi con strumenti di alta  meccanizzazione…detti “escavatori con propulsore a biomassa”  (picco e pala) e costruzione di briglie in massi ciclopici ed in legname di castagno.

Costruzione briglia a gravità in pietra a secco probabilmente sul Rio Grande di castelletto – anno 1930/35

 

La domanda sorge spontanea: In quei tempi l’economia nazionale era prevalentemente agricola e l’amministrazione pubblica estremamente centralizzata, eravamo in regime d’autarchia e … non  avevamo neppure gli occhi per piangere, ma si è fatta “l’ossatura” della bonifica montana. Oggi certi lavori si farebbero in un decimo del tempo e con un centesimo delle maestranze di allora e l’economia nazionale, nonostante la crisi è comunque molto più florida di allora, ma….. basta guardarsi intorno…”

bonifica montana anni 1930/40- Costruzione drenaggi versante ovest m. Vidalto nella zona di rio Ronchetto- sullo sfondo si nota il versante est di monte di Favale prima del rimboschimento degli anni 1930/35
Briglie in palificata doppia di castagno e pietrame a secco sul rio Ronchetto a Castelletto di Vernasca – Anno 1930/35

 

Anno 2011….sarà l’anno del cucù? (1)

monti, borghi , natura, campagna: valtolla ..

Tra pochi giorni ci lasceremo alle spalle un 2010 pieno di insidie, di crisi sociale e politica, di grave crisi economica, un anno estremamente piovoso…difficile.

 

Nonostante il nostro innato ottimismo diventa sempre più difficile parlare in positivo di sviluppo, di lavoro, di rilancio economico per la valtolla e la valdarda intera.

Tutte le volte che pensiamo allo sviluppo della vallata e rialziamo la testa [ in questi giorni di freddo il fenomeno si nota ancor più ] ci imbattiamo in una grande ciminiera che ci sbuffa addosso fumo …tanto fumo che poi si disperde in atmosfera seguendo le direzioni dei venti…..a volte verso sud, sud-ovest verso i nostri monti del crinale morfassino, verso il monte Moria,  altre volte  a est verso Vernasca, Vallongina e il  Parmense…..oppure a nord verso Castell’arquato e Fiorenzuola d’Arda ….ecc….

In poche parole nessuno, nessun territorio della valtolla ne è indenne. Piaccia o non piaccia questo è lo stato dell’arte!

Tutte le volte che gironzoliamo per la vallata per comprendere, proporre, descrivere le bellezze naturali e artistiche, da Vigoleno al Parco provinciale, da Castell’arquato a Teruzzi ci imbattiamo in frane vecchie come il “cucù”, mai risolte, sempre oggetto di aggiustamenti parziali e intempestivi; frane vecchie alle quali  si sono aggiunte quelle più recenti che rischiano, nostro malgrado, di invecchiare a loro volta …. irrisolte come le altre.

Si tratta di frane, in alcuni casi, enormi che rendono la vallata estremamente difficile……da vivere e da frequentare.

Capita sempre più spesso di trovarci di fronte a strade chiuse, transennate, senza protezioni ….che ci obbligano a scoraggianti retrofront o improbabili percorsi alternativi.

Capita sempre più spesso che in autunno e in inverno esercizi pubblici siano costretti a chiudere per mancanza di clienti scoraggiati da queste situazioni viabilistiche [ ma a chi verrebbe voglia di andare a Marsaglia con il rischio di trovarsi di fronte alla strada che “erutta” sassi ?] pericolosissime.

Nonostante le nostre indubbie bellezze, che citiamo sempre,   ……è dura…molto dura!!

Ma non scoraggiamoci e andiamo avanti cercando di cogliere il positivo e il reale per non soccombere sotto l’effetto di questa miscela di deturpazione territoriale-disastri ambientali-crisi sociale ed economica che è sotto gli occhi di tutti.

Nell’astrologia cinese abbiamo imparato che ogni anno  si caratterizza per un influsso astrale  ……il 2011 sarà l’anno del gatto ….per la valtolla sarà l’anno del cucù? (1-segue)

 

Istituire l’azienda agraria di montagna a tutela del territorio ( di marco dall’est) (2-fine)

clicca per ingrandire ( valtolla keynote)

( precedente parte 1  pubblicata  il 5 Novembre)

di Marco Dall’Est

Infatti, e una pura illusione pensare che il dissesto si possa fronteggiare solamente con grandi opere di contenimento realizzate a valle, anche se spesso il problema si è affrontato in quest’ottica, forse anche a causa dei grossi “appetiti” che tali opere generano. La mancanza di manutenzione delle opere e più in generale del territorio, si ripercuote inevitabilmente sul fondovalle e sulla pianura.

La presenza delle popolazioni di montagna che per secoli l’hanno manutenuta e salvaguardata rappresentava “l’ombrello” per la pianura. Allo stato attuale è impensabile riproporre i modelli di vita del passato per riportare la gente a vivere in montagna, ed altrettanto si è rilevato quasi sempre fallimentare l’intervento pubblico di gestione diretta del territorio montano, con l’assunzione di maestranze da adibire all’esecuzione delle opere sopracitate ed al loro mantenimento.

Sono sotto gli occhi di tutti i clamorosi fallimenti causati dalle politiche assistenzialiste dovute alla scarsa lungimiranza che ha dimostrato in questa materia TUTTA la classe politica sia nazionale che locale.
Oggi l’agricoltura in montagna è ridotta ai minimi termini, per i noti problemi di cui è superfluo l’approfondimento in questa sede, ma va riconosciuto che se il territorio montano è ancora” riconoscibile”, lo si deve alla caparbietà di chi….. Continua a leggere “Istituire l’azienda agraria di montagna a tutela del territorio ( di marco dall’est) (2-fine)”

Istituire l’azienda agraria di montagna a tutela del territorio ( di marco dall’est) (1)

clicca per ingrandire (valtolla keynote)

Ho ripescato in archivio un’idea che avevo presentato ad un politico locale nel 2000.
Non ho idea di che cosa ne abbia fatto, ma ho sotto gli occhi ciò che non ha fatto…

Ciao Marco

ALCUNE IDEE PER L’ISTITUZIONE DELLA AZIENDA AGRICOLA A TUTELA DEL TERRITORIO (1)

PREMESSA:

Il dissesto idrogeologico del territorio ha sempre rappresentato un fattore limitante per lo sviluppo delle attività umane ed ha sempre comportato ingenti investimenti materiali ed intellettuali per la soluzione del problema.
In ogni epoca storica si sono viste all’opera soluzioni di notevole ingegno, pensiamo alle grandi bonifiche della Pianura Padana, dell’Agro Pontino od alle modalità di fondazione della grande Venezia; ma non vanno dimenticate tutte le umili opere che i nostri antenati facevano sui terreni di montagna per consentire di conservare il fondamento della loro economia, cioè la terra su cui camminavano.
Fino a qualche decennio fa gli interventi di salvaguardia del territorio montano venivano……. Continua a leggere “Istituire l’azienda agraria di montagna a tutela del territorio ( di marco dall’est) (1)”

Non tutte le notizie son buone!

frane in valtolla 1 ( valtolla iPhoto); clicca per ingrandire

Accanto ad una notizia buona [che comunque non viene sminuita da quello che stiamo per affrontare] ne dobbiamo, purtroppo, dare anche qualche cattiva!

 

Da Oggi, 11 ottobre, la strada che da Sperongia raggiunge Pedina viene interrotta per poter permettere il ripristino e la messa in sicurezza da una frana.

Un gruppo di piccoli paesi della valtolla classica [una delle zone più belle] per raggiungere la fondovalle verso Lugagnano val d’arda sono costretti a sobbarcarsi qualche km in più.

Ma Questa è solamente una delle notizie che ci preme ricordare perché…. Continua a leggere “Non tutte le notizie son buone!”

Morfasso: si punta anche al turismo!

clicca per ingrandire (valtolla keynote)

L’estate è appena terminata ma l’amministrazione comunale di Morfasso con il suo giovane sindaco Enrico Croci  non perdono tempo e riprendono i lavori del consiglio comunale .

Nel prossimo consiglio comunale di Giovedì discuteranno della destinazione di un immobile di interesse storico culturale  ad uso turistico…….. Continua a leggere “Morfasso: si punta anche al turismo!”

PANE AL PANE…FRANE ALLE FRANE…

In una recente intervista Beppe Severgnini (per noi testa fine!) ha dichiarato ” …abbiamo un dovere: dire pane al pane, vino al vino, frana alla frana e incosciente all’ incosciente..”

“…diamo la bandiera arancione ai comuni ai comuni virtuosi, e questa è un’ ottima cosa ma dovremmo anche dare le bandiere rosse: cioè segnalare senza imbarazzi che questo e quel comune sono a rischio incombente….in primis…per chi ci vive..” Continua a leggere “PANE AL PANE…FRANE ALLE FRANE…”

FRANE E FINANZIAMENTI: UN MISTERO??

DA QUALCHE GIORNO SI SUSSEGUONO ARTICOLI DI STAMPA RELATIVI AI “SOLDI” PER AGGIUSTARE LE FRANE NELLA PROVINCIA DI PIACENZA.

Nella valtolla sappiamo tutti che la questione è molto seguita causa le gravissime frane che hanno colpito ( da oltre un anno) alcune bellissime zone.

Vigoleno è stata sconvolta al pari di altre località provinciali.

Le promesse….(da campagna elettorale??) erano che sarebbero arrivati subito…subito alla provincia che avrebbe fatto da regia…5 milioni per le cure e la risoluzione di tanti problemi.

Ora pare che le cose non siano più così! Stando alle notizie giornalistiche i 5 milioni non sarebbero solamente per la nostra provincia ma anche, in parte, per altri comuni di altre provincie altrettanto bisognose.

Qualcuno spera (come rimedio a questa novità?) che i finanziamenti, quelli che saranno destinati alla prov. di Piacenza, siano riservati solamente o quasi a Vernasca e ad altri 3/4 comuni di altre vallate piacentine maggiormente colpiti .

Tutti noi auspichiamo che i tempi siano brevissimi, i finanziamenti sufficienti e che nessun comune, veramente e gravemente colpito dalle frane, sia escluso.

Vigoleno merita assuluta priorità!….Rapidità negli interventi, adeguatezza nella quantità dei finanziamenti e nelle soluzioni adottate.

Con questo non intendiamo assolutamente sottovalutare le richieste dei comuni della valdarda che hanno pari dignità.

In questi giorni abbiamo assistito al montare di dichiarazioni molto polemiche da parte di alcuni parlamentari…..e di alcuni sindaci……nei confronti della regione e dei sindaci di centro sinistra ma la situazione, ci sembra, ancora poco definita …..dai contorni poco chiari.

Non abbiamo ancora potuto leggere dichiarazioni dei consiglieri regionali, assessori regionali, del presidente della provincia e di altri protagonisti tirati in ballo, partiti politici compresi.

Per questo attendiamo notizie e informazioni ufficiali.

PER ORA CI LIMITIAMO A DIRE QUESTO: CARI POLITICI PIACENTINI NON SAREBBE MEGLIO ESSERE UNITI?…SENZA DISTINZIONI PARTITICHE?….NON SI CORRE IL RISCHIO, LITIGANDO, DI OTTENERE MINORI RISULTATI? NON SI CORRE IL PERICOLO DI ALLUNGARE A DISMISURA I TEMPI E DI OTTENERE MENO SOLDI??

 

 

VALTOLLA: IL PAESAGGIO AGRARIO E LE FRANE ( 5 conclusioni)

di Sergio Valtolla

Con oggi ( 23 febbraio) pubblichiamo una serie 5 di brevi post sul paesaggio agrario.

L’idea ci è venuta dopo mesi di osservazioni sugli ” scempi ”  del nostro territorio ( vigoleno in primis) che abbiamo colto osservando  i TG nazionali e locali.

Il nostro è un grido d’allarme, per fare presa sulle coscienze di tutti, Sindaci e amministratori in testa ( che può fare d’altro un blog se non informare e cercare di suscitare interrogativi e interessi ?).

IL PRECEDENTE POST n° 3-4 E’ STATO PUBBLICATO IL 27 FEBBRAIO 2010.

POST 5) PAESAGGIO AGRARIO E VITA FUTURA.

La realtà è che siamo in una situazione dove è ormai assente, dalla testa dei nostri politici, il concetto di paesaggio agrario ( vedi articoli 1 e 2 ), quello dei padri fondatori…quella di Emilio Sereni, il più grande studioso di tutti i tempi, un padre ” costituente del 1948 ” che forse non immaginava tanto scempio in così pochi anni!

Noi dobbiamo, Noi glielo dobbiamo alle nostre genti questo riscatto.

Il recupero é la dignità, é il riscatto fatto per centinaia di emigrati, di nostri contadini, dei nostri vecchi contadini per il loro ” elementare”  ingegno, un tributo alle loro semplici conoscenze e alla fatica!

Dobbiamo rappacificare Noi stessi con la natura…che non è ostile…ma non ama essere ” violentata”.

Il paesaggio agrario deve ritornare ad essere un ” paradigma “, un modello, un termine di paragone sul quale basare le nostre attività odierne e future.

Questo paradigma ci viene dal paesaggio agrario e dalle sue comunità locali.

Case in sasso ristrutturate e da recuperare, recupero agrario, recupero dell’edilizia rurale, piani paesistici, produzioni biologiche, salvaguardia dei “patriarchi da frutto”,  agriturismi, B&B, monumenti, arte, turismo sostenibile, energie pulite, divertimenti, servizi  moderni, comunicazioni efficienti, mercati agricoli locali a km zero, …..

Questa è la vita nel paesaggio agrario!

L’alternativa: dissesti, disastri, ancora maggiori abbandoni, distruzione del più grande patrimonio naturale mondiale.

IN VALTOLLA DOBBIAMO FARE LA NOSTRA PARTE! E’ ORA!

(5-fine)

VALTOLLA: IL PAESAGGIO AGRARIO E LE FRANE (post 3 e 4)

di Sergio Valtolla

Con oggi (23 febbraaio)  pubblichiamo una serie 5 di brevi post sul paesaggio agrario.

L’idea ci è venuta dopo mesi di osservazioni sugli ” scempi ”  del nostro territorio ( vigoleno in primis) che abbiamo colto osservando  i TG nazionali e locali.

Il nostro è un grido d’allarme, per fare presa sulle coscienze di tutti, Sindaci e amministratori in testa ( che può fare d’altro un blog se non informare e cercare di suscitare interrogativi e interessi ?).

IL PRECEDENTE POST n° 2 E’ STATO PUBBLICATO IL 25 FEBBRAIO 2010.

e questo che c'entra con la bellezza?
POST 3) PAESAGGIO AGRARIO E I SUOI CUSTODI.
Un altro effetto perverso indiretto è la riduzione della superficie agraria utilizzata (da 15 milioni di ettari nel 1990 a poco più di 10 nel 2009), indotta sia dalla cementificazione (urbanizzazione diffusa e politica delle infrastrutture), sia dalla marginalizzazione economica e sociale dell’agricoltura in generale e di quella delle aree agricole periferiche, specie in alta collina e in montagna, in particolare.
L’espulsione dai campi dei contadini, considerati un retaggio del passato, ha fatto il resto: contrariamente ad ogni evidenza, ancora oggi i contadini sono considerai anacronistici, un retaggio del passato….quasi da cancellare.
Noi abbiamo subito un attacco grave da parte di culture non nostre!
Noi abbiamo sempre fatto riferimento alla comunità, a quella cristiana ( ma qualche bella colpa anche gli uomini di chiesa…..).
Per oltre 40 anni, da 1950 al 1990, è stato così negato, alla radice,  il ruolo dei produttori agricoli contadini di montagna e collina, negato di fatto il loro ruolo ineliminabile di produttori di alimenti sani ( spingendoli su massificazioni disastrose che ci stanno costringendo a rapidissime retromarce), custodi del territorio e creatori del paesaggio agrario, che definisce la loro e la nostra identità.
Siamo arrivati quasi a far pensare, alle nuove generazioni, che il cibo sia…… Continua a leggere “VALTOLLA: IL PAESAGGIO AGRARIO E LE FRANE (post 3 e 4)”