AL TÈRMI AD BAZASC: ovvero BACEDASCO PARK

Lo scorso 18 febbraio 2010 il blog federato ” valdarda comunitas blog ” ha pubblicato un articolo relativo alle terme di Bacedasco che, in parte, riportiamo ( se vi interessa potete collegarvi al sito citato tramite il nostro banner laterale ).

Nell’ articolo sono inseriti nostri commenti corrispondenti ai numeri tra parentesi (1), (2), (3)

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Quest’anno i vincitori del palio della Zobia di Fiorenzuola erano di Cortina di Alseno e rappresentavano ” al termi ad bazasc “, le terme di Bacedasco.

Giusto ironizzare su una promessa mancata …in diverse occasioni!

Giusto ricordare, se pur scherzosamente, che di terme grandi così a Piacenza non ne avevamo mai viste……per tutti, famiglie e giovani.

In realtà il territorio delle fonti, dell’ unica fonte, era appartenuta al territorio agrario confinate tra le due rivalissime frazioni arquatesi di San Lorenzo e Bacedasco fin dalla sua scoperta verso la metà degli anni 1800.

La fonte era sul confine tra i due paesi a margine del rio acqua puzza  e si raggiungeva dalla strada dei frati ( quelli di San Lorenzo) scendendo nella valle del rio citato per circa 300 metri tra boschi di Gaggie, salici, sambuchi, e Pioppi selvatici.

Tutt’intorno campi, vigneti, ottimi vigneti, boschi secolari grndissimi e ” bucolici”, calanchi, zone geologiche uniche, rii, animali selvatici e pochi insediamenti umani.

Nei primi anni 60, non c’erano terme, non c’era nulla al di fuori di una piccola fontanella tra i rovi dalla quale scorgava “l’acqua püsa ad san lurenz” che i ragazzi dei paesi raggiungevano in bicicletta per andarla a bere perchè ” faceva bene”…H²O sulfurea, salso-bromo-iodica ottima!

Poi la nascita, attorno alla metà degli anni 60, della società delle Terme, subito frequentatissime anche per ”  l’originale ” allestimento termale.

Una sorta di Eurodisney ante litteram: il treno che ti porta nel parco con tanto di…… stazioni e ferrovieri, padiglioni in legno ( cosa geniale ) (¹), parco giochi per ragazzi e adulti, camminamenti nel parco in mezzo ai boschi … fantastici.

Ottimo staff medico, ottimi servizi, buona ricettività, ottima accoglienza ristorativa.

Poi, il colpo di genio, il campo da golf a 18 buche, il parco del bosco di Santa Franca, il mini villaggio delle Dacie…..e, in poco tempo, il declino (ora non c’è più un granchè).

Speculazioni?..Non lo sappiamo!

Da tempo si parla di rilancio….auguriamocelo!(²)

Vi ricordate le pizzerie, i ristoranti perennemente pieni?….Vi ricordate il trenino ?…Qualcuno rammenta l’idea di fare un parco unitario da Cortina a Monterosso passando per campo da golf, padiglioni di cura, villaggi, alberghi, boschi, riserva natuale da percorrere a piedi, a cavallo, con il trenino per il quale avevano già tracciato il percorso fino alla fontana di Santa Franca ?…Vi ricordate le centinaia e centinaia di famiglie e giovani che, dalla primavera all’autunno pasavano la domenica ( e i festivi) a fare pic nic nel parco dalla mattina alla sera..a giocare al pallone, a gironzolare, a riposare, a bere acqua e buon vino locale, con i bar che funzionavano a pieno ritmo… ?

Per ora occasione perduta! Grande occasione perduta per castell’ Arquato e per tutto il sistema turistico provinciale.

Ora funziona ottimamente il campo da golf, il parco termale è molto ” malandato”, il bosco di san Lorenzo ( un capolavoro della natura) selvaggio (³).

Già il bosco di san Lorenzo…Il museo naturale piu facile da gestire…basterebbe crederci!…Prima che qualcuno……

NOTE E COMMENTI DI SERGIO VALTOLLA

(¹) La ” gente locale ” restò impressionata dal fatto che, i gestori,  invece di fare “casette turistiche di cemento” allestirono piccoli nuclei di mini dacie ( lasciamo stare le ragioni politiche) in legno poco impattanti, naturali e …rispetto all’andazzo ” soluzione originale ” che non sporcava la natura. Si trattò di una genialata, non compresa, avviata in tempi sbagliati e ferocemente combattuta dai mattonari e dai loro amici…..povertà culturale! Si trattava,invece,  di incoraggiare, di migliorare non demonizzare!..L’idea era quella della casetta a basso impatto ambientale in campagna, in un un bel luogo dove si curava la qualità della vita …dove c’era anche la giusta dose di divertimento. Occasione persa!

(²) Abbiamo sentito molte volte annunciare programmi di rinascita ma, per ora…! Sempre, tutto rigorosamente, legato al termalismo!

Ma se il termalismo è in crisi anche a Salsomaggiore, Fiuggi, Chianciano…voi pensate che….???

Pensate veramente che un grande patrimonio termale come quello di Salsomaggore non ci stia provando? …Alberghi, grandi alberghi termali che si trasformano in spa, beauty…eppure…..stentano…..A salsomaggiore il prodotto che tira di più è miss Italia ( loro lo sanno) e poco altro!

Quindi non facciamoci tante illusioni….Lavorare sulle beauty?…Non sapremmo che dire!

Chi ha tanti soldi da investire li porterebbe a Bacedasco?…Oppure a Ischia, In Trentino, in Toscana…dove le terme ” moderne ” sono veicolate dal prodotto principe: mare, grandi flussi turistici, Dolomiti, grandi città d’arte in contesti unici ???….

(³) Occorre ” abbattere ” per sempre la speculazione forte che ha attanagliato il parco termale dal 1980 circa. Basta con villette a schiera invendute, con finti alberghi dei quali ci restano scheletri a monito di ciò che non bisogna più permettere, con finte case di cura o di bellezza. Basta!!!

Abbiamo tre prodotti da vedere in ottica diversa ma anche unitaria: il magnifico campo da golf, il vecchio parco termale e lo spettacolare bosco di Santa Franca.

Il bosco di Santa Franca deve subito protetto e con vincolo per turismo sostenibile al servizio del magnifico centro storico arquatese.

Qui solamente aule didattiche, osservatori, camminamenti, un paio di agri-turismi del parco…tipo fattoria didattica e fattoria dei cavalli come era nelle originarie intenzioni dei gestori delle terme del tempo che recintarono l’intero bosco….l’intero bosco ( anche in quell’occasione: gestori criticatissimi….ma intanto permisero alla zona di preservare un gioiello che è ancora lì intatto….ma occorre far presto)…..( gestori che poi fecero anche tanti errori!).

Il bosco di Santa Franca  è geologicamente importante!…Il grande Cortesi lo sapeva.

Il golf lo omettiamo…funziona a prescindere!..Ma non lo dimentichiamo perché ne gioverebbe e viceversa: il golf è percepito sempre come un parco!….Il golf è congegnale per una politica turistica!

Il vecchio parco termale dovrebbe essere ripensato in chiave di divertimenti leggeri ( non stiamo pensando a Gardaland…sarebbe utopistico, non stiamo pensando ad un river park….), divertimenti per le famiglie come lo era già al tempo, di collegamento, con i due punti cardine citati:  il bosco di Santa Franca e il centro storico arquatese.

Occorre ribaltare il concetto: non terme e poi il resto bensì il contrario!

Centro storico > natura-bosco >golf   > divertimento, eno-gastronomia compresa una bevutina di …..

Per fare questo non ci vogliono i miliardi…..ma occorre progettare, cercare finanziamenti comunitari, accordi con i proprietari, ecc….

Infine il parco: noi non lo vediamo come per forza pubblico, super vincolistico….il concetto deve essere la natural valley!

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