Parco del Monte Moria: ritengo sia giunto il tempo di concretizzare (Rigolli Gian Luigi)

Il titolo lo abbiamo preso in prestito dal bel libro ” il parco e altri racconti” di Francesco Gandolfi presentato da poche settimane a Morfasso.
Lo abbiamo letto e lo consigliamo poiché é forse la prima completa ricostruzione della storia “travagliata” del parco provinciale oggi ” parco del monte moria, parco delle radure”.
Bene hanno fatto i patrocinatori, comuni di Morfasso, Lugagnano e Amministrazione Provinciale a sostenere quest’opera che ci auguriamo possa essere diffusa nelle scuole, presso i consigli comunali e provinciale e presso i volontari e soci delle pro loco locali.
Nel libro si tracciano i profili dei principali protagonisti delle vicende del parco dalla sua “fondazione” nel 1925 ai giorni nostri: dal conte Pallastrelli al cav. Rocca, dalla pittrice naif Pina fino ai personaggi umili come il custode.
Suggestive le foto, particolarmente quelle cartoline che ritraggono i boschi del tempo, il rifugio, la zona circostante….
Nonostante periodi bui, scioglimenti e vicissitudini ben descritte nel
Ibro, “L’ubertoso colle” é ancora il parco provinciale nel cuore di tutti noi!!!

Tralasciamo, ora, la parte storica che merita una lettura attenta e critica per soffermarci sulle idee relative al futuro del parco che emergono dalla lettura.
TUTTI gli illustri personaggi pubblici, ospitati nel libro, esprimono grande disponibilità per un futuro di sviluppo del parco!
TUTTI, dal Presidente della Provincia agli assessori provinciali al Sindaco del Comune, manifestano volontà precise e dichiarano massimo impegno attorno al progetto di rilancio del parco.
Ma più di tutti ci é piaciuta la sollecitazione del presidente del parco: …. Occorre concretizzare!
Come a dire: di celebrazioni ne abbiamo fatte tante, servono ma poi devono seguire i fatti!
I fatti passano per i progetti finanziati e forse, suggeriamo noi, anche per qualche innovazione partecipativa……che vada oltre i soliti schemi senza tradire il progetto complessivo.
Il connubio publico-privato non é un ostacolo, occorre rispettare la componente privata e al contempo lavorare per trasformare in ” prodotto ” una risorsa delicata, fragile, da rispettare come lo sono tutte le aree naturali.
I mali peggiori restano sempre l’ immobilismo e l’ estremismo ……ma dal libro emergono solo idee condivisibili e buon senso……
(postato con iPad)

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