Valtolla modificata [antropizzata] ?

clicca per ingrandire (valtolla keynote)

Da Wikipedia apprendiamo che  “L’antropizzazione è il processo mediante il quale l’uomo modifica l’ambiente naturale, per renderlo più consono ai propri fini…”

Anche realizzare un sentiero, una strada, piantare alberi, dissodare una terreno,  oltre che realizzare  costruzioni  è  un processo di antropizzazione perché sono interventi che modificano in un modo che può ripercuotersi nel campo biologico o spaziale a breve o lungo termine un territorio, un ambiente.

La risposta, a questo punto, alla domanda posta con…….. il titolo è più facile del solito: dalla Diga di Mignano fino al crinale appenninico  la valtolla è stata poco antropizzata!

Nel breve tratto tra  Lugagnano val d’arda e poco prima della diga di Mignano [ nell’area a ridosso della provinciale per Morfasso ], al contrario, la valtolla è stata violentemente antropizzata.

Questa ” violenta modifica ” [questa violenta antropizzazione ] ha portato risultati di concreto sviluppo o ricchezza nel territorio ? Ma quali!!

Solo e sempre guai: prima, fino a tutti gli anni ’70, inquinamento da fumi e polveri industriali [quasi incontrollati…rammentate i tetti delle case e dei paesini intorno alla cementeria?] a go go … e ora livelli di  polveri fini alti che sono anche peggio di prima.

Ma lo scopo di questo post [articolo] è verificare perché vi sia stata così poca antropizzazione [ mofidica del paesaggio e dell’ambiente] dalla diga di Mignano fin sul Lama e il Menegosa.

La citata  diga  di Mignano, questo grande manufatto industriale che ha prodotto un grande lago artificiale nel letto di scorrimento del torrente Arda,  rappresenta [forse] l’ultimo, in senso temporale, esempio di grande modifica del territorio della valle dell’arda accettato dalla popolazione senza alcuna vera opposizione [ la gente di montagna alle cose serie ha sempre creduto e ha sempre offerto alla comunità intera il proprio contributo anche con le risorse naturali di cui dispone].

I  paesaggi agrari e silvo-pastorali , così ancora tanto ” immacolati “, poco antropizzati [ poco modificati] in tanta parte della valtolla…sopratutto nella valtolla classica …….  sono ancora ben visibili proprio perché non vi sono stati, di fatto, fenomeni di grave speculazione edilizia [ salvo “scaramucce” di poco conto per il nostro ragionamento].

Sicuramente hanno pesato due questioni: la lontananza, rispetto alla prima Valtrebbia, da Piacenza e la fortissima emigrazione che ha caratterizzato la valle intera nel secolo scorso fino alla fine degli anni 70.

Questo ” spopolamento forzato ” ha frenato o non alimentato [non permesso anche a causa dell’assenza degli stessi proprietari] gli ” appetiti” immobiliari al contrario di quello che è successo, come si diceva,  in gran parte della prima Valtrebbia [da Rivergaro a Bobbio ] che pure è rimasta una valle bellissima.

Qui in Valtolla sono rimasti quei contadini che non sono partiti, che non sono  emigrati,  spesso quelli più anziani, che non vendevano [e non vendono] la terra perché  la coltivavano, perché sono classi [ i contadini]  che non perseguono interessi e investimenti immobiliari e quindi non potevano [ non possono] sorgere unità immobiliari speculative a pioggia come è successo nella zona rammentata tra Rivergaro e Travo in valtrebbia.

Queste sommariamente citate sono solamente alcune delle motivazioni ……sulle cause si potrebbe scrivere un vero saggio!

Risultato: abbiamo ancora una valtolla, ribadiamo una valtolla classica, bellissima con poche case speculative [nel vero senso del termine], con i piccoli paesi ancora estesi, più o meno, come lo erano alla fine degli anni 60 con tante vecchie case da ristrutturare e riabitare.

Un qualsiasi politico ” furbo…molto fuuurrrbo ”  direbbe che si è trattato di mancato sviluppo, di impoverimento del territorio……propinandoci qualche ” bufala ” camuffata da sviluppo…ma noi vigiliamo!

Ma non tutti i mali vengono per nuocere! Guardando avanti potremmo dire che dopo aver sopportato  emigrazione e spopolamento massiccio oggi ci si ritrova con un territorio MOLTO bello!

Un territorio da sviluppare, da far conoscere.

Un territorio molto bello che, con le aumentare coscienze civiche, potremmo sviluppare senza compiere ” delitti ” ambientali.

Recuperare abitazioni in sasso, favorire in tutti i modi tale prospettiva, dovrebbe essere compito primario delle amministrazioni locali.

A meno che non pensino a nuovi inceneritori e nuove cave… …..e a ” porcate” del genere!

Certo che da noi, qui nella valtolla, non abbiamo le stesse risorse naturali del Trentino a anche di altre belle valli appenniniche  ….ma realizzzare un bell’ambiente in sviluppo nella valtolla classica si può!

OSSERVANDO BENE QUESTA PARTE DEL TERRITORIO DI DISTINGUONO BENE LE ZONE ABITATE, DA SEMPRE, DA QUELLE AGRO-FORESTALI DA SEMPRE! SI CAPISCE BENE CHE LA TRADIZIONE HA AVUTO IL SOPRAVVENTO.

Osservate Castelletto, Vezzolacca, Olza, Monastero, Taverne, Gazzola, Teruzzi, Rusteghini, Pedina, Rocchetta, San Michele, Malvisi…ecc…ecc…. Una miriade di belle case in sasso ristrutturate, altre che attendono, boschi meravigliosi…..

Aver conservato dei bei luoghi a mezzora da Fiorenzuola d’arda non è  “roba ” di poco conto.

Certo che se i comuni [Morfasso, Lugagnano e Vernasca] lavorassero insieme su un progetto di sviluppo della valtolla classica …..creerebbero in 10 anni una valle-gioiello …..con tante  belle case di sasso, agriturismi, artigianato, commercio, agricoltura biologica [vorremo “mica” fare concorrenza all’ agricoltura industrializzata della pianura …?]; un luogo di lavoro, divertimenti, relax con tutto quello che serve per far star bene chi decide di restare o [utopia ] ritornare.

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