Parco provinciale del monte Moria: o la va o la spacca!

pianura vista dal parco del monte moria (clicca per ingrandire)

 

Appunti e idee per un parco da rilanciare ….. ( articolo completo allegato con  file PDF scaricabile inserito alla fine del presente post)

Premessa

Il parco provinciale resta tuttora un progetto originale che vede nella sua compagine sociale tanto la componente privata quanto quella pubblico [ di fatto le amministrazioni comunali di Lugagnano e Morfasso e la Provincia].

Avere nella compagine sociale privati, generalmente, si pensa rappresenti un fatto positivo e invece occorre analizzare bene la situazione reale…..

Siamo convinti che questa presenza, per ora, rappresenti un “meno” poiché nessun privato proprietario dei boschi  investe in queste zone, tantomeno in boschi conferiti ad uso parco.

Non investe il pubblico figuriamoci il  privato!! Il privato investe dove vi sono “ritorni “economici e non è il nostro caso.

Il pubblico ha dato un “taglio netto” a tante spese e di conseguenza i pochi finanziamenti residuali per i parchi saranno solamente appannaggio di quelli rientranti  nel sistema regionale e nazionale [ con molte meno risorse …rispetto alle aspettative].

Occorre allora ripensare a tutto chiedendosi se un “parco” potrà sopravvivere, prosperare o  vivacchiare.

Occorre provare a trasformare in positivo ciò che abbiamo definito negativo.

Con poche risorse a malapena si fa un po’ di vigilanza……[nonostante la buona volontà dei suoi amministratori ] e un minimo di attività istituzionale.

Alcune osservazioni e idee da discutere….

Un parco per essere tale deve possedere alcune caratteristiche [ escluse quelle ambientali e naturalistiche che se non vi fossero…non esisterebbe il parco e non staremmo qui a parlarne] che in breve si possono riassumere in tre punti.

  1. 1- un parco deve essere conosciuto;
  2. 2- un parco deve avere programmi di dinamizzazione e accoglienza;
  3. 3- un parco deve essere integrato nel territorio apportando “più e non meno”.

Il parco provinciale è uno dei primi progetti piacentini, un progetto originale e  resta tale se si evolve e si affida ai moderni mezzi di comunicazione che offrono GRATIS  visibilità eccellente, coinvolgente e sostengono la vita del parco stesso.

Queste poche e modeste idee sono a completa disposizione del parco e delle amministrazioni come “appunti progettuali” per un rilancio del parco o per integrazione di altri progetti.

Il progetto originale…..( omissis..)

Il parco: la nostra opera d’arte ( omissis..)

Per prima cosa l’accoglienza e la comunicazione

Il centro amministrativo-sociale e di accoglienza delle attività andrebbe ben individuato e qui si tratta di decidere [difficile?] se ha da essere nella zona di Monastero o San Michele [ abbiamo detto che il parco deve contestualizzarsi….allora si cominci!].

[saremmo tentati di affermare, molto provocatoriamente, che l’ideale sarebbe alla torricella…..punto d’incontro per riserva del piacenziano, parco fluviale  e parco provinciale].

Uno dei limiti principali del nostro sistema parchi locali provinciali è che si tende a fare per ogni parco un centro amministrativo, di accoglienza con i relativi costi mentre un unico centro probabilmente ……

In ogni caso quello che sarà deciso dovrà avere delle caratteristiche tali da poter, poco alla volta, divenire il luogo dell’accoglienza reale e virtuale…un punto di riferimento, di contatto…..

Il problema è il mantenimento di un centro di accoglienza, il suo costo pur minimale dovrà pur avere qualche contatore di utenze…spese d’affitto e pulizie, piccole manutenzioni…..[come si concilia con zero disponibilità…o quasi?].

Prima di tantare una risposta vorremmo avventuraci brevemente nell’altro tema: la comunicazione.

Questa [la comunicazione] è efficace se trasmette un messaggio atteso, ben confezionato, accattivante o quanto meno  un messaggio-novità.

Anche nella stessa provincia vi sono molte aree di non conoscenza del parco …figuriamoci nei dintorni di Piacenza!

Oggi dobbiamo essere consapevoli che grazie al web 2 e da  poco anche al web 3 siamo nell’era dei social network e dei blog, elementi orientati alla partecipazione attiva dell’utente che fruisce di contenuti ma, qui sta una delle principali novità, interagisce e  sceglie.

Una volta, sembra preistoria ma sono passati non più di 10 anni, il sito internet era roba da specialisti, era statico e richiedeva sempre  interventi operatori specializzati per l’aggiornamento.

Ora, con i nuovi strumenti di comunicazione web  tutti inviano foto, commenti, video, testi, esperienze ….e molti siti internet sono divenuti, di conseguenza, obsoleti.

Con l’avvento del web 3 [siamo in questa fase] sono arrivati i telefonini-mini computer che con un semplice gesto ci permettono di scaricare  e-mail, visitare siti internet, gestire, aggiornare e dialogare social network, blog, ecc…..

Ma questi mezzi di nuova comunicazione [social e blog in primis..]  hanno bisogno di un preciso scopo e non va dimenticato che possono addirittura fungere da aggregatori di altri contenuti ampliando la platea dei possibili fruitori alcuni dei quali visitatori e potenziali tali.

Anche in questo caso il messaggio è semplice: se la nostra opera d’arte  [ il parco ] la esponiamo sulla 5^ strada di New York  vi transitano dinnanzi centinaia di migliaia di persone alla settimana e qualcuno si ferma a curiosare, osservare, approfondire, ecc…..al contrario se lo inseriamo in una strada buia e poco frequentata …..riceverà poche visite con le conseguenza che immaginiamo.

A questo punto occorre porci una domanda: esiste forse un limite perché su you tube non vi siano video sul parco provinciale e/o sulla valtolla?

Esiste forse un limite perché …..( omissis….)

I costi e i benefici ( omissis…)

Amici del parco? ( omissis….)

Contenuti in generale

Innanzitutto non dimentichiamo che stiamo parlando di fare accoglienza e comunicazione per il parco provinciale e quindi non si deve disperdere lo “strumento “ in mille rivoli diversi.

Cosa vogliamo dire: il rifugio e  l’accademia dell’avventura sono un “prodotto” che interagiscono ma sono diretti dal gestore e vanno con le loro gambe, vanno contestualizzati nell’idea  ma non possono restare unici…lo stesso vale per altri soggetti.

Un prodotto si vende meglio se nella bottega ve ne sono tanti altri da scegliere ….

Ci vogliono altri progetti ….per esempio  un progetto castagne, un progetto sentieri, un progetto botanico,

Serve un progetto agricolo…un vero progetto agricolo….che coinvolga i pochi produttori rimasti per …..[ le idee che abbiamo costano nulla ma occorrerebbe un altro articolo per spiegarle…].

Vanno valorizzate con iniziative  ah hoc  le frazioni di San Michele,  la zona di Monastero ,  Velleia Romana…..

Nel parco non si parte da zero, si sono già fatte importanti iniziative…anche specialistiche, c’è il tradizionale Agosto…..ma non basta!

Sarebbe importante coinvolgere altro associazionismo dove si trova disponibilità: a Fiorenzuola, A Cortemaggiore,  a Cadeo, ad Alseno…..poi ci sono le scuole con le quali occorrerebbe un rapporto diretto….

Come ci si deve rapportare con IAT e club di prodotto?

Certo non si deve restare con le mani in mano….e due braccia e un po’ di idee in più non faranno del male.

I temi li abbiamo già nominati ma ve ne possono essere altri, molti altri ….da valutare o da decidere al momento seguendo la stagione e le altre iniziative in zona valdarda, valtolla.

Unica attenzione è quella di evitare i “minestroni”! Non si trattano allo stesso modo progetti ambientali e agricoli e momenti di festa e cose di questo tipo….

Per finire Il logo? Il brand?….Lo scoiattolo?

Non ricevere tanti finanziamenti pubblici non sempre è negativo…lascia le mani libere…e anche i pensieri…

questo per cominciare……..con soli volontari coordinati dal presidente o direttore o chi e’ sensibile al tema.

Questo se può interessare? Questo è un granello di riso da mettere nel sacco con le tante altre idee e progetti, ben più importanti, che ruotano attorno al parco.

[ file PDF scaricabile con l’intero progetto; clicca sul titolo che segue >>>   Parco provinciale del monte Moria <<<

 

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2 pensieri su “Parco provinciale del monte Moria: o la va o la spacca!

  1. Amo il parco come mi perdo guardando i posti dove abito, mi alleno e vivo (tabiano e dintorni); sono separato e dalla mia prima ragazza ho avuto una bimba che abita a San rocco al porto,oggi ha 7 anni.
    Perchè vi dico questo ?Perchè loro saranno il nostro futuro a patto di crescerlo con cognizione. Oggi non vedo la natura come educazione nelle scuole…loro saranno i potenziali visitatori dei nostri parchi,per le nuove leve bisogna impegnarsi per dare a loro i giusti spazi…vedo genitori che alla domenica pomeriggio non fanno altro che andare in centri commerciali?!?! Non esistono famiglie come quelle del mulino bianco ,gite in bici,passeggiate a piedi,pic nic….non ditemi che mancano strutture perchè LA NATURA E’ LA STRUTTURA.Quando mia figlia è con me alla collina delle fate le insegno i rumori della natura ,i profumi,i colori cose che non ha mai visto ma nessuno ,aimè, gli insegna;pensate che in seconda elementare fa inglese ,informatica,italiano,matematica,storia ecc ma non sa distinguere la salvia dal rosmarino

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