Valdarda: gran cru, escursionismo e turismo

VALDARDA: GRAN CRU, ESCURSIONISMO E TURISMO… di Sergio Efosi . 

Considerare la media Valdarda e Valnure, e zone limitrofe, con Carpaneto, Gropparello, Pontedell’Olio, Vigolzone, Castell’Arquato, Vernasca e Lugagnano  capitale del gusto piacentino forse è troppo; e anche senza forse perché, per il momento, non esistono le condizioni e neppure l’interesse per valorizzare tale “condizione”.

Continua a leggere “Valdarda: gran cru, escursionismo e turismo”

Fuga da Veleia e dai colli piacentini…

2016-11-11-menegosa-1img_1663-modificaGLI ANNI DELLA GUERRIGLIA
Nessuno mai ne ha parlato diffusamente, in pochi hanno scritto che quando la pressione romana sui territori della “nazione ligure2 divenne insostenibile le loro élites dovettero ritirarsi nei luoghi più impervi, nei monti più alti del territorio. Continua a leggere “Fuga da Veleia e dai colli piacentini…”

Veleia: la Hong Kong dell’antichità?

Veleia, quando fu fondata la colonia romana di Piacenza, aveva già tanta storia che forse non sapremo mai; sappiamo qualcosa, e non tutto, del suo periodo romano e quasi nulla del periodo precedente.

L’area piacentina, e del nord Italia in generale, era abitata da Celti e Liguri ma questi ultimi nel piacentino vi abitavano, di sicuro, da più tempo.
Veleia era un’oppido sviluppatasi in un territorio quasi al “confine” dei territori della nazione ligure, un limite oltre il quale, verso la pianura del nord, c’era l’acquitrino che invadeva la stessa esuberante boscaglia come una specie di mangrovia; una pianura poco ospitale, regno del selvatico tra la bassa collina e il grande fiume Po; un paesaggio tra la valle e il piano quasi univoco con qualche “isola”, posta in lievissimo rilievo rispetto all’acqua, dove vivevano i pescatori, i cacciatori e i popoli migranti giunti da nord e da est del continente europeo.
Le popolazioni celtiche, quelle giunte per ultime, abitavano soprattutto lungo le riviere del Po e nei dintorni, tanto sulla riva sinistra quanto a sud del Po, sulla sponda destra.

montechinoA sud del fiume Po, i Celti  vivevano insieme, integrati,  con gruppi di Liguri autoctoni o con gruppi di questi ultimi che si erano spinti oltre le loro terre appenniniche, nelle quali si era andata “ritirando” buona parte della nazione ligure per far posto alla crescente pressione dei popoli Celti.
Ma verso il colle, quasi all’estremo nord delle terre di tale nazione ligure piacentina, nel profondo della valle del Chero c’era il più importante centro abitato dell’intera zona.

Retto dai Liguri Veleiati, tolleranti ma intraprendenti, fieri e infaticabili, c’era  Veleia, un centro ove verosimilmente passavano, sostavano e soggiornavano anche mercanti e “carovanieri” provenienti da aree lontane di influenza etrusca, greca o celtica e forse pure romana, prima e durante la fondazione della colonia di Piacenza.
Veleia, verosimilmente, si era venuta a trovare al centro  di una vasta rete di sentieri e carrarecce che collegavano diverse località del nord Italia, con la costa tirrenica e le regioni del centrali dell’ Italia, al tempo già sviluppate.
Veleia, nel suo territorio,  poteva anche contare su risorse minerarie che per l’epoca erano attrattive: pregiato sale del sottosuolo, petrolio e poi tante sorgenti salse e termali…
E il Petrolio, già quasi raffinato, sgorgava naturalmente in parecchi punti delle colline circostanti Veleia, tra il Chero e il Vezzeno. Raccolto e conservato in appositi otri, veniva usato per la medicina del tempo, per l’illuminazione, quale combustibile e per usi militari.
L’acqua salsa era pregiata come “medicamento”, per curare malattie intestinali e della pelle…e anche per “la bellezza”.
Lungo le principali direttrici che risalivano la valle, verosimilmente dalla riviera del Po, avremmo visto le carovane mercantili che si dirigevano o che provenivano da Veleia, crocevia di strade (sentieri e carrarecce…) che attraversavano la pianura padana da est verso ovest e da nord verso il centro-sud e viceversa; direttrici antiche che congiungevano porti, città e terre appartenenti alle civiltà pre-romane.

Così Veleia, non distante dalla più antica Via del crinale che sarebbe in seguito, nel medioevo, divenuta la Via utilizzata dagli Abati, dai pellegrini e dagli stessi mercanti, si venne a trovare in una posizione più favorevole rispettto alla Via medesima citata; forse per questo potrebbe essere divenuta un centro di libero scambio, di commercio, di riposo dei carovanieri…dove tutti potevano essere accolti senza alcuna discriminazione, verosimilmente senza dazi …una specie di piccola “enclave” franca. Gli scavi archeologici per ora non ci hanno restituito nulla a tal proposito o troppo poco per fare ipotesi più attendibili; sufficiente per poter fare supposizioni…più o meno fantasiose (le mie sicuramente molto fantasiose).

I Liguri erano un popolo rispettoso delle culture che circondavano (e penetravano) i loro territori, ma anche geloso della propria autonomia; un popolo di agricoltori, cacciatori, boscaioli, guerrieri e anche mercenari al servizio di altri eserciti ma non un popolo di conquistatori.
Veleia dunque centro commerciale e anche luogo di “contaminazione” tra popoli diversi, dove si realizzò, come nel resto del Paese, una miscellanea di popoli che caratterizzò la Penisola italica per lunghi secoli.
Gli avvenimenti dell’epoca antica si susseguirono, e Veleia non dovette restarne completamente ai margini, si andarono modificando interessi, opportunità e alleanze, vi furono lunghi periodi bellicosi e, infine, sopraggiunsero la crisi e i nuovi dominatori romani che la “rilanciarono” quale vasto  Municipio Augusto di montagna…pur non operando per trasformarla in grande centro permanente. A tal proposito occorre anche riflettere sul fatto che quando scomparve cadde nel più profondo oblio, in pochi manifestarono interesse per una sua rinascita e dunque venne anche “cancellata” come  toponimo. Perché? Le scarse fonti archeologiche non ci hanno spiegato tale “mistero”.
Dopo qualche secolo “romano”, Veleia scomparve definitivamente; quando già la sua epopea era in parte scemata, fiaccata da nuove direttrici di traffico che lentamente la marginalizzarono a luogo di “villeggiatura” e poco più.
Il suo oblio sarebbe durato fino alla metà del secolo XVIII.

Sul finire del secolo XIX, l’intera area tra Veleia e Montechino, visse una nuova stagione, questa volta industriale, quella del petrolio (¹).
Ma ancora la guerra, la seconda tragica guerra mondiale del 1940-1945, interromperà un “sogno” di rinascita: andarono distrutti tutti i pozzi…e con essi la possibilità di ri-creare interesse per una zona agricola estremamente depressa.
E la gente dovette, nuovamente, abbandonare tutto e la forza operaia e industriale di Veleia-Montechino dispersa sperando che un giorno…

Veleia, una specie di Hong Kong antica? Difficile poterlo affermare. Facile trarne una storia romanzata…

(Tratto da “Viaggio in Valtolla, tra il mito, la boscaglia, le storie antiche e i luoghi perduti…”, storia romanzata di Sergio Valtolla).

(¹) Il culmine di questa attività si ebbe ai primi del ‘900, quando venne realizzato un oleodotto che trasportava il petrolio piacentino sino a Fiorenzuola d’Arda. Le località maggiormente interessate dalle trivellazioni furono Montechino in Val Riglio e Velleia in Val Chero, dove sorsero ben 354 pozzi.

Veleia: l’elisir di lunga vita…

  Solo pochi decenni dopo la nascita di Cristo in una Veleia romanizzata c’erano più di 11 ultracenentenari, un record. Tutti rigorosamente con oltre 110 anni compiuti. E quasi certamente anche parecchi centenari e ultra ottantenni. Merito anche delle preziose acque curative, cloruro-sodiche, che sgorgavano dal sottosuolo, dell’ambiente ma forse anche dell’alimentazione sana.

Sappiamo di sicuro che in epoca romana  queste acque salutari, che sgorgavano dal sottosuolo più remoto, vennero sfruttate per lo “stabilimento termale” fino a quando, diversi secolo dopo dalla colonizzazione,  la città venne travolta da enormi frane e inghiottita dalle viscere della terra dove é rimasta fino alla fine del 1700.

I curatori dell’iniziativa “Veleia officinalis”, 1 e 2 agosto p.v., pensano all’antica città come a un luogo legato al benessere e per questo propongono questo evento dedicato alla conoscenza di questo monto antico.

Il programma veleiate  tra le altre cose vi fará tornare a quei tempi antichi …

Vi farà conoscere i segreti e le particolarità della cucina tipica in voga in epoca imperiale, con esposizione di ricette e piatti ricostruiti sulla base delle fonti antiche (Apicio, Colummellla ecc). Vi mostrerà  le erbe utilizzate come condimenti nei piatti più sofisticati, i cui aromi sono dimenticati nell’alimentazione moderna.

Ma meglio di noi lo dice il programma della manifestazione che potete consultare cliccando qui!

Veleia: un appuntamento estivo che vale tutto…

Senza titolo

di S.Valtolla

Il sito archeologico di Veleia (comune di Lugagnano val d’Arda, Piacenza) si usufruisce meglio in estate, nella tarda primavera o all’inizio dell’autunno. Da qualche anno proprio in questa stagione estiva c’è l’appuntamento. Quello più atteso, prestigioso e bello: il festival di teatro antico. Continua a leggere “Veleia: un appuntamento estivo che vale tutto…”

Castell’Arquato erede di Veleia ?*

IMG_7420 _SnapseedDALLA LENTA AGONIA DI VELEIA A… CASTELL’ARQUATO. La storia di Castell’Arquato, secondo le fonti scritte, inizierebbe nel secolo VIII.  Tuttavia si ritiene, e a noi piace crederlo, che la sua origine possa essere ben più remota.

Quando Veleia, oppidum ligure, poi municipium romano, scomparve nel IV secolo  Castell’Arquato era già sviluppata e aveva assorbito molta parte delle attività di Veleia. Continua a leggere “Castell’Arquato erede di Veleia ?*”

Veleia: primo giorno di convegno…un successo!*

IV convegno di Veleia, in primo piano il sindaco del Comune di Lugagnano e l'assessore alla cultura del Comune di Piacenza (a destra nella foto)
IV convegno di Veleia, in primo piano il sindaco del Comune di Lugagnano e l’assessore alla cultura del Comune di Piacenza (a destra nella foto)

Oggi, venerdì 20 settembre 2013, dopo circa 50 anni si è aperto il IV convegno internazionale di studi veleiati nella frazione di Veleia, nella zona archeologica più importante del nord Italia. Un grande evento culturale organizzato dal Comune di Lugagnano v.a., le Università degli studi di Bologna e Padova, la Soprintendenza dei beni culturali dell’Emilia Romagna, con la collaborazione del Comune di Piacenza e dei circoli culturali  “Valtolla” e  ” Via dei Monasteri Regi”.

Stamani il padiglione, predisposto per ospitare oltre 180 persone, era pieno in ogni ordine!  Relatori provenienti da numerose università nazionali, europee e dal Canada, studiosi, appassionati di storia e un numeroso pubblico….

I lavori sono iniziati con un breve saluto da parte del Sindaco di Lugagnano, Jonathan Papamarenghi, e dell’assessore alla cultura del comune di Piacenza, Tiziana Albasi.

Il prof. Pier Luigi Dall’Aglio dell’università di Bologna, responsabile del comitato organizzatore,  ha quindi avviato i lavori…

Relatori di alto profilo si sono succeduti, ogni 30 minuti, dalle prime ore della mattina fino a stasera alle ore 18,30 circa per spiegare ai convenuti “lo stato dell’arte” degli studi scientifici veleiati e dell’archeologia dell’epoca preromana e romana nazionale e europea . Un convegno veramente ottimo!

Ottimo successo anche per la mostra dei poster  e degli audiovisivi “veleiati” allestita  nei locali della canonica.

Domani (sabato 21 settembre) si continua con altre relazioni dalle ore 9 alle 18 circa.

* nei prossimi giorni il blog pubblicherà un ampio resoconto fotografico di questo grande evento culturale.

Veleia: convegno internazionale di studi …dopo 50 anni!

Impressionante vedere come tanta gente affollasse il foro di Veleia che aveva questo aspetto "nudo" senza piante..(clic per ingrandire)

Erano 50 anni che non si effettuava un convegno a livello internazionale su Veleia.

Considerata la “Pompei del nord Italia”, ha sempre richiamato l’attenzione di esperti e studiosi di archeologia e storia antica ma un approfondito convegno di studi mancava da troppo.

Ora ci ha pensato l’amministrazione comunale di Lugagnano con le università di Bologna e Padova, la Soprintendenza per i beni archeologici dell’Emilia Romagna in collaborazione  con il comune di Piacenza, il circolo culturale “Valtolla” e l’associazione culturale “Via dei Monasteri Regi”. Con la partecipazione della Provincia di Piacenza e del Ministero dei Beni Culturali.

Durante il convengo, venerdì 20 e sabato 21 settembre presso i locali della rinnovata canonica veleiate (di fianco al sito archeologico medesimo), è anche allestita una importante e unica  mostra di poster e di audiovisivi dedicati al sito e ai recenti studi archeologici d’Italia.

Il convegno è veramente ricchissimo di importanti  comunicazioni di esperti provenienti da Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Canada.

Durante il servizio funziona un servizio ristoro.

Veleia: protagonista di queste giornate di mezza estate in valtolla…

934603_269191609890086_1084618726_nIl programma degli eventi che si svolgeranno a Veleia in questo scorcio di estate 2013 è quanto mai, inusualmente, positivamente e inaspettatamente, ricco e variegato.

Non la allunghiamo troppo… Continua a leggere “Veleia: protagonista di queste giornate di mezza estate in valtolla…”

Veleia: maggio 1954-giugno 2012…

veleia teatro 1954: foto Croci da “Guida antologia valdarda valchero” (clic per ingrandire)

Circa 60 anni fa, nei primi anni ’50, Veleia sembrò finalmente destinata ad un buon sviluppo turistico ma le cose non andarono così.

Il foro che ancora ora si ammira deve gran parte  del suo aspetto attuale al soprintendente Giorgio Monaco che ottenne il benestare del consiglio superiore delle antichità che il 19 Ottobre 1952 venne a far visita al sito archeologico. Continua a leggere “Veleia: maggio 1954-giugno 2012…”

Veleia: il teatro antico 2012 guarda alle stelle….

veleia, foro romano

Saranno le stelle il filo conduttore del Festival di Teatro Antico di Veleia, che per l’edizione 2012 propone al pubblico cinque appuntamenti divisi tra scienza, mito, drammaturgia, grande musica e cinematografia.
La rassegna, sotto la direzione artistica di Paola Pedrazzini dell’associazione Cavaliere Azzurro, è stata presentata questa mattina in Provincia Continua a leggere “Veleia: il teatro antico 2012 guarda alle stelle….”

Veleia: oggi l’infiorata, la gente e…prossimamente….

infiorata di veleia

Questo che oggi, Corpus Domini, si è inaugurato è il 46° anno che viene composto il tappeto fiorito, “l’infiorata”,  nella chiesa di Veleia dedicata a Sant’Antonino. Tra le ombre scure, rischiarate da qualche raggio di luce, in silenziosa ammirazione e Continua a leggere “Veleia: oggi l’infiorata, la gente e…prossimamente….”

Veleia: Voci dal tempo, echi e misteri….

mostra a veleia (estratto guida della mostra ); clic per ingrandire

Inaugurata sabato scorso, 21 aprile 2012, l’esposizione di Veleia “voci dal tempo” di cinque artisti contemporanei (Giacomo Galli, Chiara Madoi, Francesco Madoi, Guido Mori e Alexander Jarque) accompagnerà i visitatori nel foro antico fino al prossimo 30 settembre. La città di Veleia “romanizzata”, divenne oggetto di attenzioni per le sue acque termali e la sua ubicazione tranquilla…..poi  “misteriosamente”, forse lentamente,  scomparve……tra la fine del III° e l’inizio del IV° secolo d.C..

Da allora… echi e leggende, antiche presenze, mistero, folletti e orme misteriose del diavolo…….che il tempo non ha cancellato. Continua a leggere “Veleia: Voci dal tempo, echi e misteri….”

Che i romani fossero giunti in valtolla….

villa san lorenzo (castell'Arquato), antica fabbrica del cibo romana?

Che i romani fossero giunti in valtolla lo sapevamo prima di tutto perché qui abbiamo l’esempio massimo della loro presenza: Veleia.

Che i romani e, prima di loro, altri popoli abitassero la valtolla lo sapevamo grazie al lavoro di ricerca compiuto, per esempio, dall’associazione archeologica “Pandora” e da altri illustri ricercatori.

Che la parte della media Val d’Arda (o se volete l’estremo nord della valtolla)  ove si insediarono di preferenza i romani fosse anche quella “destra” del torrente Arda lo “sospettavamo” e diverse prove erano già venute alla luce. Continua a leggere “Che i romani fossero giunti in valtolla….”

Veleia devastata da soldatesche

L’Appennino è ampiamente interessato da frane anche antiche e non per questo è stato abbandonato ma….Veleia invece si!  Dopo una grande frana (pare!) il luogo fu abbandonato e per secoli se ne persero addirittura le tracce.

In qualche occasione alcuni grandi studiosi sostennero che forse non di sola frana …sparì Veleia! Forse la zona aveva perso d’importanza, le “strade” dei commerci avevano cambiato direzioni, il luogo era, oltretutto, stato interessato anche da una grande frana  e l’oblio divenne inevitabile.  Tutto questo “declino” potrebbe aver  subito un accelerazione  in epoca di decadenza dell’impero…

Si erano persi interessi commerciali e “termali”  e, come accadde a altre tante zone “interne”, anche questa fu lasciata in balia si se stessa e di soldataglie sbandate che saccheggiavano e uccidevano….

Ci potrebbe stare che per oltre 2-3 secoli (un periodo lunghissimo!!) queste zone,  al margine dell’ ex impero in lenta e inesorabile decadenza, restate probabilmente senza stabili difese istituzionali fossero divenute, come altre, terra di scorribande di soltataglie e mercenari che ne accelerarono il definitivo abbandono…..

Le scorribande significavano morte, distruzione di beni e messi, violenze e terrore perenne che non potevano che essere tollerate e che costringeva le popolazioni sempre più a “ricercare” difesa ….e difensori.

Ipotesi e interrogativi ai quali gli studiosi cercano da anni di dare risposte ma quando arrivano a qualche possibile certezza…..eccoti una nuova ipotesi frutto di rigorose ricerche di esperti….

Le ipotesi della dott.a Calvani (dalle quali traiamo spunto per il post) pubblicate 35 anni fa  circa dalla guida antologica della Valdarda siamo sicuri siano state interamente esplorate?

Una certezza l’abbiamo maturata: Veleia soffre, ancora come 35 anni fa, più che mai di scarsa valorizzazione turistica….una risorsa “azzoppata” perché quel poco che si riesce a fare è solo da ascrivere al merito locale e, si sa, comuni e provincia non sono “pieni di soldi” neppure da noi.