Perché la natura in montagna è bistrattata…

Il quotidiano Libertà lo scorso venerdì 11 giugno 2010 ha ospitato, nella sezione il giornale delle opinioni, un bell’ articolo della sig.a Anna Prati Zani.

Vi consigliamo di leggerlo!

“Da ogni parte del mondo arrivano …catastrofi annunciate. Quante catastrofi annunciate anche per il nostro territorio? Qualcuno ne potrebbe fare un censimento? L’elenco sarebbe lungo (n.d.r.: da vergogna!). Ma nei tanti anni passati qualcuno, almeno qualcuno, fra i tanti amministratori che si sono avvicendati, ha avuto qualche attenzione concreta per prevenirle? Si accorgono che queste apocalissi potevano essere evitate’ O è più redditizio, per i vari politici e politicanti, fare i lavori male, o meglio ancora non farli, per poi intervenire con miliardi e miliardi, (perdendone un po’ per strada) per salvare ciò che resta? Sono anni che vado scrivendo sui gravi  problemi  della montagna, ma nessuno ha fatto cenno di avere capito quali fossero i pericoli cui si andava incontro, con gravi danni anche per la pianura. Non più tardi dell 11 marzo 2009 scrissi sulle frane e sulle cause principali ed eclatanti di questi disastri…….Le ragioni sono tante, ma forse le principali sono che al governo del territorio si sono avvicendati numerosi amministratori  non preparati a questo compito….Nel 1998  scrissi di queste cose aggiungendo che chi si candidava a essere eletto amministratore doveva essere sottoposto a un test attitudinale…..”

Questo è solamente un estratto dell’articolo che ha un impostazione “educativa”, propositiva….riflessiva.

Anche noi siamo convinti che occorra “fermarci” dalla inevitabile autodistruzione….anche noi abbiamo scritto tante volte sull’ambiente, sulla nostra meravigliosa e unica terra di cui siamo custodi per le future generazioni, per i nostri nipoti…..

Sulla valtolla, sulle valli piacentine, sulla storia di Piacenza tanto si è detto e scritto ma poco si è concretamente fatto per preservare “veramente” la natura, il nostro paesaggio agrario, il nostro patrimonio storico, le nostre tradizioni….poco per garantire servizi permanenti “normali” anche a chi ha deciso di non vivere in Piazza Cavalli; anche a chi ha deciso di restare in campagna, in montagna vicino ai suoi affetti, alla sua terra…..perché i diritti sono come i doveri e viaggiano in coppia!

Un commento

  1. La sig.ra Anna, nonostante non sia più una giovincella, ci sta ancora insegnando a tutti che quando c’è in ballo il futuro della nostra terra, non bisogna avere peli sulla lingua.

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