Non ho alcun rispetto….(editoriale per il 2011)

di Sergio Valtolla

Non ho alcun rispetto per coloro che porterebbero al mercato il “paesaggio” e il suo Dio creatore se potessero ricavarne qualcosa!

Costoro non hanno mai ringraziato Dio per quello che hanno ottenuto, per il bello che li ha sempre circondati e per qualche centesimo scintillante venderebbero anche l’aria che respirano.

Non sono tenero con questa gente [omuncoli!] che piuttosto della bellezza della zona in cui abitiamo preferiscono specchiarsi nel lucido di una moneta da dieci centesimi [ liberamente ispirato da “walden”].

Ci ha particolarmente colpito, nei giorni scorsi un articolo apparso sul quotidiano “libertà” che trattava dello stato di abbandono in cui versa il patrimonio artistico  e religioso del nostro Appennino….

” …..tutelare il “bello” anziché “danneggiare il territorio con ettari e ettari di pannelli fotovoltaici”….Parlando dello stato di conservazione  di molte chiese e oratori continua affermando che ….«le manutenzioni piccole, se rimandate, diventano grosse e non ci sono soldi per affrontarle. Il piccolo tesoro finisce per disintegrarsi, diventa un rudere, il tempo lavora contro di noi»…..Un esempio di questi gioiellini? «… in Comune di Ferriere – risponde ancora monsignor Ferrari – c’è il piccolo santuario di Santa Maria della Gratra, una chiesetta romanica. Mi dispiacerebbe vederla abbandonata, sono uno di quegli esempi di edilizia antica che potrebbero costituire un’attrazione turistica. Nessuno utilizza artisticamente il nostro patrimonio. Certo il panorama è diverso da Montecarlo ma anche questo è un turismo che può essere coltivato. Invece si pensa a realizzare pale eoliche e si mettono ettari e ettari di pannelli fotovoltaici. C’è bisogno di “bello”, noi lo abbiamo ancora ma lo stiamo distruggendo…

Come non essere d’accordo!

Noi, qui in valtolla rincariamo la dose: che diritto aveva lo sporco e stupido “padrone” della nostra vita di vendere l’aria che respiriamo tra il ponte dell’Arda di Lugagnano e il molino Teodoro ?

I suoi campi o i loro campi non daranno messi, non daranno fiori, non daranno frutti ma solamente denaro…..

Per costoro i frutti non sono belli o buoni, son solamente maturi quando si trasformano in denaro!

Per noi no! Noi vorremmo che da questo sudiciume sbucasse un fiore da sistemare in un bel giardino-paesaggio, con i contadini e gli artigiani che producono tanti buoni prodotti, i bambini che crescono sani e non intossicati delle polveri fini e da altre schifezze anche peggiori di quella menzionata, gli animali, la vita sociale….la serenità.

Noi vogliamo sempre di più che venga valorizzato un paesaggio naturale, agrario e storico per farlo  divenire meta di turismo sociale, di vita e di nuovo lavoro per i giovani…..questo è l’auspicio per il 2011, 2012, 13,14,15,16….ecc…..ecc…..

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2 pensieri su “Non ho alcun rispetto….(editoriale per il 2011)

  1. Gentile Sergio,
    magari fosse solo “l’aria che respiriamo tra il ponte dell’Arda di Lugagnano e il Molino Teodoro”.

    Circa 20 anni fa venne svolto uno studio, da parte di una società di Trieste, sui licheni come bioindicatori nel circondario della cementeria UNICEM di Vernasca. Furono trovati i vari inquinanti persino nei versanti di Vicanino- Antognano dintorni e poi, dall’altra parte, su verso Monte e Favale.

    Dopo 20 anni la situazione potrebbe forse essere migliorata?

    E davvero nel paese di Vernasca, a Vezzolacca, o a Castelletto, ecc. si può dire che non arrivano le emissioni UNICEM?

    Si consideri, inoltre, che, da allora, in questa cementeria risultano essere state bruciate anche farine animali ed altri rifiuti, oltre che il famigerato coke da petrolio (quale combustibile per ottenere il cemento), che già da solo era stato abbondantemente contestato al momento del cosiddetto “ampliamento” dell’impianto cementiero.

    Vede, non si può propagandare tutto quello che l’UNICEM comporta come costo obbligatorio da sostenere per lo “sviluppo” economico della val d’Arda.

    I posti di lavoro in loco dovuti all’UNICEM, commisurati con l’impatto della cementeria, hanno un alto prezzo.

    In questo caso ci si può ben chiedere: “Non costa forse più la bagna che lo stufato?

    Cordialmente,
    Anna

    1. cara anna,
      hai proprio ragione!
      mi piace come finisci ” non costa forse più….” tragica realtà.
      grazie per il tuo commento e per la tura acutezza!
      sergio

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