Camminando nella voragine della balena…

CAMMINANDO NELLA VORAGINE DELLA BALENA…

(Sergio Efosi Valtolla, fotoamatore, escursionista e narratore; escursioni del 03 e 06/02/2020)

A poca distanza da Magnano di Carpaneto P.no, Diolo e Prato Ottesola, sul crinale che suddivide Val Chero e Val Chiavenna, vi sono vallecole che si possono percorrere attraverso buoni sentieri.

Siamo nelle aree protette, ad altro grado di naturalità, della “Riserva Geologica del Piacenziano” (Parchi del Ducato).
Luoghi dove, in diverse occasioni, furono rinvenuti importanti resti fossilizzati di balenottere e migliaia di conchiglie di rilevante interesse scientifico, testimonianza del mare antico…
In diversi territori della “Riserva” medesima sono state istituite delle sub aree attrezzate con cartellonistica informativa e didattica che purtroppo, in molti casi, è pesantemente degradata o ricoperta da folta vegetazione.
Da Diolo in ogni caso si può effettuare una gran bella escursione che unisce viste panoramiche, frammenti di storia e geologia.
Un percorso tra la torre medievale di Montezago e la famosa “Buca della Balena”, con un tratto (breve) decisamente da percorrere con attenzione a strapiombo sulla voragine dove vennero ritrovati due scheletri di balena.
Già al raggiungimento della torre di Montezago, le belle viste panoramiche sulla sottostante Val Chero si sprecano con la vista dall’alto della vicinissima zona geologica del rio Carbonaro e dintorni con tantissimi calanchi bianchi, gli eremi di Montezago e di Sant’Espedito e il castello di Olmeto (oltre il torrente Chero).
Ma le sorprese non sono terminate.
Dopo i resti della torre di Montezago, legata alle vicende medievali del feudo di Olmeto e che nel corso dell’ultima guerra mondiale fu teatro di importanti episodi bellici, il sentiero scende fino a raggiungere la strada asfaltata che dalla fondovalle del Chero conduce da Tabiano a Prato Ottesola, ecc…
Subito a sinistra c’è la carraia che conduce al crinale di partenza.
Percorsi solo poche decine di metri, a destra c’è un vecchio e poco visibile sentiero (degradato a causa del gelicidio e degli smottamenti) che conduce alla grande voragine della balena, davvero spettacolare e profonda.
Qui affiorarono, nel secolo XIX, i resti fossilizzati di due balene intere; lo scopritore fu Giuseppe Cortesi al quale è dedicato il Museo Geologico di Castell’Arquato.
Nella “Buca” sono ben visibili le antiche stratigrafie delimitanti terra, sabbie gialle e quelle parti più chiare, quasi bianche, che indicano la forte presenza di resti fossilizzati dell’antico “Golfo Padano”.
Pure l’ultimo tratto del sentiero di ritorno riserva una bella deviazione a sinistra che sbuca su un prato dal quale si gode di una bella vista su Magnano e il suo bel castello.

Questo percorso (escludendo la breve deviazione della voragine) è adatto anche alle MTB e in parte è segnalato dalla UISP.

ALTRO DA VEDERE E GUSTARE IN QUESTA ZONA.
-Aree geologiche di Rio Carbonaro e di Rio Stramonte;
-vini doc dei colli piacentini (con uno speciale Gutturnio doc e il bianco frizzantino, leggermente abboccato, Monterosso Val d’Arda);
-ottima ristorazione presso: Trattoria Belvedere di Magnano, Trattoria Biasini di Magnano Chiesa, Agriturismo Al Cögn di Diolo e Ristorante Torretta di Chiavenna Rocchetta.

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