I funghi sono una passione ma….sono rarissimi.

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Ora proprio non c’è appennino valdardese o piacentino  che tenga: i funghi sono spariti, evaporati al caldo estivo. Oltretutto per almeno una settimana  non si prospettano piogge appenniniche rilevanti.  Le previsioni mettono sole e caldo ancora per diversi giorni. Continua a leggere “I funghi sono una passione ma….sono rarissimi.”

Della montagna si parla bene in estate e poi…

2016-07-24-teruzzi-0977IN ESTATE PARLAR DI MONTI FA TENDENZA…

Delle nostre vallate alte, per intenderci quelle più belle, a tratti molto suggestive e tutte da scoprire si parla sempre, quasi esclusivamente, in estate. E ci sono luoghi che concentrano l’attenzione di media perché i loro amministratori riescono a mandare in scena il “teatrino della politica” per parlare di cose belle, dei loro progetti, delle loro tante promesse… quasi dei sogni a occhi aperti.
Poco male, serve anche sognare! Ma non è sufficiente.
Qualcosa, a dire il vero pochissimo di quelle annunciate, viene anche realizzato.
Mi piacciono sopratutto i grandi proclami che fanno “assessoroni e assessorone” della Regione che per ferragosto e dintorni, quando tutti i palazzi della politica sono chiusi, si fanno una specie di selfie collettivo tra amici e omettono sempre (sic!) di parlare di argomenti scottanti: carbonext; che fine farà l’ospedale di Villanova, centro di eccellenza della nostra sanità in procinto di essere smantellato; il bitumificio di Gossolengo; lo stato pietoso delle strade provinciali; il disastro del lungo Po piacentino che piace solo nei proclami ma poi viene sempre “schivato” quando si tratta di far qualcosa di concreto… per non parlar di veri problemi legati all’assetto idrogeologico montano e alto collinare, argomento di cui i politici “preferiscono” parlare dopo una bella franona per promettere 100 e poi dare 10…quando ci va di lusso.
Nella montagna valdardese l’ultimo “grande intervento pubblico” che io ricordi (forse ho la memoria corta…) è stato al Parco Provinciale per abbattere un sacco di piante che non davano alcun fastidio…ovviamente si è fatto con la scusa del “risanamento”, e così un sacco di soldoni nostri se ne sono andati per un’altra cosa inutile.
Ma ho speranza (ancora una volta) che i buoni propositi annunciati nel bel comune appenninico di Cerignale in Valtrebbia prima o poi si concretizzino…speriamo prima che poi.

E ANNUNCIANO ALTRI SOLDI…
Entro ottobre, ci informa il nostro quotidiano, i comuni e i consorzi forestali potranno chiedere interventi a fondo perduto (avete capito bene: a fondo perduto), per progetti rientranti in un un range di spesa tra 50 e 150 mila €, per fare un sacco di cose legate al turismo: dal ripristino della sentieristica alla realizzazione di piccoli rifugi, dal posizionamento della segnaletica ai percorsi didattici nella natura, dalla realizzazione di nuove aree di tutela al ripristino dell’esistente, ecc…
Perché ne parlo?
1- perché mi illudo che si possano finalmente fare cose buone e utili per la montagna;
2- perché con 150 mila € si possono realizzare e ripristinare, se spesi bene e in accordo con il volontariato locale, km e km di sentieri, tabelle-segnavia, apporre punti info, ecc…

Mi illudo che stavolta non si sperperi ancora una volta tutto per realizzare cose inutili e ingestibili (potremmo farne un lungo elenco…) che dopo qualche anno sono inutilizzate e inutilizzabili alla faccia dei nostri soldi finiti nel nulla.

In ogni caso (sempre perché mi illudo che le cose possano migliorare) noi dell’associazione Via dei Monasteri Regi, con tanti amici e altre associazioni del territorio, ci siamo!

Editoriale di Sergio Valtolla©

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L’anima montanara della Valtolla nonostante il carbonext…

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assemblea pubblica contro il carbonext

Editoriale di Sergio Efosi

Quando circa 15 anni fa sono “ri-partito” per l’Appennino, pensavo solo di sfuggire per qualche ora alla settimana dal solito mondo monocorde e falsamente moderno che frequentavo per la mia professione. Un Appennino che avevo frequentato, da Morfasso a Ottone, per lavoro tra la fine degli anni settanta e l’inizio degli anni novanta del secolo scorso e che avevo lasciato in gran parte smarrito…che arrancava. Continua a leggere “L’anima montanara della Valtolla nonostante il carbonext…”

Estate 2016: quello che ci regala la Valdarda…(foto-articolo*)

2016-07-22-capossela-4348In questa strana estate, iniziata da poco, calda e umida di giorno, fresca e spesso ventilata di sera la Valdarda ci regala tanta cultura, teatro, musica, divertimento e buon cibo… Continua a leggere “Estate 2016: quello che ci regala la Valdarda…(foto-articolo*)”

Montagna e pianura bassa: stesso destino, stesso abbandono ma…

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B&B Oasis of Bikes (Ciclovia naturale europea “Po fiume d’Europa”, da Torino al mare Adriatico in bici…) 

Conosco bene la montagna piacentina ma anche la pianura più bassa, quella rivierasca del Po tra Caorso e Villanova dove terminano le rispettive discese dai monti: Chiavenna, Arda e Ongina. Riviera “delicata”, estremamente fragile con campagne molto disabitate.

In montagna dove l’abbandono è più evidente regnano erosione, frane, boschi devastati, macerie e case fantasma; nella riviera  del Po dove le parti in argine sono più “rinunciate” regnano grandi corti  con grandi stalle, e ricoveri attrezzi,   diroccate e desolate, attrezzatura agricola vetusta e arrugginita sparpagliata ovunque, case contadine disordinate e provvisorie, terre sconvolte dal diserbo e dal disordine ecologico.

Ma tanto nel monte quanto nel piano resistono e si consolidano anche esempi positivi che il blog documenta…

In ambienti nascosti, lontani dal caos, sopravvivono paradisi naturali di una bellezza straordinaria.

Quello che documentiamo con le foto sono il bello ritrovato (per caso…) lungo il Po  tra Arda e Ongina, dove i nostri torrenti si gettano nel mare padano…

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Oasis of Bikes è gestita fa Giuseppe ( che non ama farsi fotografare) classe 1954, simpatico e artista. Consigliere comunale di Villanova sull’Arda. Ma ha confidato ” Come per il maiale, anche della bici non si butta niente…” e mi ha mostrato cosa ha creato con parti di bici in disuso, copertoni compresi.
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Qui ci sono due parchi: “Il lancone” e “Isola Giarola”, regno di germani reali, aironi, gazzette e centinaia di altre specie che passano, si fermano, nidificano, ripartono…vivono. Siamo a poche decine di metri dalla riva del Po.
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Per recarmi da Giuseppe ho percorso una parte del Parco a piedi…nel verde e tra il canto della natura…

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Siamo nelle “Terre Verdiane” a circa un paio di Km dalla casa di Verdi, a Sant’Agata di Villanova (Piacenza).
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In riva al Po c’è l’oasi dell’isola Giarola, parco naturale, con una splendida  e grande area pic nic attrezzata con gazebo, panchine, giochi, barbecue…parcheggio… 
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della bici non si butta niente…piccoli oggetti per amanti delle bici…

L’America scoperta di Colombo? Un punto di vista dal Nuovo Continente.

 

 

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disegno raffigurante la casatorre dove nacque C.Colombo (Bettola)

 

L’inedita tesi di studio del colombiano Julián Lombana

 

di Renato Passerini*

Nei giorni scorsi nell’ambito del Festival Internazionale dei Giovani a Casa Montagna-Ferriere, Julián Lombana Mariño, Colombiano D.o.C. , Direttore delle Orchestre del Conservatorio di Trento e assessore internazionale Fundación Batuta-Colombia, la cui orchestra, unitamente ad una gruppo di musicisti trentini, è stata l’applauditissima interprete della tournèe piacentina de “La via dei Concerti”, ha avuto di visitare Bettola. Nella Piazza del capoluogo della Valnure, ha scosso visibilmente la testa al cospetto della  statua di Cristoforo Colombo.

A conoscenza dell’episodio unitamente a Carlo Devoti e a Cesare Zilocchi abbiamo cercato di capirne le ragioni.

(ndr: leggete attentamente la tesi che viene dal Sudamerica…) Continua a leggere “L’America scoperta di Colombo? Un punto di vista dal Nuovo Continente.”

Prato Barbieri: niente niente, tutto tutto…o quasi.

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prato barbieri google earth

Prato Barbieri (circa 900 metri) si raggiunge praticamente da Morfasso (Valtolla), Bettola (valnure), Groppallo via Santa Franca, Gropparello, Carpaneto e Lugagnano via Veleia, San Michele in valchero.  Continua a leggere “Prato Barbieri: niente niente, tutto tutto…o quasi.”

Francesco Chinosi, giovane agricoltore di montagna…

Questa è attualità! I giovani che ritornano a lavorare la terra. Nei prossimi 4 anni si creeranno 100 mila posti di lavoro in campagna. Con questo breve filmato di 3 minuti vi mostriamo Franceaco Chinosi, giovane dell’Alta Val Nure di Farini, al confine con Morfasso in Valtolla che vi racconta cosa fa in inverno tutto solo a Predalbora…

Certo una vita dura, molti sacrifici e redditi forse minori rispetto a chi fa l’operaio o l’impiegato  in città ma …tanta passione, stress quasi a livello zero, libertà assoluta, vita all’aria aperta, utilità sociale (che, diciamo noi,  andrebbe maggiormente riconosciuta!), alimentazione super-naturale  e tante piccole soddisfazioni che ripagano la scelta compiuta. (dedicato ai giovani che si dedicano alla montagna…)

Francesco in primavera semina patate e in estate le vende direttamente (molto richieste e molto buone). Chiunque salendo in Valdarda fino a Santa Franca può raggiungere Francesco e acquistare le  patate…(solo 40 minuti da Fiorenzuola d’Arda, una bella gita che offre paesaggi super belli!).

Primavera in Valtolla: dal croco alla volpe, dalla ghiandaia al lupo…

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la cinciarella (s.serra)

di S.E.Valtolla

Il mio legame con l’Appennino è noto. L’alta Valdarda-Valtolla è un mio luogo amatissimo. Lo conosco, l’ho percorso a piedi e in auto, ho registrato migliaia di immagini con l’avidità di chi cerca di far ricordare il bello che ha incontrato (spero, almeno un po’, di esserci riuscito…).

Ho trovato paesaggi, vegetazioni, colori, animali, uomini…spesso non più giovanissimi, custodi dei luoghi che ricordo con piacere, che sono sempre nei miei pensieri. I colori e le forme delle stagioni  offrono godimenti che solo un affetto umano riesce a superare.

Ora che la primavera è timidamente iniziata mi vengono in mente i pittori dei paesaggi, quelli che sanno impressionarmi e che poco per volta, giorno dopo giorno, sanno trasformare un “movimento”, un sentimento, in emozione.

ghiandaia di e.civitillo
ghiandaia (e.civitillo)

Continua a leggere “Primavera in Valtolla: dal croco alla volpe, dalla ghiandaia al lupo…”

Dissesto e frane: non basta fare, occorre anche mantenere…

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foto 1-come si presentava l’intervento appena terminato …(2009)

Foto e testi di Marco del lest

Le foto che seguono sono molto eloquenti… si tratta di un piccola briglia in legno di castagno e pietra locale, posta a monte di un tombino stradale.

L’opera è stata costruita nell’estate 2009 nei pressi di Monte Chino di Gropparello ed è un semplice manufatto realizzato con tecniche di ingegneria naturalistica, in cui gli unici materiali di provenienza extracomunitaria (cioè provenienti da territori all’esterno delle Magnifiche Comunità della Val Riglio e della Val Nure) sono il tubo in plastica, i chiodi ed il filo di ferro zincato.

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foto 2- come si presenta ora lo stesso intervento della foto 1…

 

La briglia ha retto a tutti i fenomeni alluvionali degli ultimi anni ma rischia di non reggere al fenomeno più devastante in assoluto: l’incuria.

Infatti basta vedere le foto successive e si nota come la vegetazione spontanea stia colonizzando tutta l’opera.

Questo indubbiamente è il segnale più eloquente che dimostra il buon funzionamento della struttura, infatti se nascono le piante nella platea significa che questa non è soggetta ad erosione e di conseguenza il torrente non erode le scarpate della strada provinciale.

Ma lasciando sviluppare questa vegetazione a rapido accrescimento (salicone e pioppo tremolo) si avrà lo scalzamento delle pietre della platea e delle traverse in legno dovuto alla crescita delle radici e dei fusti ed il conseguente disfacimento della briglia.

Basterebbe solo un’ora di decespugliatore, qualche colpo di roncola ed un pizzico di buona volontà per scongiurare tutto questo.

Se poi vogliamo proprio strafare potremmo dare una pennellata di impregnante alla staccionata… ma senza esagerare… non vorremmo mai dare l’impressione di amare il nostro territorio presentandolo curato almeno nelle piccole cose…

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foto 3- ome si presentava…
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foto 4- come si presenta ora…
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foto 5-  come si presentava…
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foto 6-come si presenta ora…
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foto 7- come si presentava …
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foto 8- com’è ora…

 

 

 

 

 

 

 

 

1951: cronache della montagna e della miseria…

chiochi di una volta (dal web); i ragazzi riuscivano sempre, in ogni situazione, a essere spensierati...
chiochi di una volta (dal web); i ragazzi riuscivano sempre, in ogni situazione, a essere spensierati…per fortuna.

IN GENERALE SUCCEDE…

A volte quando si pubblicano, tramite le pagine di facebook o sullo stesso blog, vecchie foto e cartoline del periodo compreso tra l’inizio  del secolo scorso e i  primi anni ’50 del secolo scorso si ricevono commenti molto simpatici ma anche qualche inutile “nostalgia” di quei tempi passati che furono molto, molto, molto duri e difficili.

Certo l’aria era buonissima, l’acqua non inquinata, c’era, in tante situazioni, un buon “umore” sociale ma la vita, per gli adulti in particolare , non era spensierata e serena come qualcuno pensa o si ostina a farlo. Conoscere realmente la storie del passato serve per comprendere le cose buone che abbiamo perduto ma anche per evitare di ricadere in errori  tragici. Errori pagati duramente dalle famiglie “normali”, cioè dal 95% della popolazione. Continua a leggere “1951: cronache della montagna e della miseria…”

fate bello lui che vi suicidate il “numale” (maiale)… in casa (2-fine*)

norcini vall'ongina 1di Brigante della valtolla

La sensazione dell’arrivo dell’inverno la si aveva davvero quando si ammazzava il maiale.

“…Fate bello lui che vi suicidate il “numale” in casa…”, così aveva scritto in un pensierino un mio compagno di scuola “alimentare”, il quale abitava in paese, su alla Vernasca. Questo tormentone ha attraversato i ricordi della mia gioventù legati alla macellazione dei maiali nel villaggio dei Ferrai.

Agli inizi degli anni ’60, quando la fòrmica e gli intonaci avevano già sostituito la noce e il sasso, quasi tutte le famiglie in campagna allevavano il maiale, quelle abbienti ne allevavano due. Vero il detto vernaschino “A lè tatmè avèg u’ salvadaner in cà”, (come avere un salvadanaio in casa), perché il primo maiale serviva per pagarli, il secondo era gratis. Continua a leggere “fate bello lui che vi suicidate il “numale” (maiale)… in casa (2-fine*)”

Fate bello lui che vi suicidate il “numale” (maiale)…in casa (1 di 2).

macellazione in vall'ongina

di Brigante della Valtolla

Quando arrivava l’inverno ai Ferrai, il piccolo villaggio dove sono nato, e la neve ricopriva tutto e tutti, si poteva cominciare a vedere “l’uslè dal fréd”, lo scricciolo solitario, grande come un pollice, saltellare da un ramo all’altro sulle siepi di rosa canina, alla ricerca di cibo.

Il passero, che invece preferiva stare in compagnia, si nascondeva al caldo dentro l’erba ammucchiata nei fienili. Il tasso dormiva ormai della grossa sotto i cespugli verso l’Ongina e lo scoiattolo rosso, ancora sveglio, tentava di avvicinarsi alle case, lo si vedeva perché lasciava piccole orme inconfondibili. Continua a leggere “Fate bello lui che vi suicidate il “numale” (maiale)…in casa (1 di 2).”

Chi ben conosce la montagna e la sua gente…

GIIPRO0a012020150108_2Domenica 8 febbraio (ndr: 2015) don Ezio Molinari prenderà possesso delle tre parrocchie della città di Piacenza che la Diocesi gli ha affidato (San Francesco, San Pietro e Santa Maria in Gariverto) e lascerà l’alta Valnure dove, per 21 anni, si è diviso tra le parrocchie di Brugneto, Castelcanafurone, Curletti, Metteglia e all’occorrenza Ferriere.

Se un lettore del blog non sa dove si trovano tali località allora sappia che sono tra le più “alte” parrocchie piacentine, quasi sperdute sui monti di Piacenza, poco distanti dalla prov. di Genova. Luoghi molto desolati, ora più desolati.

Il quotidiano “Libertà” con la brava Maria Vittoria Gazzola oggi gli dedicano un ampio articolo, un omaggio, un giusto omaggio a chi quella montagna l’aveva scelta, e l’ha vissuta con amore.

Noi riferiamo un breve estratto…

Gazzola «Com’è la montagna oggi?»

Don Ezio «Lasciata sola, i residenti continuano a diminuire, sembra di essere agli sgoccioli della vita. Ma ci sono piccoli miracoli, come a Curletti dove i 12 abitanti hanno costituito un circolo, ristrutturata la scuola, organizzano incontri e feste, ripuliscono i castagneti».

Gazzola «Lei ama la notte, sembra di capire osservando le sue fotografie»

Don Ezio «E’ un fascino che sento fin da bambino, c’è una dimensione onirica del paesaggio che per me è particolarmente attraente (cieli stellati, paesi illuminati, il riflesso della luce lunare sulla neve): la solitudine al cospetto del panorama della pianura illuminata dà un senso di piccolezza, la tua, e di infinito del mondo che hai davanti. La notte apre a una dimensione differente dell’ambiente naturale».

Gazzola «Quali letture ha scelto per riprendersi la città?»

Don Ezio «L’Evangelii Gaudium di papa Francesco che ho sentito molto vicino fin da subito. Inoltre scritti di Carlo Maria Martini e di David Maria Turoldo per la loro visione dell’uomo contemporaneo e della realtà attuale».

Noi aggiungiamo: Don Ezio è un prete amato dai suoi parrocchiani e anche un grande fotografo. Un uomo che conosce la montagna e la sua gente.

In montagna il valore del lavoro non vale?

Senza titolo1di Marco del lest

In questi giorni è stato ultimato l’intervento di ripristino di un tratto di strada oggetto di cedimento per il solito movimento franoso purtroppo tanto frequente sui nostri monti. Si tratta della strada che dal passo di S. Franca scende verso Groppallo, in comune di Farini.

Io non sono un tecnico, ma da semplice utente di quella strada mi pongo alcune domande: Continua a leggere “In montagna il valore del lavoro non vale?”