Bye bye Valtolla! Alcune riflessioni sul turismo e sugli operatori del settore…

veduta di Veleia antica.

Abbiamo atteso qualche giorno prima fare considerazioni sul “convegno-dibattito” di Settesorelle in valtolla, che si è svolto lo scorso 14 giugno c.a. alla trattoria Harry’s.

Intanto registriamo che i sigg. Marinello e  Sofia, titolari e gestori della trattoria citata sono stati, come sempre, all’altezza della situazione tanto nel dibattito quanto in cucina.

Ottimi cucina, salumi e i vini;  ottime le tagliatelle e il cinghiale in umido.

L’ampio articolo di Saccomani, apparso sul nostro quotidiano Libertà il 16 giugno, coglie appieno il senso della serata.

NOSTRE CONSIDERAZIONI

Per non ripetere la cronaca riportata dal quotidiano citato ci limitiamo ad avanzare alcune considerazioni [non esaustive rispetto alle problematiche sollevate nel corso della bella serata].

1-      studi di settore e fiscalità montana. Quasi tutti gli operatori presenti hanno sollevato il problema proponendo riduzioni del carico fiscale in virtù di maggiori costi sostenuti a fronte di “stagioni turistiche” limitatissime, ai disagi strutturali e geo-ambientali. Noi sosteniamo che il registratore fiscale è un fallimento ovunque e che sarebbe senza dubbio ora di riformare gli studi di settore considerando che in montagna c’è anche la questione del “presidio sociale” oltre che della stagione, dei maggiori costi di riscaldamento, ecc…….

2-      Strade. Sono una vera emergenza montana [giustamente sollevata da un operatore turistico presente, il sig. Luca Boselli ] senza le quali non arriva la gente poiché il potenziale turista non si fida a raggiungere questi luoghi se non è sicuro nelle strade che deve percorrere. Questo, di conseguenza, determina un serio danno economico e il progressivo abbandono del territorio. Gli stessi giovani e le famiglie con ragazzi in età scolastica non accettano più tali gravi disagi…sempre più permanenti e…….Bye, bye Valtolla!.  

3-      Giovani e divertimenti. L’intervento di Natalie Losi ci è parso cogliere uno dei veri problemi montani quando parlando dei giovani figli dei numerosissimi emigrati ha affermato  “…Stanno perdendo la voglia di venire, nonostante abbiano tutti la casa in Alta Valdarda, perché non c’è niente da fare. Anche le famiglie non vengono più, perché i loro bambini si annoiano.” Poi ha proseguito” I giovani vanno via perché qui non c’è niente…..”.
Il commento non serve è superfluo…è la pura verità!

4-      Risorse naturali e storiche. Tra le tante questioni emerse, riprese dai Sindaci e dall’assessore provinciale, Maurizio Parma, presenti,  quelle relative al lago di Mignano, assolutamente non “sfruttato” turisticamente; quelle attinenti la sentieristica ancora modesta e spesso malconcia [non esiste un “cammino rotondo” ininterrotto neppure di vallata. Noi aggiungiamo che, in tutta la vallata c’è una sola piscina tra Morfasso e Castell’arquato e zero balneabilità a monte e a valle della diga di Mignano [ esiste un problema di deflusso? ]. Insistiamo sul fatto che non esiste quasi nulla riguardo i percorsi “alternativi” francigeni e romei.

Le presenze del direttore di Libertà dott. Rizzuto, dell’ Unione commercianti dott. Struzzola , dei giovani e brillanti Sindaci e amministratori locali Molinari, Croci, Baccanti, Boiardi, Bonfanti e Bosoni rappresentanti di Lugagnano, Morfasso, Castell’arquato e Vernasca  e  dell’assessore provinciale al turismo citato  coronano il successo e l’importanza del convegno-dibattito.

Ottimo l’intervento dell’ospite presidente della comunità montana della Valtrebbia, dott Castelli Massimo [sindaco di un piccolo comune di montagna].

 Al termine ci è parso che tutti fossero d’accordo che…..

  • La collaborazione tra operatori, tra questi e le associazioni locali e il club di prodotto [UP appennino] siano la strada quasi obbligata per fare passi in avanti.
  • La presenza di giovani operatori commerciali e donne imprenditrici faccia ben sperare per il futuro della vallata.
  • Il  territorio, già bellissimo,  debba divenire ancor più attraente, con dei bei locali, dove si mangi bene spendendo il giusto con un offerta diversificata anche in termini di ricettività.
  • Le infrastrutture debbano funzionare e le strade essere realmente “percorribili”.
  • Le bellezze artistiche e ambientali siano da considerarsi una risorsa effettiva,  da “conservare” e gestire attentamente…evitando altri “massacri”.
  • Il turismo, da queste parti “alte”, stia muovendo ancora i primi passi…..e che serva unità d’intenti e coordinamento tra i quattro comuni per valorizzare tutta la valle promuovendo programmi di ampio respiro in accordo con la provincia medesima.  

 Qualche accenno sbagliato invece [a nostro parere]  è stato fatto nei confronti di agriturismi e proloco.

I “furbi” esistono ovunque ma demonizzare l’una o l’altra categoria è un errore! Molte delle  grandi manifestazioni locali sono possibili perché vi sono tanti volontari…e i comuni, per fortuna, lo sanno! Senza la presenza del mondo “variegato” degli operatori turistici e dell’associazionismo il territorio montano e collinare sarebbe più povero economicamente e socialmente.

Come vi sono ottime osterie e trattorie vi sono anche quelle “da evitare”…..[per fortuna poche!].

Vi sono agriturismi eccellenti e quelli gestiti dai “furbetti” [anche qui per fortuna pochi].

Vi sono feste paesane locali “vere” e altre inutili,  inventate solo per far cassa senza coinvolgere le categorie e/o la produzione locale.

In ogni caso crediamo che questo convegno sia meritevole di divenire un appuntamento fisso annuale…itinerante….

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