Arda, esplorando il sentiero che non c’è piu.

ARDA, ESPLORANDO IL SENTIERO CHE NON C’È PIÙ

(sergio efosi valtolla, fotoamatore, escursionista e narratore)

Conosco l’Arda da quando sono nato, in quel tratto da San Lorenzo alla Biraga ci ho passato pomeriggi interi tra giochi e pesca. Di pesci tanti, pescati in quantità, a volte cotti e consumati sul posto in compagnia. Sul finire degli anni sessanta le nostre avventure nell’Arda subiscono uno stop forzato: troppi scarichi, sversamenti illegali, molte discariche di inerti e rifiuti urbani, qualche allevamento intensivo di troppo, escavazioni esagerate…

Da quel periodo è stato un crescendo, nonostante le denunce di pescatori, Italia Nostra, ambientalisti e semplici amanti della natura. Le discariche e le escavazioni “esagerate” sono aumentate e, spesso, le amministrazioni han fatto finta di non vedere… di NON vedere, per qualche voto in più.

Arda, sponda destra tra Biraga e Fiorenzuola d’Arda

ARDA, ESPLORANDO IL SENTIERO … Un paio di settimane fa circa siamo partiti da Fiorenzuola e siamo risaliti, dalla riva destra, fino alla Biraga. In parte c’è ancora la vecchia strada dell’Arda che un tempo era più che agevole, ma solo in minima parte. Il resto è sentiero o cammino a bordo campo. Oltre la Biraga il sentiero, quello vero, non c’è più. Pochi giorni fa con Furio, Pinuccio, Anna e Carina siamo invece partiti da Castell’Arquato, sulla medesima sponda destra e, dalla località Frati, quella dove fu eretto il convento delle suore cistercensi, in seguito abitato dai frati, siamo entrati nel sentiero dell’Arda che per un tratto esiste ma abbisogna di un minimo di manutenzione e termina dopo circa un paio di km. Oltre si cammina a bordo campo e si supera la “scarpata” al temine dell’area del Piacenziano, con una qualche difficoltà.Siamo comunque sbucati alla Cinta, sulla strada che un tempo permetteva di guadare il torrente. In pratica tra Fiorenzuola e Castell’Arquato mancano circa un terzo di sentiero, in massima prevalenza tra la Biraga e l’area arquatese del Piacenziano, oltre a qualche centinaia di metri nel tratto frontaliero della zona di Vignola di Fiorenzuola. Non è poco e non è tanto…

Da sinistra: inizio del sentiero piacenziano a Castell’Arquato, percorso e sponda erosa nel tratto da Castello e San Lorenzo (la Cinta).

CONCLUSIONI… SI FA PER DIRE

Se non si fa caso alla enorme quantità di cumuli di inerti e di rifiuti coperti dalla vegetazione si tratta di una gran bella passeggiata tra pioppi giganteschi, ciliegi e meli selvatici, robinia, biancospino ecc…

Le sponde, come accennato, sono disastrate da continue erosioni alluvionali e, in tanta parte, provocare da escavazioni di ghiaia esagerate.

In estate, nei periodi particolarmente siccitosi, l’Arda è povera d’acqua e vi sono pure (sperso che non accada più!) prelievi illegittimi per irrigare mais e altre coltivazioni a forte consumo idrico.

Vi sono una gran quantità di piante cadute o morte ma andrebbero tolte, per me, solo quelle interne all’alveo; le restanti potrebbero stare dove sono e servire alla vita della fauna selvatica.

In ogni caso, nella seconda escursione, complice il bel tempo, non ci siamo persi d’animo e, dalla strada della Cinta, abbiamo guadagnano la strada bianca che conduce dalle parti di San Lorenzo e verso il colle di Monterosso, transitando tra boschi e vigneti, godendo degli eccellenti panorami che la strada offre al ritorno verso Castello. Per il percorso clicca sul link https://www.outdooractive.com/…/2021-04…/207020417/…

COME FARE A LIMITARE I DANNI?

Abbiamo visto quanto in realtà il sentiero lungo l’Arda presenti ancora delle difficoltà, quanto sia il danno causato da continui scarichi abusivi ed erosioni.

Per limitare i danni, intanto, occorrerebbe che le Istituzioni pensassero di realizzare il “sentiero ciclo-pedonale dell’Arda” in sponda destra tra Fiore e Castello, e perché no anche fino al Po e alla diga Mignano…, e che in tanti potessimo divenirne “sentinelle” o guardiani.

Sappiamo benissimo che il luogo frequentato da escursionisti e ciclisti sarebbe più vigilato e osservato e questo non è poco.

Sappiamo altresì che in qualsiasi situazione, anche in quella più favorevole, troveremmo, ne sono certo, il “furbo” scaricatore abusivo che trova la maniera per lasciare la sua miserabile firma ovunque.

Importante è, per esempio, vigilare, segnalare tempestivamente e usare bene le nuove tecnologie per controllare i furbetti … continuando a percorrerlo, a viverlo perché l’attività fisica, anche moderata, all’aria aperta fa bene al cervello, al cuore e al nostro organismo in generale.

Che bello sarebbe poter andare a Castello a piedi o viceversa, che bello sarebbe poter fare una bella gita in MTB lungo le rive dell’Arda e poi salire fino a…

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