Le buone (?) notizie dalla Valdarda…

2016-12-monte moria autunno no-1IMG_0030-Modifica-2_Fotor copiaMolti abitanti della Valdarda, forse tutti, conoscono il Parco Provinciale del monte Moria, altrimenti definito Parco del Moria, per averlo almeno una volta frequentato per un pic nic, una festa agostana, una camminata escursioniastica, una scampagnata a cercar funghi o castagne…

È bene allora sapere che l’organismo gestore di tale “nostro” Parco scade (o è già scaduto) e nessuno ha ancora stabilito che fare per il dopo; nessun comune, nessun organismo amministrativo pubblico, che io sappia.  Continua a leggere “Le buone (?) notizie dalla Valdarda…”

Olza in Valtolla…(foto-articolo)

FIG. 1BREVE STORIA

L’Oratorio di Olza, una volta chiesa parrocchiale è dedicato a tre Santi: San Giovanni il Battista, San Fabiano e San Sebastiano (questi ultimi vengono spesso dedicati e festeggiati insieme il 27 gennaio). La dedicazione a San Giovanni risale all’epoca della fondazione della chiesa, come ricordato, avvenuta in periodo longobardo, quando questo territorio era parte della Giurisdizione autonoma di Valtolla (…). Continua a leggere “Olza in Valtolla…(foto-articolo)”

Un giro sul Menegora…

IL LAMAUN GIRO TRA LAMA, DINTORNI  E   MENEGORA…

Brigante della Valtolla

Sono seduto osservando il bosco da una radura, che in questi giorni si colora di continue fioriture; decine e decine di specie floreali si alternano, regalando ai nostri occhi un altro grande spettacolo della natura. Continua a leggere “Un giro sul Menegora…”

Valtolla 2045: azzeramento della popolazione ?

2014-diga mignano LR -5640Dagli anni 70 del secolo scorso ad oggi molti comuni dell’Appennino piacentino hanno perso oltre il 35 % della popolazione, con punte superiori al 45%. Ciò nonostante noto molta indifferenza e parecchie diatribe pro o contro qualche animale selvatico e un po’ sul “mostro”.

A nessuno sembra interessare della “rarefazione umana”, del lento, inesorabile declino al quale una parte notevole del territorio alto valdardese è messa a rischio. Continua a leggere “Valtolla 2045: azzeramento della popolazione ?”

Olza, qualche ragionamento sulle origini di un nome…

Appunti di Sergio.E.Valtolla

olza per web .001 (2)Secondo alcuni ricercatori del passato l’etimologia del nome Olza deriverebbe da Aucia, “feudo imperiale” (comitato auciense) dei Pallavicini, costituito da territori tra Parma, Piacenza e Cremona, con centri a Cortemaggiore, Monticelli, Roccabianca e Busseto.
Seconda altri non è propriamente così. O quanto meno non è solo così.
AuciaAugia, Achelous, in origine si sarebbe utilizzato per “pascolo presso le acque”, “luogo pascolivo vicino alle acque”,  nel 1095 si usa Ochia per definire “porzione di terra vicino alle acque”  e successivamente il termine si sarebbe lentamente volgarizzato in Olza.  In ogni caso  il termine antico è sempre associato a luogo o terreno con acqua, o vicino all’acqua…
Nel secolo IX, in epoca Carolingia, alto medioevo (ben prima della presenza dei Pallavicini di cui sopra) la pronuncia latina della “Au” sarebbe stata trascritta come si pronunciava  in “O” oppure in “Ol” per cui gli abitanti avrebbero iniziato a pronunciare Ocia, Ozza e poi Olcia (altri Lolza con la o molto chiusa, volgare). Nel 1095 si usa Ochia, Ocia per definire “porzione di terra vicino alle acque”; nel XIII secolo un acquedotto (in Valnure?) venne identificato quale Ozedum (da Ozza) e a Pradello di Bettola c’era un corso d’acqua che da Aucia, per dire luogo bagnato da un corso d’acqua venne volgarizzato in Ozza e poi in Bagnato/a

DIFFUSIONE DEL TOPONIMO OLZA
Il toponimo è ampiamente diffuso in Italia, nel mondo e anche nelle province di Piacenza e Parma. E sempre c’entra l’acqua (fiume, torrente, sorgente, ecc..): a Monticelli d’Ongina esiste, in riva al Po, Olza; a Fiorenzuola d’Arda esiste, sulla sponda sinistra dell’Arda verso sud, Olza; a Cortemaggiore esiste la frazione di San Martino in Olza, a Morfasso esiste la frazione di Olza.

Ma nei documenti disponibili delle due province emiliane Olza è trascritto in tanti modi…

Tra il 1235 e il 1326 appaiono nelle sole province di Piacenza e Parma: Olcie, Ocie, Olzia, Lolcia, Lolza e ancora per lo stesso luogo Olza, Loza, Olzola
Nel 1235 appare un Olzia di Lugagnano Piacentino².

Nel 1432 si parla di Homines Ozie, Sperungie, Monasterii et Morfassii;  Olza di Valtolla.
Nel 1486 si parla si una chiesa dedicata a San Giovanni Battista de Olza, Morfasso.
Nel 1596 si riferisce ancora di Olza di Tolla, del monastero di valle di Tolla o d’Arda.
Nel 1695 ancora si riferisce di San Giovanni Battista di Olza quale oratorio di Morfasso (non è più definita una chiesa. Non lo è per un certo tempo o per sempre?).
I passaggi fondamentali per comprendere l’evoluzione del toponimo sarebbero questi: Aciu, Auce, Auca, Aucia, Olcia (Olgia), Olza, Lolza e infine Olza.

Potrebbe anche essere che le varie evoluzioni del toponimo Olza ricordate abbiano a che fare con i Pallavicini ma sicuramente non è così per quella di Morfasso, territorio della Valtolla.

Ma come sempre accade questo è solo una piccolissima parte di un complesso ragionamento che espone un noto ricercatore locale del secolo XIX.

NOTE

1(pronuncia anche come ocia; come Claudius si pronuncia anche come Clodius).

2(forse in tale epoca potrebbe essere stato proprio definito Lugagnano Piacentino e in seguito Valdarda, come esistono del resto Carpaneto e San Giorgio piacentino …).

Cara Valdarda, ma come ti han ridotta?

imageCara Valdarda, forse una volta eri molto bella e naturale, ma pochi di noi ti hanno conosciuta a quei tempi. Hanno iniziato circa 90 anni fa con una diga e poi hanno continuato con una bella cementeria che poi, pochi decenni fa, si è fatta più grande e più forte di “prima”. Per portare un’ industria insalubre di prima categoria in una valle così piccola,chissà come hanno potuto, chissà…
Ma non è finita qui: quando la ampliarono ci sarebbero voluti, come minimo, un serio controllo delle emissioni attraverso una fitta rete di centraline e invece…c’è lo hanno fatto credere ma non lo hanno mai fatto. E il traffico pesante che ha portato in valle che sfiora, in certi periodi, mille passaggi di mezzi pesanti al giorno? Pensate forse che abbiamo posto rimedi? Si, una piccola e anche poco efficiente circonvallazione (tipo fette di prosciutto sui nostri occhi di ingenui valdardesi) che evita l’attraversamento di Lugagnano ma non di Castell’Arquato dove il traffico pesante fa molti danni. Cara Valdarda abbiamo l’impressione che troppi amministratori locali si siano accontentati al posto di controlli e dinieghi di qualche “merce di scambio”: l’aiuto per una strada da asfaltare, per allestire uno spettacolo, per qualche metro di calce…e forse chissà cosa d’altro.
Ma la salute no, questa non importava a nessun politico o sindacalista.
Ma tu cara Valdarda che sei ancora bella, potresti essere bellissima con quel Castello splendido, con quei calanchi del Piacenziano…e quei monti come il Moria; per non parlare dei monti del crinale come il Lama e il “dolomitico” Menegosa, della vitivinicoltura collinare di alta qualità e di tanti monumenti…e cose del genere che ti danno lustro.
Pensa, cara Valdarda, potresti essere la terra ideale per residenzialitá, anche di alto profilo, e per un gran turismo, per arte e artigianato …e invece a ridosso delle tue zone più belle ti han costruito un mostro e han commesso, e sono in atto, tanti scempi ambientali. Ma perché, ma perché tanto accanimento? Resisti, cara Valdarda, resisti, hai superato anche prove ben più dure, resisti che ti amiamo in tanti.
A questo punto però non resta che dire, parafrasando amici di altre vallate piacentine, “grazie amministratori locali degli ultimi 40 anni…, grazie per questi esempi di scempi… Grazie, per averci portato i fabbriconi e qualche posto di lavoro in cambio della nostra salute, della salute delle generazioni future. Tanto alcuni di voi neppure abitano o abitavano in Valdarda; siete pure dei benefattori e vien proprio da chiederci come, senza di voi,  avremmo potuto rovinare tanto…”.
E allora, cari amministratori permetteteci un ultimo saluto: “baciamo le mani”.
(Ogni riferimento a cose, persone o fatti è puramente casuale, tutto inventato…frutto della perfida mente di un amante “geloso” della Valdarda alla quale è unicamente dedicata questa lettera).

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Valtolla: ieri in mille per dire No al carbone da rifiuti (foto articolo)

2015-05-24-no carbonext web 1 LR-3739Mille dovevano essere e forse erano di più! Tanti sono stati ieri, domenica 24 maggio 2015, i partecipanti alla marcia per dire NO al Carbonext nella cementeria della Valdarda. Perché “la Valdarda ha già dato” e con questo impianto si aggraverebbe la situazione ambientale, hanno sostenuto i promotori della grande manifestazione popolare, forti di una petizione popolare che, in poco tempo, è stata firmata da oltre  5000 persone della vallata da Fiorenziuola a Morfasso e da tanti valligiani emigrati all’estero. Continua a leggere “Valtolla: ieri in mille per dire No al carbone da rifiuti (foto articolo)”

I Bardigiani della valtolla…(fotoarticolo)

2015-05-03-cavalli a morfasso LR-3456Domenica scorsa a Morfasso c’è stata la festa del Bardiagiano, del cavallo Bardigiano, ovviamente.

Un cavallo sempre più apprezzato (e utile) al turismo lento, un cavallo bello e forte che tradizionalmente viene allevato nelle province di Parma e Piacenza. Un tempo animale da lavoro, robusto e intelligente e ora un compagno(a) di viaggio… Continua a leggere “I Bardigiani della valtolla…(fotoarticolo)”

Domani mostra dei cavalli a Morfasso

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clicca per ingrandire il volantino

Domani, domenica 3 maggio 2015 dalle nove del mattino, ritorna la rassegna del cavallo Bardigiano a Morfasso.

Un appuntamento da non mancare per le famiglie e gli appassionati dei cavalli di montagna. Magnifici esemplari allevati a Morfasso e nelle zone limitrofe saranno i protagonisti assoluti della giornata.

L’occasione per passare una giornata in montagna, a ridosso dal maestoso Menegosa(ra), a due passi da santa Franca e dal parco provinciale del Moria…

La festa si completa con gli stand gastronomici. Ma è possibile pranzare anche in agriturismi e ristoranti delle vallate dell’Arda e del Chero.

Tasse: ma quanto paghiamo ai comuni?

contornato in arancione i comuni di media e alta valdarda.
contornato in arancione i comuni di media e alta valdarda.

Oggi il quotidiano locale “la Cronaca”, a firma di E.Iacono, pubblica un lungo articolo sulle tasse comunali piacentine così abbiamo pensato di riproporre una delle tabelle allegate e un breve estratto del resoconto. Sarebbe interessante capire chi applica le aliquote massime e chi no. In ogni caso ci limitiamo a informare…

«Non c’è dubbio: le tasse comunali sono aumentate. E spesso alle famiglie non bastano neppure gli 80 euro in più in busta paga per coprire le maggiori spese. Ma quante sono le tasse comunali dirette, quelle che tutti i cittadini devono, o dovrebbero, pagare? In questo servizio, sulla base dei dati contenuti nella banca dati Siope, controllata da Bankitalia, sono state prese in considerazione soltanto le tasse sulla casa – Ici e Imu – la Tasi, che riguarda i famosi servizi indivisibili offerti dall’amministrazione locale, l’addizionale Irpef che tutti si ritrovano tra le voci della busta paga, la Tares, cioè la tassa per lo smaltimento dei rifiuti, la tassa per l’occupazione di suolo pubblico, i diritti sulle affissioni e tutti quei tributi che rientrano fra le entrate tributarie proprie di ogni amministrazione comunale. Una vera e propria giungla che nessun ministro è ancora riuscito a semplificare, nonostante le sbandierate buone intenzioni. La tabella relativa ai Comuni del Piacentino riporta le somme incassate dai singoli enti locali negli ultimi due anni di riferimento, il 2013 e il 2014…». 

Giovanni ritorna a casa, ritorna nella sua valdarda…(una storia vera)


GIOVANNI PEROTTIGiovanni Perotti di Salino, classe 1921, riceve la cartolina di precetto il 22 agosto 1942, parte a 21 anni  per Messina e verrà  poi destinato alla Grecia dove 14 settembre 1943 verrà fatto prigioniero dei tedeschi (ora nemici) e internato in campo di concentramento a 30 km da Berlino. Liberato dai Russi il 20 aprile 1945, attraversa la Polonia, l’Ungheria e infine arriva a Trieste il 22 maggio 1945, dopo aver attraversato mezza Europa a piedi. Viene con i suoi compagni di viaggio (ex prigionieri) portato a Verona dove c’era lo smistamento degli ex deportati in Germania. Li viene “pulito” e sfamato. Giovanni dopo 4 giorni riparte e raggiunge Modena e poi con un camion americano giunge a Piacenza. Qui un “incaricato”(dice Giovanni “non so chi fosse ma era persona perbene”) del governo lo accompagna al collegio Morigi dove viene interrogato sulle sue peripezie e sfamato. Infine viene accompagnato alla stazione delle corriere e torna sulle sue montagne…

Continua a leggere “Giovanni ritorna a casa, ritorna nella sua valdarda…(una storia vera)”

La rocca era dei ligures, i nostri lontani antenati…

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resti del muro del castelliere

Brigante della valtolla

Nel 1998 un gruppo di amici della Pandora della Valdarda, volontari archeologi, proprio sulla rupe, sottostante la Rocca, scoprì la presenza di undici gradini scolpiti nella dura roccia. Un centinaio di metri sotto la rupe dei gradini, in località “I Corvi”, su un pianoro notarono delle mura di fortificazione e vicino una roccia che mostrava dei graffiti.

Gli ultimi tre gradini, probabilmente i più antichi, in base all’erosione della roccia, si trovavano proprio sulla vetta e sembravano finire nel vuoto. Potevano essere i resti di un’ara sacrificale, di una torre o di un luogo di inumazione a cielo aperto dei morti, come usavano fare certe antiche tribù dell’Europa occidentale. Una cosa è certa: il tempo, i terremoti, le frane molto evidenti potrebbero aver confuso tutto…

Di sicuro l’intera Rocca dei Casali, l’intera falesia come abbiamo detto in altre occasioni, era un luogo abitato da una tribù ligure. Un luogo ben difeso, quasi come si trattasse di castello naturale, con accessi controllabili e dal quale si poteva comunicare, probabilmente con segnali di fuoco, con altre tribù “amiche” o “concorrenti” stanziate sul monte Moria, sulla Palazza, sul Giogo…

Anche l’amico Manzi conferma che il “castelliere” ritrovato nel 1953 era Ligures e che qui avrebbe stanziato perfino Annibale, notoriamente alleato di certe tribù liguri e non ostile al popolo Ligures, con il suo esercito in attesa di procedere verso Veleia (allora importante centro commerciale dei liguri Veleati) e verso la gloria della battaglia vittoriosa contro i Romani sul fiume Trebbia.

I liguri, Nazione che controllava un territorio vastissimo dalla Liguria ai Pirenei, furono tra i primi abitanti autoctoni della nostra provincia.

Poi arrivarono  i celti che  “sottrassero” loro vasti territori e con i quali alla fine si dovettero in parte integrare. Infine giunsero, per sempre, i romani e tutto divenne Roma.

Una cosa è certa: i ligures non erano dei conquistatori delle terre altrui, rispettavano le vicine nazioni con le quali commerciavano, erano gelosi della loro autonomia e combatterono strenuamente per non farsi conquistare.

Ma la storia la scrivono i vincitori e allora …la memoria dei nostri avi liguri è “svanita”. La Valdarda e la Valtolla sono pieni di luoghi incredibili come questo della falesia dai quali emergono le nostre vere antiche radici.

La Rocca dei Casali, da qualche tempo,  è anche un teatro naturale dei rocciatori che vi hanno tracciato, tra parete nord e parete ovest, 32 vie di arrampicata talune delle quali molto tecniche.  I boschi, il torrente Arda che lambisce la falesia, i rii che la discendono, le viste spettacolari sulla valle, le vecchie case abbandonate alle sue pendici contribuiscono a mantenere quel fascino che dura da millenni.

Accanto alla Rocca dei Casali transitavano i pellegrini francigeni, quelli che avevano sostato dai frati dell’Abbazia scomparsa e volevano raggiungere Gravago prima di sera. Quei pellegrini che spesso sostavano anche al Pelizzone diretti a Roma.

Un giorno potrei anche accompagnarvi…

andrea bergonzi
la rocca dei casali, vista particolare (foto di andrea bergonzi)
ronc da l'arda da il peyote
ronc da l’arda (foto di il peyote)

 

 ©coordinamento editoriale F.F.& S.E.

Sapete dov’è la più antica rocca della provincia di Piacenza?

gli ultimi tre gradini della Rupe dei gradini-1
gli ultimi tre gradini della Rupe dei gradini

Brigante della valtolla

La falesia, penserete voi, è una scogliera a picco sul mare e il nostro pensiero corre subito a quelle famose di Dover o di Etretat in Normandia.

Certamente vero ma un tempo, tanto lontano, anche da queste parti c’era il mare.

A dire il vero io parlo di quel tempo quando il mare arrivava ben oltre Lugagnano fino alla fine della Valdarda, proprio qui in Valtolla.

Praticamente la scogliera di cui parliamo è quella che noi da sempre chiamiamo “Rocca dei Casali”, nel comune di Morfasso. Continua a leggere “Sapete dov’è la più antica rocca della provincia di Piacenza?”

Arda che fai, ci segui?

IMG_2864_tonemapped _Snapseed flare copiaIl nostro torrente Arda da il nome alla valle, una delle maggiori di Piacenza,integralmente piacentina con i suoi castelli, i borghi medievali, le antiche chiese, gli oratori, i vigneti in collina, il grano, il mais, il pomodoro e il latte in pianura, i poderi agricoli del Maestro Verdi con la sua villa a Sant’Agata, i ciliegi di Villanova e Soarza. A un certo punto della sua corsa, quando è già rallentata, la nostra Arda incontra Cortemaggiore, antica capitale dello stato dei Pallavicino, dov’è nata l’Agip supercortemaggiore. Continua a leggere “Arda che fai, ci segui?”