La Valtolla classica è ancora un mondo da favola?

il mondo è una favola! Basta non rovinarlo. (clicca per ingrandire)

Con i mezzi a nostra disposizione, con il miglioramento delle vie di comunicazione, con il rispetto della natura e dei paesaggi rurali, con un buon livello dei servizi non potremmo che, alla domanda provocatoria del titolo, rispondere si!

Rettifichiamo: diciamo si ma con qualche riserva.

Lo spunto per questa breve riflessione ce lo danno certe rassegne teatrali itineranti che animano l’estate valdardadese.

L’altra sera a Vezzolacca, nell’ambito della rassegna “teatro natura” andava in scena “gli animali in piazza” che fa riflettere….  e parecchio!

Il teatro è cultura, tanto quello “leggero” quanto quello “serioso”,  nelle piazze ci è sempre piaciuto e portarlo anche in montagna è un ottima scelta che hanno fatto meritoriamente i nostri amministratori (quando vogliono sanno….. anche fare queste cose…).

Quella rappresentata a Vezzolacca era una favola per tutti…ma sopratutto per i grandi..affinché rammentino che si può vivere bene, senza rinunciare alle comodità, ma rispettando nel contempo l’ambiente e le sue regole.

Narra della storia della contadina che è stanca di dover lavorare sodo dalla mattina alla sera senza mai avere un po’ di tempo a disposizione per sé.

I campi da coltivare, la stalla da governare, il bosco, l’orto e il pollaio…..e sempre meno tempo libero ( ndr: lo stesso dicasi per il suo povero marito!).

A poco a poco anche in questo piccolo lembo di mondo ( ndr: nella valtolla calssica) si affaccia il progresso sollevando la donna da tante incombenze: il latte si compra al supermercato, il minestrone in comode buste surgelato senza dover “faticare” a coltivare l’orto.

Così poco per volta tutti si trasferiscono nei bei paesi più ” bassi” e dove cresceva l’erba spuntano rovi, dove cresceva il grano costruiscono un bel condominio, dove c’era il bosco hanno aperto una bella cava per la cementeria……e poi strade asfaltate dappertutto ma nessuno che cura la regimazione delle acque della pioggia e iniziano a formarsi grande frane….disastri e calamità varie.

L’ex contadina, nel frattempo, è invasa dal frastuono e dal rumore…..e non sa più come impiegare il suo tempo libero.

Allora si impegna a migliorare il suo nuovo ” mondo” ( senza dimenticare il passato) e si batte per trasformare una strada rumorosa in pista ciclabile, un giardino in ludoteca per i bambini del condominio, a organizzare la raccolta differenziata dei rifiuti e, spesso, spessissimo passa lunghi periodi nella sua vecchia campagna a sistemare un argine franato, a pulire un bosco, a piantar fiori e raccogliere frutta e verdura dal suo orto che ha ripristinato……

Le conquiste della modernità, pensa l’ex contadina,  non debbono farci dimenticare le nostre radici, debbono aiutarci ma dobbiamo sposarle con un criterio più eco-compatibile.

I boschi non possiamo accettare che vengano trattati come discariche, i campi e i pascoli abbandonati, la terra agricola ridota a terra per costruire e cementare tutto.

Non possiamo accettare che la nostra edilizia rurale storica sia lasciata andare in malora!

Perché la Valtolla era e resti un mondo da favola!!!

(ps: libero addattamento della redazione alla magnifica commedia citata prodotta da ODS teatro di Torino)

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