La notte di folli, l’Appennino folk festival e le valli piacentine

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Non eravamo andati a Vigoleno solamente per la notte di folli..…perché  una visita il borgo medioevale di  Vigoleno la merita a prescindere.

Certamente L’estate culturale e ricreativa organizzata dal Comune di Vernasca, organismi locali vari e operatori del turismo di Vigoleno hanno esaltato la bellezza del luogo!

Quest’anno, per noi,  è stato fatto un salto di qualità! Era necessario!….Si è tornati a buoni livelli ….

Questa riflessione ci viene spontanea dopo aver assistito a diverse manifestazioni nel borgo, aver approfondito la conoscenza del borgo stesso e aver assistito ad una tappa del meraviglioso “appennino folk festival”.

Dal sito piacenza internet.it  apprendiamo che ” L´Appennino Folk Festival è ….una rassegna di musica popolare che si svolge nelle Quattro province (Alessandria, Genova, Pavia e Piacenza). L´obiettivo principale del festival è la diffusione del repertorio tradizionale e la valorizzazione dei piccoli e piccolissimi centri attraverso: feste, corsi di strumento e danze tradizionali, conferenze e concerti. Lo strumento simbolo del festival è il piffero, oboe popolare che accompagnato dalla fisarmonica caratterizza la musica tradizionale di questo spicchio di Appennino…..”

Il programma, del festival citato,  si concluderà il 30 Ottobre a Cerignale (alta valtrebbia),  dopo aver vagato per l’appennino.

Un programma “ricco” ed emozionante con importanti contaminazioni popolari europee e  nazionali.

Per tutti rammentiamo il contributo dei ” mitici” e piacentini Enerbia …straordinari interpreti della canzone popolare delle 4 provincie.

In poche parole è impossibile non riconoscere che il programma del festival è straordinario!

Ma questo festival potrà continuare ad essere così ” girovago”?….Forse si …forse no!

Non intendiamo affatto parlare delle ” tappe” itineranti, del  girovagar tra i monti,  che rientrano nello spirito dello stesso festival citato ma [intendiamo parlare] del fatto che,  forse,  occorrerebbe creare qualcosa di “fisso”,  di “permanente ” per farne la sede di incontri, di approfondimenti e…. di spettacolo.

La tappa di Vigoleno era di quelle da non perdere: musiche popolari dal sud Italia, dalla Francia , gli Enerbia e tanto ballo….popolare…

Ma il bel borgo medioevale è andato oltre…..

L’altro giorno,  alla presentazione del volume XII dei quaderni della valtolla …( ancora a Vigoleno!! ) un ricercatore locale ha presentato un saggio dal titolo ” l’antica musica che risuonava nelle nostre valli: la piva” e ha suonato lo strumento che era ai più, dei presenti, sconosciuto.

Ebbene il successo è stato grandioso! Grandi applausi! Una zampogna locale…uno strumento dimenticato, sparito nel nulla e riportato alla ribalta da Riccardo Gandolfi appassionato ricercatore e suonatore dello strumento.

Da “Casa Tanzi“, prestigiosa istituzione culturale con sede a Vigoleno,   in questo periodo ci han “mostrato” l’arte della liuteria, della musica e allora……

Allora ci domandiamo: è fuori luogo pensare di rendere permanente a Vigoleno  una ” parte ” dell’appennino folk festival?   Questa è una bella manifestazione cultural/musicale che non possiamo non avere anche nostra!

Le nostre sono solamente idee disordinate, forse confuse…ma la passione per il bello, per la cultura, per la musica, per Vigoleno….

ps: non di meno ci son piaciuti i fuochi d’artificio nella notte dei folli, il cibo che abbiam gustato e i vini ……..

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