Ricordi della scuola di un paese della valtolla-valdarda, ricordi da ragazzo….

I banchi erano alti e di legno smaltato di azzurro ma restavano “immacolati” per poco tempo.

Dovevano contenerci tutti, stavamo stretti l’uno all’altro e non vi erano problemi di “odori” perché eravamo tutti uguali: “puzzavamo” di stalla e di campagna.

In inverno la ricreazione la facevamo nel corridoio dove giocavamo a spintoni e alla cavallina, ridevamo e urlavamo come i matti…ma con le maestre eravamo educati.

Parlavamo in dialetto, era la nostra lingua dalla nascita e, per scaldarci, portavamo ogni giorno un pezzo di legna ciascuno dentro nella cartella.

Il posto più ambito dell’ aula era vicino alla finestra, una delle due grandi che ogni aula aveva e che lasciavano filtrare il mondo esterno e… uscire i nostri sogni, la nostra spensieratezza infinita da fanciulli.

In primavera ci piaceva osservare l’arrivo delle rondini che ….poi facevano il loro nido sotto le grondaie della scuola.

Erano gli unici uccellini, le Rondini, che non erano vittime dei nostri tirasassi….come lo erano, di contro, passerini e merli.

La coda delle Rondini, come ci avevano insegnato le nonne e le mamme, era la chiave del “paradiso” e mai avremmo “tirato” a tali uccellini.

Ma fu il progresso che tirò un brutto scherzo a questi innocui e utili volatili fecendoli “sparire” a causa dell’uso smodato di Fertilizzanti e diserbanti negli anni 70….l’inquinamento che avanzava implacabile…..

I banchi di legno, sui quali dovevamo passare la giornata, non resistettero a lungo alla nostra voglia di tracciar “graffiti” che iniziarono ad apparire dapprima sotto al banco, poi negli angoli nascosti e nella seduta e infine dappertutto.

Con i nostri piccoli coltellini (era un regalo molto ambito dai maschi!), tracciavamo le nostre iniziali (che ingenui!) o scrivevamo parole “sconvenienti” per fare i “bulletti”…di campagna.

Ma nel lato “A” del banco, il piano di lavoro apparivano anche uccellini, abbozzo di visi e di armi che erano le nostre preferite.

Sui nostri banchi di legno, in bella vista, campeggiava il calamaio di vetro o di porcellana che conteneva l’inchiostro nero o blu scuro nel quale intingevamo il pennino sorretto dalla cannuccia per tracciare i segni nei nostri quaderni…poi lettere alfabetiche e infine frasi…..spesso infarcite di “dialetto”.

Avevamo il pennino per scrivere sottile e quello per i tratti più grossolani e la carta assorbente per evitare “pasticci” sui quaderni ma…. macchiarci mani e visi d’inchiostro era inevitabile e, al ritorno a casa, ci “canzonavano” i nostri fratelli maggiori e ridevano le mamme stringendoci al loro petto affettuosamente.

Le pareti delle nostre aule erano abbastanza spoglie e non tappezzate in ogni dove di disegni e cartelloni come si usa ora…per fortuna….. Noi avevamo la carta geografica ……e  qualche cartellone con, ben evidenti, le lettere dell’alfabeto scritto, come esempio, in bella calligrafia (era una materia).

Il colore delle pareti era bianco con uno zoccolo di verde acqua marina lavabile fino all’altezza dei bambini.

I nostri  padri e madri ci dicevano “ cerca di fare il bravo che mandarti a scuola ci costa tanti sacrifici” ma non capivamo ….molti non capivano cosa fossero i sacrifici….per noi era tutto normale.

Era normale mangiare una mela con il pane e non necessariamente un panino imbottito con il  prosciutto cotto che neanche conoscevamo; era normale andare a raccogliere le castagne per ricavarne quattro soldi per “aiutare” la famiglia; era normale non avere la bicicletta da bambini e usare (raramente) quella dei genitori “piantandoci dei voli memorabili”; era normalissimo avere al massimo cinquanta lire alla domenica per comprarci un piccolo gelato in estate o un pacchetto di caramelle in inverno.

Era abituale costruirci i giochi di legno …..era tutto normale non erano sacrifici!

Poi un giorno arrivò il progresso….e ci portarono i banchi di scuola di formica…lisci, lucidi, lucidissimi con telaio in tubolare e di color verde chiaro tendente all’azzurro……

Si erano raccomandati di non inciderci o scriverci sopra con il coltellino….

Non era più la nostra scuola!

Nel frattempo di bambini in Paese non ne nascevano più …o quasi e la scuola era diventata fin troppo grande.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...