Valtolla/valdarda: da sempre resistenti!!

di Sergio Valtolla

Un amico mi ha invitato a leggere un articolo che è apparso poche settimane fa sul quotidiano ” la repubblica” del bravo giornalista Paolo Rumiz.

La storia raccontata,  come Lui sa fare,  è ambientata qui da noi in valdarda/valtolla ed è quella del partigiano Zakarovic Vassili….e la raccoglie [la storia] da Franco Sprega, storico della valdarda, direttore del museo provinciale della resistenza sito in Sperongia.

Dice il racconto di Rumiz……

“È buio di novembre. E la notte del 21 novembre 1944 i fascisti dissero al russo che avrebbero lasciato aperta la porta della prigione. Ma era una trappola, e appena lui saltò il muro del giardino insieme a un altro partigiano, quelli fecero fuoco. Aveva 33 anni. Il corpo fu trovato in condizioni spaventose”. Abbaiare di cani, gracidare nei fossi, un concerto di grilli tra la pianura e le falde d’Appennino. Che ci facciamo qui, luogotenente Cariolato, protettore e padrone della mia camicia rossa, in questa notte rovente sulla Via Emilia, davanti a una limonata fresca e un Gutturnio, dopo avere attraversato il Po?………..Vassili dunque, russo di Grozni in Cecenia. Ingegnere edile e soldato dell’Armata Rossa, viene fatto prigioniero nel 1941, al primo sfondamento dei tedeschi verso Est. La famiglia perde le sue tracce. C’è solo un bigliettino, trovato sulla linea ferroviaria a Sud di Pietroburgo. Dice: “Mi stanno portando in Europa”. Vassili è comunista convinto. Ha perso il padre da bambino, gliel’hanno ucciso i “bianchi” nel 1922, crocifiggendolo sulla porta di casa………Una sarta di Vernasca, oggi 92enne, lo ricorda bene. Alto, capelli neri, baffetti, spalle ricurve e fisico notevole. Educato, distinto, affabulatore. Lo prendono nella 62a brigata Garibaldi, comandata da un montenegrino, Giovanni Grcavac, Giovanni lo slavo. “Giuan a slav”, un’altra leggenda vivente………Vassili sceglie il nome di battaglia di “Grozni” e compie azioni mirabolanti. Copre la ritirata dei compagni dopo le incursioni sulla via Emilia. Un combattente nato. Ma nel novembre viene ferito e catturato. Lo scortano a Fiorenzuola, nel municipio che nel frattempo è diventato posto di comando di tedeschi e repubblichini.  E qui la storia diventa mito. Il municipio con la cella di Vassili è dietro il macello e la casa del fascio; e la via si chiama Garibaldi……L’indomani andiamo a vedere il posto, a due passi dalla via Emilia, la “cuntrè drita” che accieca di luce bianca. La topografia è ancora quella, terribile, delle lotte sociali, della repressione e delle vendette.

Franco [Sprega] sa tutto. Qui il tale fu arrestato, lì avvenne la tal delazione, lì si torturava, e lì in fondo vive ancora la vedova di un ufficiale morto a Mathausen.

………Ma non c’è pace per Grozni. Le sue ossa scompaiono, e anche la lapide viene trafugata dal cimitero di Castelnuovo Fogliani. Forse è stato il ministero della difesa dell’Urss, ma non restano tracce della traslazione nel caos degli archivi sovietici. Anche la medaglia d’argento, messa in una teca al museo di Grozni, in Cecenia, scompare, tra le macerie della città, fatta a pezzi come Stalingrado nella guerra caucasica degli anni Novanta. Oggi di Vassili, combattente per la libertà d’Italia, non resta che una lapide, all’esterno del palazzo che vide la sua fine, e il destino ha voluto che quella lapide finisse accanto a quella di Garibaldi….( omissis)

(pubblicato il 09 agosto 2010)

>>>>> allegato il file PDF >>>>>>rumiz storia <<<<<<<<

COMMENTO

Grazie a chi mi ha fatto leggere questo articolo che qui  allego completo  in pdf.

Grazie per aver ricordato questo uomo che morì per un ideale: la libertà di cui godiamo ancor oggi tutti noi …..ma non i suoi concittadini della piccola repubblica caucasica di Cecena sconvolti da una guerra contro i potenti russi che dura da vent’anni.

Domenica scorsa a Vigoleno abbiamo assistito alla rievocazione della insorgenza del piccolo comune di  Vigoleno contro gli occupanti del grande imperatore Napoleone del 1805/1806 che furono sconfitti e fucilati…, che furono chiamati ” briganti “….” banditi”…..ma che erano patrioti che difendevano la loro terra dallo straniero…… come lo fecero tanti giovani della valdarda/ valtolla contro le truppe di occupazione nazifasciste del 1943/1945.

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